Cattivi odori, l’attività di Arpa Umbria

Quello degli impatti olfattivi è un tema sempre più sentito. Su questo fronte l’Agenzia ambientale umbra ha investito negli ultimi tempi sull’innovazione tecnologica: dall’olfattometria dinamica ai nasi elettronici, fino a una app a supporto delle indagini sociologiche.

Quello della presenza di cattivi odori connessi alle attività produttive, in Umbria, sta diventando un tema sempre più sentito dalla popolazione, soprattutto nel caso di attività che producono impatti olfattivi di origine organica. Arpa Umbria già da alcuni anni si occupa di indagare questo tema, cercando di rispondere alle pressanti richieste di cittadini e comitati, che percepiscono peggiore qualità della vita nelle proprie residenze per cattivi odori.

Queste dinamiche hanno anche portato ad una maggiore attenzione degli Enti in fase di autorizzazione di nuove realtà produttive, mentre la mancanza di una normativa nazionale in materia ha creato e continua a creare difficoltà nell’affrontare il problema per realtà produttive già presenti sul territorio.

L’Agenzia è andata negli ultimi mesi investendo innanzitutto sull’innovazione tecnologica, dotandosi di sistemi di campionamento degli odori (olfattometria dinamica) e sistemi senso-strumentali (nasi elettronici).

Nel caso dell’olfattometria dinamica, sono stati acquisiti sistemi in grado di raccogliere campioni di aria in condizioni conformi a quanto previsto dalla norma UNI EN 13725:2004, così da poter essere letti da un laboratorio di olfattometria dinamica fornendo una analisi del campione in termini di unità odorimetriche/m3 (laddove una unità odorimetrica è la quantità di odorante che, diluita in 1 m3 di aria esente da odore, corrisponde a uno stimolo appena percettibile per l’olfatto umano). Peculiarità di questo strumento è la possibilità di attivarlo in remoto tramite sms, così che l’operatore Arpa può effettuare il campionamento nell’arco di pochissimi minuti dal momento della segnalazione da parte dell’utente presso cui è installato.

A fianco di tale sistema di campionamento, sono stati acquisiti e distribuiti sperimentalmente in alcune realtà del territorio regionale anche strumenti che sfruttano tecniche senso-strumentali, noti come “nasi elettronici”. Si tratta di sistemi multisensori in grado di effettuare analisi in continuo dell’aria ambiente, una classificazione qualitativa dell’aria analizzata (attribuzione ad una specifica classe olfattiva) e una stima della concentrazione di odore. Essi però non valutano direttamente l’odore ma registrano variazioni nella composizione dell’aria, correlate alla presenza di molecole odorigene; per fare ciò, necessitano di uno specifico “acclimatamento” all’area indagata. La due tipologie di strumenti possono, però, essere messe in comunicazione fra loro.

Tali innovazioni sono andate ad integrare altre metodologie, dalle misure di qualità dell’aria alle indagini sociologiche.
Sul primo fronte, quello della qualità dell’aria, l’attività è stata potenziata aggiungendo alla strumentazione esistente un sistema di misura in continuo di idrogeno solforato, dimetilsolfuro e altri mercaptani. Tale strumentazione è in grado di determinare i livelli di queste sostanze, correlabili con la presenza di cattivi odori, con una soglia di rilevabilità molto al di sotto di quella di tossicità.

Per ciò che riguarda invece le indagini sociologiche, basate tradizionalmente sulla partecipazione della popolazione nel rilevare la frequenza di odori sgradevoli attraverso la compilazione di schede cartacee, in alcune realtà Arpa Umbria ha negli ultimi mesi introdotto, in forma sperimentale, l’utilizzo di una app per smartphone; questa permette all’utente registrato di sostituire la compilazione della scheda con una segnalazione direttamente tramite l’applicazione, che registra il luogo (georeferenziandolo), l’intensità di odore e commenti esplicativi. Un sistema senza dubbio più performante, che, oltre a mettere a disposizione dell’Agenzia dati direttamente informatizzati, consente alla popolazione coinvolta nella sperimentazione di accedere in tempo reale a tutte le informazioni raccolte nell’indagine, attraverso l’utilizzo di una piattaforma on line (QCumber).

Obiettivo di future sperimentazioni è la possibilità di coniugare le misure di odore con l’utilizzo di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni), cercando di coniugare un strumento già molto impiegato per alcuni tipi di misure territoriali (sistemi ad infrarosso, camere digitali) con sensoristica di nuova generazione, nella prospettiva di studiare l’evoluzione chimica (anche odorigena) del pennacchio di emissione, seguendo la diffusione dalla sorgente.

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