Educazione alla sostenibilità: il punto di vista di un editore specializzato

zannoner

Per avere un quadro più completo dei diversi punti di vista in merito alle azioni possibili per l’educazione di bambini e ragazzi in campo ambientale e più in generale verso uno sviluppo sostenibile, abbiamo rivolto alcune domande a Cristina Zannoner, che da sempre si occupa di editoria proprio nel campo dei progetti educativi.

Lei si occupa da sempre di editoria per progetti educativi, in questo ambito che esperienze ha di educazione alla sostenibilità?

llibriSono amministratore delegato della casa editrice Librí progetti educativi diffusa e distribuita da Giunti scuola, che da oltre 25 anni realizza campagne educative per le scuole di ogni ordine e grado. Uno dei temi centrali delle nostre campagne è da sempre proprio quello della sostenibilità ambientale e della tutela delle risorse, una vera e propria emergenza che necessita di interventi educativi mirati, con l’obiettivo di creare una coscienza collettiva sullo stato del nostro pianeta, a partire dai bambini e dai ragazzi di tutte le fasce d’età.

Tra le campagne più importanti sull’emergenza ambientale, distribuita a livello nazionale, ricordiamo Io non rischio, realizzata con l’Ingv – Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e la Protezione civile nazionale, focalizzata sulla conoscenza del territorio e sulle emergenze legate ai fenomeni geologici e ai cambiamenti climatici: il progetto, di grande attualità nel nostro paese a causa delle emergenze che lo colpiscono quali terremoti o alluvioni, si rivolge direttamente ai bambini e alle loro famiglie e ha l’obiettivo di far conoscere loro i possibili rischi con cui devono convivere, ma anche raccontare quali sono i comportamenti da adottare, le leggi da seguire, puntando su quella “responsabilità” collettiva che secondo noi può veramente abbassare il rischio delle emergenze.

Altre importanti campagne educative hanno visto la partecipazione di fondazioni, quali la Fondazione Ambienta che da anni promuove il concorso nazionale Tondo come il mondo nelle scuole italiane sulla tutela del pianeta e firmato dalla nota giornalista Cristina Gabetti, o di aziende che hanno avuto un ruolo di sponsor come La mia casa sull’albero, realizzata in collaborazione con Alleanza Assicurazioni.

Quali dovrebbero essere, secondo lei, le caratteristiche di un’iniziativa di educazione alla sostenibilità?

Per realizzare campagne educative sulla sostenibilità ambientale da sempre ci avvaliamo dell’incontro di diverse figure professionali. Tutti i nostri progetti dedicati al mondo della scuola, infatti, sono pensati e realizzati in collaborazione con esperti di didattica e il supporto di scienziati e specialisti; i contenuti sono poi raccontati dagli scrittori e illustratori più famosi e amati dai ragazzi, per semplificare concetti a volte difficili e calibrarli a seconda delle fasce d’età a cui vogliamo rivolgerci; in tal senso, spesso l’elemento ironico è necessario per far sì che un concetto venga smontato e reso di facile comprensione e soprattutto incuriosisca ogni tipo di lettore, anche il più ostico. E questa è gran parte della formula vincente che ci ha permesso di essere apprezzati negli anni dai docenti così come dalle famiglie, cui arrivano alcuni materiali didattici. E ne è la riprova il successo dei concorsi legati alle campagne educative!

I nostri kit didattici hanno inoltre la caratteristica di essere formati da materiali di diversa natura, quali libri, guide per insegnanti, poster per la classe, depliant, addirittura giochi in scatola, senza dimenticare applicazioni on-line che le famiglie possono scaricare gratuitamente da internet. Insomma, tanti materiali diversificati che, nel caso di campagne educative sulla sostenibilità ambientale, hanno l’obiettivo di rendere comprensibili e familiari ai bambini e alle loro famiglie tutti quegli aspetti scientifici che determinano le varie problematiche ambientali e che stanno alla base del mondo che conosciamo. Inoltre, la consapevolezza dei processi evita facili allarmismi o angosciosi pronostici che ci allontanano da una positiva collaborazione ormai necessaria nel modo di vivere un territorio.

La legge che ha recentemente sancito l’istituzione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, ha previsto che le Agenzie ambientali abbiano un ruolo nel campo dell’educazione ambientale; lei ha avuto modo di collaborare con qualche Agenzia, o conosce qualche iniziativa svolta da qualcuna di esse?

È giusto che le Agenzie ambientali rivestano un ruolo in questo senso, l’educazione dei più piccoli è fondamentale se vogliamo salvaguardare la nostra Terra. E la scuola è il terreno giusto per combattere questa sfida. A tal proposito, abbiamo già collaborato con alcune agenzie regionali su temi di sostenibilità ambientale, sia con pubblicazioni rivolte ai bambini sia con libri rivolti direttamente agli insegnanti e agli educatori, perché potessero svolgere programmi e attività a scuola e nei centri di educazione ambientale. Un esempio può essere Come l’aria, realizzato in collaborazione con l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto. Dall’altra parte, da anni portiamo avanti importanti campagne educative con gli Assessorati all’ambiente di vari comuni e regioni d’Italia, focalizzando la nostra attenzione di volta in volta sui temi più “scottanti”, come risparmio idrico ed energetcio, raccolta differenziata. Basti dire che il nostro libro Quante energie!, per la scuola primaria, è stato ristampato da più di trenta enti, tra Comuni e Regioni. Ma molte altre pubblicazioni sono consultabili sul nostro sito www.librìprogettieducativi.it, molto frequentato soprattutto dagli insegnanti, perché là possono richiederci gratuitamente i kit didattici.

Se dovesse dare un consiglio a un’Agenzia ambientale nell’impostare azioni nel campo dell’educazione alla sostenibilità, cosa direbbe?

Be’, di affidarsi a noi per parlare coi bambini e le famiglie! [sorride]. Guardi, io credo che i temi ambientali, per poter essere accolti in maniera positiva dai ragazzi, debbano essere affrontati sotto vari aspetti culturali, e mi riferisco all’aspetto scientifico, a quello artistico, quello delle emozioni, finanche quello della motivazione. Perché solo così è possibile creare un vero percorso educativo che abbia un’efficacia sui comportamenti e sul modo di pensare dei più piccoli e degli adulti. Non lavoriamo solo sull’aspetto della scienza e della conoscenza, ma anche sulla coscienza, sulla fantasia! I bambini devono capire che non stiamo parlando di un pianeta qualsiasi, ma della loro Terra, dell’ambiente che li circonda giorno dopo giorno. Per questo è importante mettere l’accento anche sull’aspetto emozionale.

Dal suo punto di vista di professionista cosa si aspetterebbe dalla comunicazione di un’Agenzia regionale per la protezione ambientale?

È molto importante lavorare sul territorio specifico, metterne in evidenza le peculiarità. Per questo credo sia importante che le Agenzie ambientali creino sinergie con aziende editoriali che sappiano tradurre in un linguaggio accessibile e di sicura positiva accoglienza quello che tutti dovrebbero sapere. È questo il futuro prossimo che mi auguro e che mi immagino per noi e i nostri bambini.

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