Cosa prevede la normativa in Italia

In Italia non esiste una specifica normativa nazionale per la disciplina delle emissioni odorigene. È infatti possibile individuare solo la presenza di generici criteri. Per sopperire a tale lacuna normativa, alcune Regioni hanno redatto specifiche leggi e linee guida con lo scopo di disciplinare i casi di molestia olfattiva.

A livello internazionale, la regolamentazione delle emissioni odorigene è generalmente fondata su due diversi approcci:
– misura delle emissioni, espressa come concentrazione dell’intera miscela e/o di singoli composti chimici, in riferimento ad una particolare sorgente. In particolare, nel primo caso (odore dell’intera miscela di sostanze chimiche), la concentrazione di odore è espressa in unità odorimetriche (ouE/m3) e viene determinata mediante l’olfattometria dinamica; nel secondo caso (concentrazione del singolo composto odorigeno), sono individuati limiti per le concentrazioni di specifici composti, ritenuti più significativi (Ammoniaca, Solfuro di idrogeno, Mercaptani), espressi tipicamente in termini di rapporto massa-volume. Tali limiti sono stabiliti sulla base degli Odor Threshold (OT), valori che indicano la soglia di percettibilità, oppure scelti in riferimento ai potenziali impatti tossicologici delle sostanze chimiche. A causa della notevole varietà dei processi industriali e delle sorgenti (puntuali o areali attive/passive), i limiti prescrittivi si riferiscono, di solito, a specifiche sorgenti (soprattutto puntuali o areali attive) e a specifici impianti (in particolare impianti di compostaggio);
criteri di accettabilità al recettore, tipicamente espressi in termini di concentrazione (ouE/m3) rilevata in un tempo medio e facendo riferimento ad una frequenza di esposizione (es. 98° percentile delle concentrazioni medie orarie in un anno). Le concentrazioni di odore al recettore sono stimate usando appropriati modelli a dispersione, allo scopo di verificare la conformità delle emissioni ai criteri di impatto definiti, che possono variare anche rispetto alla tipologia dell’area. Tali limiti hanno natura predittiva e stabiliscono livelli di concentrazione odorigena molto bassi, non rilevabili attraverso le metodologie di misura attualmente disponibili.

Altri provvedimenti normativi stabiliscono criteri di accettabilità considerando indici di disturbo o frequenze di “ore odore”, verificati a partire da metodologie che coinvolgono direttamente la popolazione, quali field inspections e field sniff testing con panel addestrato in campo, oppure con interviste, questionari, reclami.

In Italia non esiste una specifica normativa nazionale per la disciplina delle emissioni odorigene. È infatti possibile individuare solo la presenza di generici criteri. Per esempio, nel Dlgs 152/06 e s.m.i. (allegato III alla parte IV), in cui si fa riferimento ai criteri generali da adottare in materia di bonifica e messa in sicurezza, si legge che essi devono essere condotti in modo da “… evitare ogni rischio aggiuntivo a quello esistente di inquinamento dell’aria, delle acque sotterranee e superficiali, del suolo e sottosuolo, nonché ogni inconveniente derivante da rumori e odori”.

Per sopperire a tale lacuna normativa, alcune Regioni hanno redatto specifiche Leggi e Linee guida con lo scopo di disciplinare i casi di molestia olfattiva.
Per prima, la Regione Lombardia (DGR n. 7/12764 del 16/04/2003 “Linee guida per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di compost”) ha indicato un limite di emissione all’uscita dei sistemi di trattamento dei biofiltri, pari a 300 ouE/m3.
In seguito, altre Regioni italiane hanno emanato direttive simili, con indicazione dello stesso limite emissivo per gli impianti di compostaggio (Basilicata – DGR 22/04/2002 n. 709; Sicilia – Delibera N. 27 Parte I del 14/06/02; Abruzzo – DGR 400 del 26 maggio 2004). L’applicazione di tale limite ha però mostrato alcuni inconvenienti, legati soprattutto al fatto che il valore imposto è stato adottato, in maniera impropria, come riferimento non solo per impianti di compostaggio ma anche per altre tipologie di impianti. La Regione Emilia Romagna con la DGR n. 1495 del 24/10/2011 fissa, per gli impianti di produzione di biogas, all’uscita degli impianti di trattamento, valori di emissione pari a 400 ouE/m3 e valori di concentrazione per l’Ammoniaca pari a 5 mg/Nm3.

Più recentemente, la stessa Regione Lombardia (DGR 15 febbraio 2012 – n.IX/3018) ha pubblicato la Linea guida “Determinazioni generali in merito alla caratterizzazione delle emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno” allo scopo di disciplinare la procedura autorizzativa per impianti che causano emissioni odorigene, fornendo indicazioni per la valutazione dell’impatto prodotto ai recettori sia mediante l’uso di modelli di dispersione sia con l’adozione di una specifica metodologia di gestione delle lamentele basata sulla raccolta delle informazioni su questionari compilati dalla popolazione esposta.

Approcci simili sono stati adottati anche dalla Provincia autonoma di Trento (Deliberazione di Giunta provinciale n. 1087 del 24/06/2016 – Linee guida per la caratterizzazione, l’analisi e la definizione dei criteri tecnici e gestionali per la mitigazione delle emissioni delle attività a impatto odorigeno) e dalla Regione Piemonte (DGR n. 13 del 9/01/2017 – Linee guida per la caratterizzazione e il contenimento delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività ad impatto odorigeno).

La Regione Puglia, invece, ha emanato una specifica Legge Regionale n. 23/2015 nella quale vengono indicati sia i limiti di emissione, espressi in mg/m3 e basati sui valori di Odor Threshold, per un set di composti odorigeni, sia i limiti di concentrazione di odore, espressi in ouE/m3 e determinati con olfattometria dinamica, per le sorgenti diffuse (valore limite pari a 300 ouE/m3) e per le sorgenti puntuali (valore limite apari a 2000 (ouE/m3).

Vai a AmbienteInforma su disagio olfattivo

Magda Brattoli e Antonio Mazzone
Arpa Puglia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *