Bortone: costruire un Sistema forte, oltre i “campanilismi”

Il primo Consiglio del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) è stata l’occasione per condividere ancora una volta l’importanza della riforma introdotta con la legge 132/2016. Adesso è importante rafforzare l’impegno comune per fare sistema e per superare le forti disomogeneità interne. Il contributo di Giuseppe Bortone, direttore generale di Arpae.

Il primo Consiglio del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) è stata l’occasione per condividere ancora una volta l’importanza della riforma introdotta con la legge 132/2016, dell’impegno previsto dal disegno attuativo, che impone l’improcrastinabile esigenza di fare sistema: il vero valore aggiunto della legge, in un paese che mostra grandi difficoltà a fare squadra.
E’ necessario l’impegno di tutti per questa sfida, giocandola al rialzo, superando nel concreto le difficoltà legate agli assetti, alle competenze e ai ruoli istituzionali. Una rete deve valorizzare le sinergie e le economie di scopo e di scala, senza oscurare le specificità dei singoli. Si tratta di una sfida complessa.

Il Sistema ha già iniziato a operare in questa direzione attraverso momenti importanti di sintesi e di confronto su diversi temi cruciali:

  • costruzione/rafforzamento di una “cultura di sistema” e di una “identità”, attraverso la Summer School AssoArpa di Cagliari (29 e 30 settembre 2016)
  • avvio operativo di una serie di attività con l’istituzione della Task Force operativa (TFO), alla quale Arpae partecipa
  • definizione del Catalogo delle prestazioni e dei servizi del Snpa, preliminare alla definizione dei Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali (Lepta)
  • predisposizione di un Regolamento per il personale ispettivo e per lo svolgimento delle ispezioni
  • definizione di un primo documento sull’armonizzazione delle leggi regionali in relazione alla L 132/2016
  • prime riflessioni sulla nuova governance di Sistema
  • prime riflessioni su eventuale riposizionamento strategico di AssoArpa nel nuovo contesto.

Abbiamo bisogno di avviare iniziative di questo genere anche con i nostri interelocutori privilegiati: in primis con il ministero dell’Ambiente (Mattm), le Regioni e le Province autonome. Si avverte l’esigenza di un loro forte coinvolgimento. Procedere sui due fronti in maniera asimmetrica può essere controproducente; non essere efficaci vuole dire rischiare di suscitare diffidenza da un lato, e di essere accusati di corporativismo dall’altro. E’ necessario invece cogliere al meglio le finalità e gli obiettivi del Snpa come “strumento di conoscenza e controllo della qualità ambientale a supporto delle politiche di sostenibilità”.

Solo la conoscenza reciproca può consentirci di cogliere appieno la valenza della riforma; l’auspicio è quello di dotarci di metodi e strumenti di lavoro che possano consentire coordinamento e condivisione.
Ci sono opportunità da cogliere, oltre che la necessità di rispettare la norma. Sono previsti infatti adempimenti congiunti per dare attuazione alla legge.
Si pensi alla potenzialità che un sistema tecnico/scientifico può offrire alle attività di regolazione, indirizzo, programmazione, pianificatoria e normativa.
Si pensi alla condivisione di un sistema nazionale unico e ufficiale di informazione dei dati ambientali su cui basare le attività di controllo, ma anche di programmazione, e cosa questo possa significare in termini di autorevolezza e terzietà, caratteristiche che i portatori di interesse ci chiedono sempre di più.
Prima ancora che per legge, questo va conquistato sul campo, cogliendone la valenza, condividendo e comprendendone i limiti. Abbiamo bisogno di condividere di più; del resto conoscerci vorrà dire anche velocizzare le risposte, migliorando la qualità.

E’ necessario quindi avviare il confronto per attuare al meglio la L 132/2016, attivando tavoli permanenti. Su questo c’è stata la piena convergenza di tutti i partecipanti. Il rappresentante del Mattm, a nome del ministro, ha preso l’impegno di formulazione di una proposta. L’assessora Spano, per le Regioni, ha confermato il proprio interesse, testimoniato già da casi di successo, in cui il confronto in sede di coordinamento istituzionale è stata la chiave vincente.

Il Snpa, attraverso il Consiglio del Sistema nazionale (CSN) dovrà esprimere un parere vincolante sui procedimenti del Governo di natura tecnica (art.13, comma 2). Il CSN segnala inoltre al Ministero e alla Conferenza Stato-Regioni le opportunità di intervento anche legislativo.

Per quanto riguarda le Regioni, l’art. 11 comma 1 della legge 132 prevede che siano le Agenzie a gestire i Punti focali regionali (PFR) e il SIRA (Sistema informativo regionale ambientale), nell’ambito del SINA (Sistema informativo nazionale ambientale), gestito da Ispra. Al comma 2 si auspica un efficace raccordo con le Regioni, in una situazione disomogenea a livello nazionale.

Ma ci sono anche aspetti più contingenti che impongono necessità di raccordo:
– l’armonizzazione delle leggi regionali di istituzione delle Arpa/Appa (entro 180 giorni)
– il programma triennale che dovrà essere approvato con decreto del ministero dell’Ambiente e parere della Conferenza Stato-Regioni
– la definizione dei Lepta, sfida di carattere epocale, con Dpcm su proposta del Snpa e intesa Stato-Regioni
– fuori dalla L 132/2016, ma nell’ambito del Protocollo sulla qualità dell’aria, la condivisione delle Linee guida sui Piani regionali di risanamento di recente approvate dal CSN.

Di primaria importanza è anche la questione finanziaria, nello specifico:

  • inadeguatezza delle attuali risorse rispetto alle necessità per garantire gli obblighi di legge (che saranno previsti con i Lepta): presupposto fondamentale per l’effettiva realizzazione di un sistema di prevenzione e controllo ambientale adeguato
  • vincoli troppo stretti nella gestione del bilancio e degli organici (per esempio possibilità di utilizzare somme disponibili, i limiti al turn over, i limiti all’uso di autovetture ecc.)
  • scarsa attenzione del Parlamento: alcuni emendamenti proposti – finalizzati semplicemente a ridimensionare e armonizzare i vincoli di spesa o di assunzione, per consentire l’attuazione della riforma – non sono stati accolti
  • questione del riparto del gettito di cui alla legge 68/2015, affrontata dal Mattm senza considerare un riparto nei confronti delle Agenzie e di Ispra.

E’ altrettanto vero che Agenzie e Ispra, dal canto loro, devono avviare un importante percorso di razionalizzazione organizzativa e di spesa. Una fase costituente avviata, con una sfida epocale da cogliere come grande opportunità.

Adesso, l’importante è la velocità di risposta, la capacità di dialogo e di comprensione reciproca che consenta di superare le forti disomogeneità del Sistema, i “campanilismi”. Con approccio molto pragmatico occorre apprezzare la concretezza dei primi risultati, in una logica di avvicinamento per passaggi successivi verso la costituzione di uno Strumento di cui il paese ha sicuramente estremo bisogno.

Giuseppe Bortone, direttore generale Arpae Emilia-Romagna

Altre risorse
AmbienteInforma 10/11/16 – Verso la costruzione condivisa del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) i contributi presentati alla Summer School AssoArpa

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