Cosa fa Arpae sul rumore e il caso movida

Come organo tecnico-specialistico, Arpae Emilia-Romagna sviluppa diverse attività in materia di inquinamento acustico: monitoraggio, vigilanza e controllo, espressione di pareri tecnici e, nell’ambito di determinate procedure, anche rilascio di autorizzazioni (AUA e AIA). Il caso movida notturna.

Come organo tecnico-specialistico della Regione, Arpae Emilia-Romagna tramite le Sezioni provinciali e le Strutture autorizzazioni e concessioni, con il coordinamento della Direzione tecnica, sviluppa diverse attività in materia di inquinamento acustico:
– controllo e vigilanza del rumore negli ambienti di vita (ai sensi della legge regionale 15/2001)
– supporto alle Amministrazioni locali per il monitoraggio, la prevenzione ambientale e le politiche della sostenibilità
– supporto tecnico-scientifico alla Regione
– collaborazione con Ispra e le altre Agenzie regionali nella elaborazione e stesura di linee guida sulle problematiche acustiche
– rilascio delle autorizzazioni di competenza (Autorizzazione integrata ambientale AIA, Autorizzazione unica ambientale AUA) nell’ambito delle quali è trattato il tema dell’inquinamento acustico.

L’attività di prevenzione dell’Agenzia si esplica anche attraverso l´espressione di pareri tecnici:
– in ambito autorizzativo comunale relativamente a valutazioni di impatto acustico/clima acustico e ad autorizzazioni in deroga per attività rumorose temporanee (cantieri, manifestazioni ricreative ecc.)
– in ambito di procedure di VIA, VAS
– sui piani comunali di classificazione acustica e di risanamento acustico (ai sensi della normativa regionale citata)

Vai a Annuario dati ambientali 2015 – Vai a Temi ambientali Rumore 

In figura: rumore, richieste di intervento da parte dei cittadini (esposti o segnalazioni), pervenute ad Arpae Emilia-Romagna, con distinzione per le diverse tipologie di attività e di sorgenti (2015); si evidenzia come il 61% delle richieste di intervento sia riconducibile ad attività di servizio e commerciali.
La sorgente specifica è stata individuata in impianti installati al servizio dell’attività, quali: condizionatori, impianti di ventilazione/aspirazione ecc. (51% dei casi) e/o nell’attività musicale (44% dei casi); come detto, sovente, la rumorosità prodotta dall’aggregazione di persone, all’aperto e/o al chiuso, è comunque già di per sé rilevante nel determinare condizioni di disturbo.

Arpae effettua molti controlli nell’ambito dell’inquinamento acustico (v. scheda sopra); per quanto riguarda le segnalazioni di disturbo da rumore legate alla presenza di pubblici esercizi e attività di intrattenimento, l’Agenzia interviene su richiesta del Comune o su incarico dell’Autorità giudiziaria, in quanto  i primi accertamenti sono di tipo amministrativo in relazione alle licenze/autorizzazioni rilasciate e sono effettuati dall’Autorità competente.

La movida notturna, la zona universitaria e il centro di Bologna
Con il termine movida si intende una situazione in cui si ha un’importante concentrazione di pubblici esercizi e/o circoli privati in una determinata strada del centro storico, solitamente collocata in area pedonale, che diventa luogo di ritrovo e di sosta delle persone all’interno e in prossimità dei numerosi locali, oltre che di transito. L’aggregazione di un così consistente numero di persone genera spesso proteste da parte dei residenti per il rumore e gli schiamazzi notturni. Si tratta di un problema connesso anche alla promiscuità delle destinazioni d’uso degli edifici, in quanto si assiste in prevalenza a una funzione d’uso commerciale per gli ambienti posti al piano terra e alla funzione residenziale per le sovrastanti unità immobiliari.

Il rumore antropico associato alla presenza di pubblici esercizi e attività di intrattenimento è stato oggetto di un lavoro presentato da esperti di ArpaER al 38° Congresso dell’Associazione italiana di acustica nel 2011 (LPS-05_Callegari_Poli). Attraverso l’analisi di tre situazioni tipo (“movida”, zone a vocazione prevalentemente turistica e singole attività con spazi pertinenziali all’aperto), si è documentata da un punto di vista quali-quantitativo l’entità della problematica, formulando alcune indicazioni utili alla gestione della stessa da parte delle Amministrazioni competenti.

