Cambiamenti climatici, fenomeni meteo intensi in aumento anche in Emilia-Romagna

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Negli ultimi due decenni è aumentata la frequenza degli eventi meteorologici rapidi e intensi e anche la loro intensità. Piogge più intense hanno causato dissesti, frane, alluvioni. E danni enormi. E purtroppo spesso anche morti.
Si tratta di effetti del cambiamento climatico che colpiscono anche L’Emilia-Romagna. Il rischio può essere mitigato con opere strutturali e con processi di allertamento sempre più rapido.

Il cambiamento climatico sta già determinando molti impatti anche in Emilia-Romagna. Ad esempio è aumentata negli ultimi due decenni la frequenza degli eventi meteorologici rapidi e intensi e anche la loro intensità. Si tratta molto spesso di eventi capaci di rilasciare 250-300 mm di pioggia in meno di 5-6 ore, come ad esempio è accaduto nella recentissima alluvione della Val Nure, accaduta esattamente a metà settembre dell’anno scorso. Pioggia più intensa causa dissesti, frane, alluvioni. E danni enormi. E purtroppo spesso anche morti.

Qualche altro esempio:
19 gennaio 2014, alluvione in provincia di Modena: cede l’argine destro del Secchia e si allagano i centri abitati di Bastiglia e Bomporto e vaste aree di campagna.
6 marzo 2014: un’eccezionale coltre di neve provoca cedimenti strutturali in tetti di capannoni e di abitazioni in varie località dell’arco alpino. I danni sono attribuiti anche alle temperature miti, che hanno reso la neve particolarmente densa e pesante
13 ottobre 2014: piena del torrente Baganza che allaga gran parte della città di Parma, causata da un intenso temporale con massime intensità di pioggia dell’ordine di 300 mm in 24 ore!
5-6 febbraio 2015: un’intensa perturbazione fa cadere una pesante coltre di neve in Emilia, provocando estesi blackout elettrici in vari comuni. Nello stesso tempo, forti venti di bora, mare molto agitato con altezze dell’onda sottocosta superiori a 4 metri, in combinazione con un livello del mare maggiore di 1 metro, producono una rovinosa mareggiata lungo tutta la costa Romagnola.

Molto spesso si è trattato di fenomeni poco predicibili anche con due o anche un solo giorno di anticipo, per quanto concerne la loro esatta-esatta localizzazione spazio temporale. Si parla di predicibilità di alcune ore in molti casi. Talvolta 3, 2 ore…
Questo aumento di frequenza di occorrenza di fenomeni intensi è determinato dal riscaldamento degli strati più bassi dell’atmosfera, connesso al cambiamento climatico, che la rende più instabile nella verticale, favorendo la convezione profonda. Per di più una atmosfera più calda può contenere al suo interno un maggior contenuto di vapor d’acqua, come ci insegna la Termodinamica. In sostanza c’è più energia che puù liberarsi…
In definitiva, l’aumento della pericolosità meteorologica, connessa all’occorrenza di tali eventi meteo, fa poi crescere anche il rischio idrogeologico e idraulico, dal momento che tali fenomeni pericolosi si abbattono su territori molto vulnerabili e dove sono presenti un gran numero di “esposti”, come città, paesi, strade, ferrovie, poli industriali…

Tale aumentata condizione di rischio è mitigata attraverso sia la costruzione di “opere” idrauliche che riducono il rischio in via “strutturale” – quali rafforzamento di arginature, costruzione di “casse” per il contenimento delle piene fluviali – sia attraverso processi di mitigazione “non strutturale” del rischio, come ad esempio i sistemi di preannuncio, o Early Warning Systems (EWS), che permettono di ridurre il così detto “rischio residuo”.
Gli EWS sono la parte centrale del sistema di allertamento nazionale-regionale, presente e operativo da più di dieci anni in Italia e nella nostra Regione.
Tale sistema è molto ben funzionante, ma certamente deve essere modificato e migliorato nei prossimi mesi e anni per far fronte a tali tipologie di eventi estremi, più frequenti e intensi.
In sostanza il meccanismo di preannuncio deve e dovrà scattare sempre più rapidamente, nel prossimo futuro. Dal momento che sempre più spesso non ci saranno più molte “ore” (o addirittura intere giornate), ma al contrario poche ore se non minuti, per innescare tutti i meccanismi di protezione dei cittadini, dei loro beni, e degli ecosistemi. Sarà sempre più necessario far “svegliare” il sistema di protezione civile sempre più presto, affinché si possano subito, in poche ore o minuti, attivare i piani di protezione civile regionali e comunali.

Per ottenere questo miglioramento è necessario operare un salto tecnologico nei meccanismi e sistemi di monitoraggio e previsione, così come in quelli di comunicazione. Ed è altrettanto essenziale aumentare il coinvolgimento dei cittadini, che devono essere più direttamente coinvolti nei processi di allertamento. In tale quadro, il ruolo dei sindaci diventerà sempre più cruciale.

Il progetto Allerte in Emilia-Romagna
Da due anni stiamo lavorando a tutto questo in Emilia Romagna, all’interno del “progetto Allerte”, che vede impegnato il servizio IdroMeteoClima di Arpae in forte sinergia con l’Agenzia di protezione civile regionale.
I vari gap tecnologici li stiamo affrontando e superando uno per uno. Solo per citare i “passi” più importanti:
– abbiamo messo i radar in rete con i pluviometri in modo da produrre la miglior stima del campo di pioggia; abbiamo affinato la modellistica meteo ad alta risoluzione, sia quella di tipo deterministico sia quella di ensemble che ci permette di avere degli scenari di previsione probabilistica sul nostro territorio. A valle della modellistica meteorologica c’è poi operativa tutta la modellistica idrologica e idraulica, sia fisica sia stocastica, su tutti i Bacini regionali. E così anche quella marino oceanografica che ci permette di emettere delle previsioni quantitative anche dello stato del mare e della possibilità di mareggiate con conseguente aumento del rischio di erosione costiera.

L’altro aspetto cruciale, come si è detto, è la comunicazione. In questi ultimi due-tre anni siamo andati a parlare con i sindaci, con i tecnici che operano sul territorio, e anche con i cittadini, per informare delle modifiche in atto sul sistema di allertamento.
Per avvicinare ancora di più il livello “centrale” del sistema di allertamento – costituito da Agenzia di protezione civile regionale, Arpae, Servizio geologico regionale –, con il così detto “ultimo miglio”, cioè il territorio, con i Sindaci, i principali “stakeholder” e i cittadini stessi, abbiamo poi anche progettato e quasi finito di realizzare un portale web dedicato alla gestione delle allerte, che rilasceremo entro la fine del 2016, quando saremo in grado di garantirne una totale e piena efficienza gestionale 7 giorni su 7, a beneficio dei sindaci e dei cittadini. Servirà molto anche a noi stessi, che produciamo le allerte, come strumento di lavoro. Attraverso il portale saremo in grado di allertare direttamente l’ultimo “miglio” di questa filiera, abbattendo i tempi di comunicazione. Sarà davvero un risultato molto importante.

A cura di Carlo Cacciamani, direttore del Servizio IdroMeteoClima Arpae Emilia-Romagna

 

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