“C’è aria per te!”, al via il progetto Life prepAIR

Con il progetto Prepair il bacino padano fa squadra contro l’inquinamentoSi è tenuta giovedì 8 e venerdì 9 giugno a Bologna, a pochi giorni dal G7 Ambiente, la conferenza di lancio del progetto Life Integrato PrepAir  (Po Regions Engaged to Policies of Air). I 18 partner del progetto si impegnano in una serie di azioni per promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili.

Il 40% della popolazione italiana – oltre 23 milioni di persone – risiede nelle regioni che compongono la pianura Padana e in quest’area viene prodotto oltre il 50% del Pil nazionale. Questo comporta emissioni in atmosfera complessivamente rilevanti nel bacino padano, inferiori alla media dell’Unione europea e in linea con quelle dei Paesi più avanzati, segno di elevati standard tecnologici e pratiche gestionali. Nonostante ciò, la conformazione orografica e le particolari condizioni meteoclimatiche del bacino rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti, provocando superamenti dei valori limite per polveri, ossidi di azoto e ozono.

Il fenomeno dell’inquinamento atmosferico in questa zona d’Italia travalica i confini locali e richiede un approccio sovraregionale: è pertanto fondamentale attuare misure integrate e coordinate di area vasta al fine di ridurre le emissioni. Per questo ora 18 realtà istituzionali, e non, di quest’area si sono unite per mettere in campo una strategia che affronti dal basso e in maniera coordinata il problema dell’inquinamento atmosferico, educando, informando e formando.
E’ questa la finalità del progetto europeo Prepair (Po Regions Engaged to Policies of Air) per promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili, cioè capaci di incidere sulla riduzione delle emissioni. Per farlo, saranno realizzate specifiche azioni di sensibilizzazione e divulgazione rivolte ad operatori pubblici, privati e alle comunità locali. Si tratta di un progetto di ampio respiro da più punti di vista: non solo per la dimensione territoriale estesa a tutta l’area del bacino del Po e al territorio sloveno, ma anche per la dimensione economica e per quella temporale, dal momento che si svilupperà fino al gennaio 2024. A disposizione ci sono 17 milioni di euro da investire nell’arco di 7 anni, 10 quelli in arrivo dall’Europa grazie ai fondi del Programma Life.

Se ne è parlato nel corso della conferenza iniziale del progetto Government policies on air quality and climate change (video di presentazione), che si è svolta a Bologna l’8 e il 9 giugno e che ha avuto come oggetto le politiche sulla qualità dell’aria e sul cambiamento climatico attuate a livello europeo, nazionale e nei territori del bacino padano. Oltre 30 relatori e centinaia di partecipanti si sono confrontati su questi temi partendo da una consapevolezza: l’aria non ha confini. L’esperienza degli ultimi quindici anni dimostra infatti che solo misure integrate e di area vasta permettono di raggiungere risultati più efficaci.

Durante la prima giornata di conferenza sono stati presentati i cinque temi sui quali agirà il progetto – agricoltura, trasporti, biomasse, efficienza energetica e monitoraggio & valutazione – mentre i diversi  portatori di interesse si sono espressi sulle azioni che verranno realizzate nel corso dei 7 anni di progetto. Nel pomeriggio si è tenuta la sessione dedicata alle attività di monitoraggio e valutazione della qualità dell’aria che vede il coinvolgimento del sistema delle Agenzie ambientali. Anche il networking con altri progetti europei ha avuto un suo spazio, a conferma che il progetto si baserà anche sulla capitalizzazione di esperienze passate o già in essere.

La seconda delle due giornate, a carattere più politico-istituzionale, si è conclusa con la firma del Nuovo Accordo di programma per l’Adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano da parte dalle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte alla presenza del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

I partner del progetto

Sono 18 i partner che partecipano al progetto Life Prepair: oltre alla Regione Emilia-Romagna, che svolge il ruolo di capofila, ci sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento, le Agenzie ambientali di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Agenzia per l’ambiente della Slovenia; i Comuni di Bologna, Torino e Milano; Ervet e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

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