A Bologna – come in altre aree urbane nel nostro paese – le situazioni di movida classiche sono riconducibili al centro storico e alla cosiddetta area universitaria, in particolare alle vie Zamboni, piazza Verdi, via Petroni, e in misura minore piazza San Martino. Nella zona ovest della città, tutta via del Pratello e l’area intorno al Mercato delle erbe, via San Gervasio e via Belvedere. Vi sono inoltre alcune aree di superficie limitata che, per la presenza anche solo di un paio di locali danno origine al fenomeno della movida notturna, solo per citare un esempio vedi il caso di vicolo Broglio. Occorre ricordare che tali situazioni notturne non sono caratteristiche del solo periodo estivo, ma anzi vedono il loro massimo in primavera e nel primo autunno. In estate la conflittualità con i residenti aumenta per la necessità di tenere le finestre aperte.

Le segnalazioni che riguardano gli intrattenimenti musicali ad alto volume sono spesso del tutto slegate dalle segnalazioni di disagio acustico per l’assembramento di numerosi giovani sull’area pubblica. Le segnalazioni di disturbo legato alla musica sono quasi sempre dovute alla trasmissione delle onde sonore attraverso la struttura dell’edificio che accoglie parimenti il pubblico esercizio e la residenza al piano superiore. Nel caso di aree fortemente interessate dalla presenza di locali notturni, ad esempio in via Petroni si riscontrano entrambi le casistiche (presenza di locali e raduni fuori dai locali), in quanto in poco più di 200 metri raccoglie almeno 14 pubblici esercizi, nonostante questi non svolgano trattenimenti musicali come attività principale.

Le aree della movida notturna in città tendono a essere più o meno sempre le stesse e una volta monitorate, in assenza di cambiamenti è lecito aspettarsi gli stessi livelli di inquinamento acustico. Si veda ad esempio via del Pratello, monitorata per la prima volta nel 2004 poi nel 2010 e infine nel 2016 riscontrando valori del tutto simili. In effetti negli ultimi 7-8 anni il fenomeno della movida come si svolge ad esempio in via del Pratello o in piazza Verdi e dintorni è rimasto costante pur fra alti e bassi. Tuttavia è aumentata la consapevolezza dei cittadini di poter far sentire la propria voce, nonché la capacità di organizzarsi in comitati, anche grazie agli attuali standard di comunicazione.

Proprio in riferimento alle rilevazioni fonometriche effettuate dall’Agenzia, è necessario precisare che la peculiarità della situazione indagata non consente di poter eseguire misure finalizzate a stabilire singole responsabilità dei gestori in merito alle immissioni sonore prodotte dai propri avventori; piuttosto, scopo dei monitoraggi effettuati è quello di fornire all’Autorità competente indicazioni sui livelli di pressione sonora in facciata agli edifici, per definire l’entità del problema sia sotto il profilo della tutela ambientale, in riferimento ai valori limite definiti dalla classificazione acustica comunale, sia in termini di esposizione al rumore della popolazione residente.

Così come su tutto il territorio nazionale anche a Bologna non esiste una regolamentazione apposita per le situazioni di movida notturna, ma il riferimento è la normativa nazionale e le disposizioni inserite nelle eventuali autorizzazioni rilasciate in deroga. Il Comune ha talvolta adottato dei provvedimenti specifici che constano sostanzialmente nella chiusura anticipata dei locali. Nel caso dei locali di via Petroni, ad esempio, vige un’Ordinanza del Comune che li obbliga a chiudere l’esercizio all’una di notte.

Nel sito web di Arpae, pagine Sezione provinciale di Bologna, è possibile consultare un database georeferenziato che comprende la grande maggioranza degli esposti ambientali già trattati suddivisi per matrici (acqua-aria-radiazioni non ionizzanti-rifiuti-rumore-suolo); dal database si evincono gli esposti che arrivano annualmente, la posizione dell’oggetto segnalato e lo stato di avanzamento delle attività.

Altre risorse
– Comune di Bologna, Rumore 
– Regione Emilia-Romagna, norme su inquinamento acustico

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