Dalle regioni – Controlli ambientali

Le esperienze regionali in materia di controlli ambientali presentate nel Rapporto ambiente Snpa, fra le quali alcune interessanti innovazioni per gli aspetti organizzatici e di programmazione, come il  il caso, unico in Italia, dell’Emilia-Romagna dove l’Agenzia ambientale svolge funzioni sia autorizzatorie che di controllo.

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Dalle regioni – Il controllo delle emissioni e gli effetti del cambiamento climatico

Valori medi rilevati in μg/m3 nel periodo di monitoraggio, della sommatoria di tutti i COVLe esperienze regionali in materia di controlli delle emissioni, con un panorama di varie metodologie utilizzate sia in termini di strumenti di misura che di modellistica, presentate nel Rapporto ambiente Snpa. Sui cambiamenti climatici, presentato il caso delle ondate di calore.

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Dalle regioni – Amianto e bonifiche dei siti contaminati

Il parco Eternot di Casale MonferratoLe esperienze regionali in materia di amianto e di bonifica dei siti contaminati, presentate nel Rapporto ambiente Snpa.

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Dal laboratorio di comunicazione delle emergenze ambientali verso le linee guida

Nove Arpa, un’Appa e Ispra hanno partecipato al laboratorio di comunicazione delle emergenze ambientali che si è tenuto martedì 17 aprile 2018 a Torino nella sede di Arpa Piemonte. 

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Etica ed estetica dell’educazione ambientale

Due accordi di cooperazione istituzionale con l’Arcidiocesi di Vercelli e con l’Università del Piemonte Orientale per tutela del patrimonio ambientale e un progetto unico e condiviso di studio su “etica ed estetica dell’educazione ambientale” centrato su “Musica d’Ambiente”.

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I dati dei 151 giorni del semaforo antismog in Piemonte

La Regione Piemonte ha approvato a ottobre 2017 il primo pacchetto di misure antismog previste dall’Accordo per la qualità dell’aria nel bacino padano. Tra le misure previste vi è l’adozione per la stagione invernale del “semaforo antismog”, un protocollo operativo comune a tutte le aree interessate per l’attivazione e la gestione delle situazioni di accumulo degli inquinanti in atmosfera.

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Suolo, buone pratiche: dal catasto delle terre e rocce da scavo, alla caratterizzazione dei sedimenti fluviali

Primo prototipo del geodatabase con inseriti tutti i siti estrattivi (attivi e cessati) di minerali solidi presenti nella provincia di CagliariAlcuni contributi dalle Agenzie ambientali su attività estrattive, terre e rocce di scavo, sedimenti fluviali e siti contaminati contenuti nel Rapporto Ambiente Snpa 2018.

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I cambiamenti climatici: indicatori d’impatto, monitoraggi e droni

Arretramento annuale della fronte del ghiacciaio di Timorion (gruppo del Gran Paradiso, Valle d’Aosta)Sui cambiamenti climatici le esperienze presentate nell’ambito del Rapporto Ambiente Snpa riguardano la predisposizione di un set di indicatori di impatto, il monitoraggio dei cicli fenologici delle piante e l’uso dei droni per le variazioni dei versanti alpini e dei ghiacciai.

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Pericolosità di tipo naturale e antropico, alcune esperienze dall’emergenza terremoto alla prevenzione di incidenti rilevanti

Popolazione a rischio residente in aree a pericolosità da frana elevata P3 e molto elevata P4 PAI su base comunale; b) Popolazione a rischio alluvioni residente in aree a pericolosità media P2 (tempo di ritorno fra 100 e 200 anni) su base comunaleL’attività svolta per il terremoto in Centro Italia, il rischio idrogeologico, gli impianti produttivi a rischio incidente rilevante: queste alcune delle esperienze presentate da Ispra e dalle Agenzie ambientali.

