Conflitti ambientali, partecipazione e comunicazione

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Sempre di più si verificano conflitti ambientali in relazione alla realizzazione di nuovi impianti (di gestione dei rifiuti, di produzione energetica (in particolare biomasse ecc.) e/o infrastrutture di mobilità. Situazioni analoghe si hanno anche per realtà già esistenti.

Ad esempio in Toscana nel 2014 è stata censita l’esistenza di 83 casi di contestazioni e conflitti ambientali. Spesso questi casi sono catalogati come “Nimby” (not in my back yard – non nel mio giardino), e vi è anche un progetto nazionale di ricerca, che ha prodotto più di dieci report annuali,  sul fenomeno delle contestazioni territoriali ambientali che ha costruito un data base apposito: il Nimby Forum. Al contrario da molte parti si afferma viceversa che i conflitti sono determinati dall’assenza di percorsi partecipativi alle decisioni, e che comunque i conflitti ambientali sono fisiologici e non patologici. In alcune regioni si sono varate apposite leggi sulla partecipazione o si sviluppano modalità procedurali per aumentare la partecipazione alle decisioni di autorizzazione e localizzazione di nuovi impianti.

In ogni caso è sicuramente fondamentale affrontare il tema della comunicazione nelle situazioni di conflitto ambientale, e ciò certamente è di particolare interesse per le Agenzie ambientali che in tali situazioni hanno un ruolo tecnico-scientifico di rilievo. Sull’argomento sono disponibili una serie di interviste: