Comunicare la qualità dell’aria: gli indici sintetici

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Una modalità per fornire informazioni alla popolazione circa la qualità dell’aria è costituita dall’uso di indici sintetici che esplicitano in modo semplice ed immediato il livello qualitativo dell’aria che si respira.

Il sistema dell’indice di qualità dell’aria è stato proposto originariamente dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana (Epa) e prende il nome di Air Quality Index (AQI).

Negli Stati Uniti l’indice è calcolato sulla base di sei sotto-indici riferiti a anidride solforosa e ozono (orario e su 8 ore), PM2.5, PM10, monossido di carbonio. Prima viene calcolata per ogni stazione la concentrazione massima oraria per anidride solforosa, biossido d’azoto e ozono e la concentrazione media giornaliera per PM10 e PM2.5. A questi valori si associa il valore corrispondente del sottoindice relativo a quell’inquinante.

Il valore finale dell’indice coincide con il massimo valore del sottoindice peggiore di ogni centralina, specificando qual è l’inquinante responsabile del valore assunto dall’indice. Ad ogni livello assunto dall’AQI vengono associati dei giudizi di qualità (buona, moderata…) e dei consigli sanitari. L’indice presenta un range di valori da 1 a 500.

Anche in Europa molti Stati applicano un indice paragonabile a quello americano come strumento per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della qualità dell’aria.

L’indice ATMO applicato in Francia viene calcolato considerando 4 inquinanti: anidride solforosa, biossido di azoto, ozono, PM10. Ne viene stabilito il calcolo rispetto a zone ed agglomerati, in linea con l’approccio indicato dalla legislazione europea. L’indice viene calcolato su un insieme di stazioni selezionate (in genere di background), di cui viene fatta la media. A questa media si associa il valore corrispondente del sottoindice relativo a quell’inquinante. Il valore finale dell’indice sintetico coincide con il valore dell’indice dell’inquinante più critico. L’indice è definito in una scala da 1 a 10, con 6 giudizi di qualità (simboletti stilizzati di mostriciattoli con relativi aggettivi) e 3 colori.

In Gran Bretagna è utilizzato un Air Pollution Index calcolato giornalmente: varia da “basso inquinamento” a “inquinamento molto alto” e viene indicato attraverso quattro diversi colori. Vengono stabilite delle classi di concentrazione per ciascun inquinante (ozono, PM10, monossido di carbonio, anidride solforosa e biossido d’azoto), ponendo i livelli normativi delle sostanze come soglia di accettabilità; il più alto dei valori per le diverse sostanze inquinanti si trasforma nel valore dell’indice per quel giorno.

L’Agenzia irlandese per la protezione dell’ambiente adotta l’Air Quality Index for Health che mostra i livelli di qualità dell’aria in Irlanda. L’indice, rappresentato attraverso una mappa che si aggiorna ogni ora, è una scala colorata da 1 a 10 divisa in 4 bande con un diverso significato: buono, discreto, scarso e molto scarso. Il valore 10 significa che la qualità dell’aria è veramente scarsa, un valore da 1 a 3 (compreso) significa che la qualità dell’aria è buona. Per ogni banda sono forniti consigli sulla salute, sia per la popolazione in generale che per le persone sensibili all’inquinamento atmosferico (per problemi cardiaci o polmonari).

In Italia ricordiamo l’indice adottato in Piemonte e le esperienze – tra le altre – di Emilia-Romagna, Veneto, Puglia e Basilicata.

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