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Nucleare, campi elettromagnetici e reflui medicali

Volume di rispetto a 6 V/m del livello di campo elettrico generato dalla SRB da progetto originario con condizioni in situAlcune esperienze del sistema Ispra/Arpa/Appa  nel campo degli agenti fisici (campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti) contenute nel Rapporto Snpa 2018.

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Le abbondanti nevicate hanno reintegrato le risorse alpine

93 trincee per misurare quanta neve è caduta quest’inverno sono state scavate lungo i pendii sopra Barbonecchia in Val Susa tra i 1300 e i 2800 metri nell’ambito del quarto interconfronto sullo snow water equivalent, l’equivalente d’acqua della neve, che si è tenuto il 19 e 20 marzo.

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Nucleare, aggiornamento sulla Carta nazionale Cnapi e sugli impianti in Piemonte

Consegnato dall’Ispra un aggiornamento della Carta aree potenzialmente idonee. A Torino si è riunito lo scorso 7 marzo il “Tavolo della trasparenza sul nucleare in Piemonte”.  Continua a leggere Nucleare, aggiornamento sulla Carta nazionale Cnapi e sugli impianti in Piemonte

Emergenza incendi boschivi in Piemonte

In Piemonte il mese di ottobre 2017 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche che hanno determinato situazioni favorevoli per lo sviluppo e la successiva rapida propagazione degli incendi boschivi che hanno colpito la regione e in particolare le province di Torino e di Cuneo.

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AssoArpa: gdl al lavoro per gli interventi in emergenza a seguito di incendio

Il tema degli interventi in emergenza a seguito di incendi negli impianti di trattamento rifiuti continua a essere di estrema attualità all’interno di Assoarpa e di Snpa: a Genova prende forma l’evento formativo che contribuirà ad omogeneizzare questo tipo di attività in tutta Italia.

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Indagine sul benessere organizzativo in Arpa Piemonte, una lettura di genere

I dati raccolti attraverso un questionario somministrato al personale di Arpa Piemonte sul benessere organizzativo e sullo stress da lavoro correlato sono stati valutati successivamente anche secondo un’ottica di genere.

Per raccogliere elementi utili sia sul benessere organizzativo sia sullo stress da lavoro correlato, è stata progettata una campagna di indagine tramite la somministrazione a tutto il personale di Arpa Piemonte di un questionario. Predisposto in collaborazione dal CUG e RSPP dell’Agenzia è stato integrato dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, sulla base del modello ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) utilizzato per l’indagine nelle pubbliche amministrazioni sul benessere organizzativo e con domande specifiche per lo stress lavoro correlato. Il questionario era diviso in 14 sezioni per un totale di circa 140 domande più una parte anagrafica. La compilazione del questionario da parte dei dipendenti è avvenuta in forma anonima, accedendo con credenziali personali ad una piattaforma dedicata on line. La raccolta dati è avvenuta nel luglio 2016 e successivamente si sono avviate le valutazioni statistiche a cura del Dipartimento di Psicologia.

L’indagine è stata finalizzata a:

  • raccogliere le opinioni dei dipendenti rispetto all’organizzazione e all’ambiente di lavoro;
  • utilizzare le indicazioni emerse dalla sezione relativa allo stress lavoro correlato per aggiornare il documento di valutazione dei rischi di Arpa;
  • identificare possibili criticità da indagare con ulteriori approfondimenti successivi.

Le risultanze di questa indagine sono state presentate al personale dell’Agenzia dalla Direzione Generale di Arpa Piemonte e la sintesi del documento è tuttora disponibile sull’intranet aziendale. Sulla base di quanto emerso sono state avviate iniziative per il miglioramento del clima interno.

I dati raccolti sono stati valutati successivamente, con il supporto dell’Università di Torino Dipartimento Sanità Pubblica, anche secondo un’ottica di genere, e i risultati più significativi di questa analisi sono di seguito brevemente riassunti e rappresentati.

Arpa Piemonte al 31.12.2016 contava complessivamente 1015 dipendenti, così suddivisi: 521 donne (51%) e 494 uomini (49%). Il personale del comparto ammontava a 960 unità, quello della dirigenza a 55 unità.

La distribuzione e la rappresentatività di genere fra i due comparti contrattuali (dirigenti e non dirigenti), era la seguente: tra la dirigenza vi erano 19 donne (35%) e 36 uomini (65%); la situazione era invertita, invece, per il comparto dove le donne, 502 (52%), superavano gli uomini, 458 (48%). Da questo dato emerge chiaramente come le donne più difficilmente degli uomini accedano a ruoli dirigenziali.

La maggioranza delle donne si ritrovava nelle fasce di età tra i 41-50 anni; mentre, per gli uomini, i picchi si confermavano nelle fasce di età 41-45 e superiore ai 55 anni, con le donne mediamente un po’ più giovani degli uomini.

La compilazione del questionario era facoltativa e hanno risposto complessivamente 413 persone (40.7 % del totale dei dipendenti), di cui 23 dirigenti (15 uomini e 8 donne) e 390 del comparto (181 uomini e 209 donne). Sul totale dei rispondenti 217 erano donne (52.5%) e 196 uomini (47.5%). Le donne nel campione erano leggermente di più, rispetto alla proporzione nel totale dei dipendenti, ma la differenza non è statisticamente significativa.

Anche nel caso della distribuzione per classi di età si nota che le donne sono più rappresentate nella classe di età 41-50 mentre in quella successiva sono in lieve prevalenza gli uomini. Per quanto riguarda le mansioni si osserva che le donne sono maggiormente impiegate in ruoli amministrativi invece gli uomini occupano prevalentemente di mansioni relative alla tutela e vigilanza.

 

 

 

 

 

Per questa prima valutazione secondo ottica “di genere” sono state considerate solo alcune domande del questionario che si sono ritenute più significative per questo obiettivo.

Alla domanda “ho subito atti di mobbing” 35 (18.3%) uomini su 191 hanno dichiarano di sì, mentre alla stessa domanda hanno risposto affermativamente 24 donne (11.11%) su 216, e la differenza tra queste due valutazioni è statisticamente significativa, quindi gli uomini riferiscono di subire mobbing sul posto di lavoro in maggiore misura delle donne, e questo è un dato abbastanza interessante.

Per quanto riguarda l’aver subito molestie, il numero di risposte positive è stato di 29 uomini e 25 donne e non vi è una differenza statisticamente significativa.

La domanda che chiedeva di dare un giudizio rispetto alla soddisfazione delle relazioni sul luogo di lavoro ha ottenuto una risposta negativa per 43 uomini (21.9%) e 26 donne (11.9%) con una differenza tra i due generi statisticamente significativa, quindi gli uomini sono più insoddisfatti delle donne riguardo gli aspetti relazionali sul luogo di lavoro.

Stessa situazione si manifesta rispetto al sentirsi valorizzati rispetto alle proprie capacità nell’ambito lavorativo: dove 82 uomini (42.3%) si sono dichiarati insoddisfatti mentre per la stessa domanda hanno risposto in modo negativo 63 donne (29%). Anche in questo caso gli uomini manifestano maggiore malcontento rispetto alle situazioni di realizzazione lavorativa.

Alla domanda se l’identità di genere costituisca un ostacolo alla valorizzazione sul lavoro risulta invece che 54 donne (24.8 %) hanno affermato che si tratta di un ostacolo, mentre solo 32 uomini (16.3%) sono dello stesso parere, quindi in questo caso emerge in modo significativo che il genere è un elemento che gioca a sfavore in campo lavorativo.
Da queste prime analisi sono emersi elementi di particolare interesse rispetto al diverso “sentire” rispetto al benessere organizzativo in ambito lavorativo tra uomini e donne, sui quali si stanno effettuando ulteriori approfondimenti.

 

CUG Arpa Piemonte
Prof.ssa Paola Dalmasso, Università di Torino – Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche