Nuovo decreto sulle specie invasive: Ispra e Arpal già all’opera.

Le specie invasive sono una delle minacce più concrete per la biodiversità; un nuovo decreto appena uscito in Gazzetta Ufficiale propone nuove concrete misure e individua in Ispra l’ente tecnico scientifico di supporto al Ministero dell’Ambiente. In Liguria, grazie al progetto Aliem che coinvolge anche Toscana e Arpa Sardegna, si lavora a un sistema di allertamento precoce, e a una sezione dedicata in Libioss, l’Osservatorio ligure delle specie aliene.

Il DL 230 del 15 dicembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2018, di fatto introduce una serie di disposizioni da parte del legislatore italiano, in conformità con quanto stabilito dal Regolamento UE n. 1143/2014.

Il Decreto individua in Ispra, per l’applicazione del Regolamento comunitario, l’ente tecnico scientifico di supporto al Ministero dell’ambiente, mentre Regioni e Province autonome sono le amministrazioni responsabili della sorveglianza del territorio per il rilevamento precoce della presenza di specie aliene invasive.

Per questi soggetti Ispra assicurerà un’attività di informazione, formazione e aggiornamento in merito al Regolamento EU. Considerato il ruolo che le Arpa e Appa svolgono nell’ambito della sorveglianza del territorio, a partire da quest’anno Snpa ha in programma un’attività formativa biennale, per tutto il personale coinvolto nelle attività, organizzata in parte online grazie alla piattaforma di e-learning di Ispra e in parte in presenza. Per pianificare l’attività formativa Ispra sta predisponendo una ricognizione nazionale sulle principali attività da Snpa sul tema delle specie aliene e del regolamento.

Come detto, diventano attori primari per l’attuazione di questo Decreto le Regioni, le Province autonome e i Parchi Nazionali.

Vengono introdotti una serie di divieti per quanto riguarda le specie esotiche invasive più pericolose, definite di rilevanza unionale ed identificate in un apposito elenco, ed è prevista l’ulteriore possibilità di creare una lista di specie di rilevanza nazionale, cui applicare le stesse regole.

La filosofia principale che caratterizza questo decreto è quella di limitare la diffusione delle specie esotiche invasive; la priorità infatti è quella di monitorare il territorio e mettere in atto il maggior numero possibile di azioni preventive ma, in caso di loro segnalazioni sul territorio nazionale, il DL impone di provvedere urgentemente ad una eradicazione rapida o ad attuare misure di contenimento.

Infatti, più tempestivo sarà l’intervento, maggiore dovrebbero essere i risultati con costi “contenuti”. Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca e l’ambiente, è impegnato con il progetto Europeo Life ASAP a dare informazione e formazione sul tema delle specie esotiche.

Anche Arpal si è attivata per contrastare l’avanzata delle specie aliene, attraverso la partecipazione come partner al progetto europeo “ALIEM”, finanziato nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliero Italia-Francia Marittimo 2014-2020 (insieme a Regione PACA, Arpa Sardegna, Provincia di Livorno, Università di Sassari, di Firenze e di Genova con il Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita, e con capofila l’Office de l’Environnement della Corsica).

Tale progetto ha avuto inizio a gennaio 2017 e, anticipando i disposti del DL 230, ha previsto la creazione di un sistema di allerta rapido e la realizzazione di una piattaforma on line a scala territoriale di progetto. L’obiettivo è quello di realizzare una rete di sorveglianza ben strutturata di livello transfrontaliero, in grado di segnalare in anticipo il potenziale arrivo di una specie esotica particolarmente pericolosa. Per Arpal ciò significa un ulteriore implementazione dell’Osservatorio ligure della biodiversità (Li.Bi.Oss.), che disporrà di una sezione dedicata proprio alle specie esotiche, comprensiva di una cartografia tematica e descrizioni dettagliate delle specie più rappresentative.

 

2 commenti su “Nuovo decreto sulle specie invasive: Ispra e Arpal già all’opera.”

  1. C’è da sperare che le Regioni comprendano effettivamente l’importanza di questa normativa e che ci si muova per stilare un elenco di rilevanza nazionale vista la carenza di quello Unionale. Ma soprattutto agire concretamente, coinvolgendo e sensibilizzando gli Enti locali e le direzioni dei Parchi regionali per giungere alle associazioni e ai portatori di interessi, al fine di formare una nuova cultura ambientale. Per contenere il problema, visto che di problema si tratta, è necessaria la collaborazione di tutti!

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