Dai dati ambientali alla valutazione delle azioni: gli strumenti di reporting ambientale

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Annuari o compendi statistici, report tematici, relazioni sullo stato dell’ambiente, modalità di diffusione che spaziano dalle versioni cartacee alle versioni digitali e web: è vasta la gamma di prodotti che possono migliorare il processo conoscitivo nell’ottica dello sviluppo sostenibile.

I prodotti di reporting ambientale possono essere, in estrema sintesi, distinti in annuari o compendi statistici, report tematici, relazioni sullo stato dell’ambiente, con modalità di pubblicazione che spaziano dalle tradizionali versioni cartacee alle sempre più diffuse versioni digitali e web. Tutta questa vasta gamma di prodotti, pur nella loro diversità determinata dalle finalità e dagli obiettivi diversi da perseguire, contiene la comune caratteristica di partecipare al miglioramento del processo conoscitivo della qualità delle risorse ambientali, sempre nell’ottica di una progressiva evoluzione verso concetti di sviluppo sostenibile per la salvaguardia e la tutela di tali risorse per le generazioni future.

Secondo l’Eea (Agenzia europea per l’ambiente), le varie tipologie di report sulla qualità dell’ambiente hanno subito nel tempo una costante e progressiva evoluzione. Negli anni 70 e 80, infatti, prevalevano i documenti descrittivi e principalmente focalizzati sulla qualità delle matrici ambientali e sul consumo delle risorse; destinatari di tali report erano, quindi, principalmente, ambientalisti o persone comunque già informate e consapevoli dei problemi ambientali esistenti. Da allora tali report hanno ampliato considerevolmente contenuti e finalità. Attualmente i prodotti reportistici tendono a essere allineati alla prospettiva dello sviluppo sostenibile e, per questo, più inclini ad esaminare i rapporti di causalità fra tematismi ambientali e cause generatrici, con particolare riferimento alle relazioni con i processi socio-economici; possono cioè essere considerati, secondo l’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), sempre più come strumenti di decision making, in quanto l’obiettivo fondamentale diventa quello sia di fornire una valutazione sulla qualità dell’ambiente, di uno stato o di una regione, sia – per alcune tipologie di report – di misurare la distanza della condizione attuale rispetto ad una situazione di sviluppo sostenibile, in relazione alla performance delle politiche attuate.

Nell’ambito delle molteplici fasi e azioni necessarie alla realizzazione di un report ambientale, fondamentale risulta anche l’identificazione del target di tale strumento reportistico, che varia dall’esperto ambientale, al mondo dei media, al cittadino, fino al politico. Anche in questo caso, il destinatario del documento finisce per variare considerevolmente i contenuti e gli obiettivi che ne guidano la redazione.

Si può infatti spaziare da un documento statistico, base dati oggettiva e di dettaglio, fonte conoscitiva dello stato di salute delle risorse ambientali e, quindi, strumento di supporto ad ulteriori strumenti reportistici o a politiche, piani e programmi, quale ad esempio un annuario, fino a documenti di assessment, quali invece una relazione sullo stato dell’ambiente (RSA), dove la componente di analisi di causalità dei fenomeni ambientali e il loro rapporto con le risposte politiche assunte dagli organismi o enti di governo, valutandone efficacia ed efficienza, diventa di primaria importanza.

Riprendendo i concetti sopra espressi, l’annuario rappresenta, quindi, una sorta di compendio statistico, una base dati dettagliata e ampia, un utile strumento per la creazione di quel quadro conoscitivo sullo stato qualitativo delle risorse ambientali indispensabile strumento a supporto, appunto, di RSA, della pianificazione territoriale ecc.

Un report che nasce con l’obiettivo di portare a quella organizzazione e strutturazione, tra gli altri, dei dati ambientali prodotti dalle Agenzie (provinciali, regionali, nazionale), tale da rendere le informazioni maggiormente fruibili e utilizzabili per la redazione di RSA e di Piani per la salute, supportare Agende 21, Osservatori di settore e Autorità di regolazione o rispondere a specifiche necessità di altri Enti e Istituzioni, pubbliche o private.

L’Annuario è anche lo strumento in grado di rispondere contemporaneamente all’esigenza di descrivere lo stato qualitativo delle risorse ambientali e di rendicontare le attività delle Agenzie ambientali, consentendo, annualmente, di fare il punto sulle prestazioni di controllo e monitoraggio ambientale, analogamente e parallelamente ai documenti di bilancio economico propri dell’attività di gestione amministrativa. Tale report assume quindi anche la funzione di una relazione tecnica che organizza e ordina l’enorme mole di dati prodotti giornalmente dalle Arpa/Appa a seguito dello svolgimento delle loro attività istituzionali di monitoraggio e controllo ambientale e li mette a confronto con i numeri che quantificano le risposta delle Agenzie alle criticità ambientali, facilitando un eventuale loro riposizionamento per rispondere in modo più efficace alle emergenze o criticità emerse.
Un mezzo di comunicazione dell’informazione ambientale che, proprio per l’assenza della componente di assessment degli strumenti politici di gestione delle problematiche e criticità ambientali, tipici di una RSA, viene redatto e aggiornato con una frequenza più ravvicinata, quella annuale.

Parallelamente, la relazione sullo stato dell’ambiente (RSA) può essere, invece, definita come quella tipologia di report ambientale che l’Eea classifica come di “nuova generazione”. Essa costituisce un prodotto reportistico che, a partire da una valutazione dello stato attuale delle risorse ambientali e della loro evoluzione rispetto al passato, cerca di fornire una valutazione sull’efficacia delle politiche attuate, cioè di quelle misure di mitigazione ambientale che vengono classificate secondo il modello DPSIR come Risposte.

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La RSA nasce, quindi, come un report redatto dagli enti di governo che, a partire da una sintesi dei dati ambientali, mette a confronto lo stato dell’ambiente con le politiche, i piani e i programmi adottati ai fini della sostenibilità ambientale.
E’ quindi un documento tecnico/politico che, proprio per le sue finalità metodologiche, cioè di accounting sulle politiche ambientali, necessità di una opportuna cadenza temporale (triennale/quinquennale) che ne consenta l’efficacia. Un documento istituzionale redatto dagli enti di governo che in una società auspicabilmente sempre più orientata alla trasparenza nelle informazioni e nei comportamenti rappresenta un imprescindibile strumento di autovalutazione e assunzione di responsabilità per le azioni e misure di governo attuate per la protezione dell’ambiente e la tutela delle sue risorse.

A cura di Roberto Mallegni, Direzione tecnica Arpae Emilia-Romagna 

Altre risorse
– Eea, 1999:  Environmental indicators: Typology and overview
– Eea 2014, Digest of EEA indicators 2014
Ispra, Stato dell’ambiente, pubblicazioni
Report ambientali Arpae Emilia-Romagna

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