Ecoremed, un esperimento di biorisanamento per la terra dei fuochi

È il più innovativo progetto di risanamento messo in campo nella terra dei fuochi. Si chiama “Ecoremed” ed è un’iniziativa sperimentale finanziata da fondi europei del programma Life e coordinata dal Ciram, il centro di ricerca ambientale dell’università Federico II. In questa operazione, tra i partner più attivi dell’ateneo partenopeo c’è senz’altro Arpa Campania.

L’Agenzia è intervenuta nel corso della conferenza di chiusura del progetto, con il direttore dell’Unità operativa complessa Siti contaminati e bonifiche Salvatore Di Rosa, co-responsabile (insieme alla professoressa Paola Adamo dell’ateneo federiciano) dell’azione C1 “Determinazione analitica della mobilità e la biodisponibilità di sostanze inquinanti nei campi pilota”.

Nel corso dell’evento, tenutosi lo scorso 16 maggio nel Complesso dei santi Marcellino e Festo, nel centro antico di Napoli, Di Rosa ha illustrato a una sala molto gremita il ruolo di supporto tecnico-operativo e analitico rivestito dall’Agenzia nei cinque anni in cui si è svolto il progetto. Quattrocentosettanta i campioni prelevati e analizzati da Arpac, principalmente di suolo, rami e foglie. Gli inquinanti ricercati sono i Metalli potenzialmente tossici (Mpt), Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e gli Idrocarburi pesanti (C>12). I risultati saranno oggetto di pubblicazioni scientifiche a cura dei responsabili del progetto Ecoremed.

Il ruolo di Arpac nel progetto è stato centrale nello sviluppo della complessa metodologia di campionamento e nella caratterizzazione analitica ex ante, durante e post processo di biorisanamento a medio termine. Il progetto, infatti, ha sperimentato nell’Agro aversano tecniche di biorisanamento, con l’utilizzo di batteri per biodegradare gli idrocarburi presenti nel terreno, e di fitorisanamento, con il ricorso a diverse specie di piante per assorbire i metalli che contaminano il suolo. Quattro i siti-pilota che hanno ospitato la sperimentazione, situati rispettivamente a Trentola-Ducenta, Teverola, Giugliano e Villa Literno. Circa duecento le persone impegnate nel progetto, tra ricercatori, tecnici e funzionari delle strutture coinvolte: tra queste, anche l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. Tutte le informazioni sul sito ecoremed.it.

Un pensiero su “Ecoremed, un esperimento di biorisanamento per la terra dei fuochi”

  1. Viva le piante che sono quelle creature viventi che permettono che la vita sulla terra possa continuare ad esserci. Ci nutrono (la catena alimentare inizia dai vegetali…anche per i carnivori), ci fanno la biomassa e l’ossigeno, mitigano il clima, regimano le acque piovane (quando non vengono disboscate), ci forniscono materiali da costruzione, le fibre per vestirci (siamo la scimmia nuda), ed infinite altre cose. Adesso ci disinquinano pure le schifezze che la nostra specie produce (phytoremediation!!). Noi quanto ce ne rendiamo conto? Come le ringraziamo? Tagliandole, sciupandole, usandole male, pensando che siano poco più di un arredo per i nostri spazi. Eppure sono vive! Relazionano con l’ambiente anche se non parlano. Soffrono o stanno bene, muoiono o sopravvivono, crescono e conquistano l’ambiente se possono. Non fuggono davanti al pericolo, lo affrontano.

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