Emilia-Romagna, i controlli di Arpae sulle aziende AIA e RIR

Il controllo dei fattori di pressione sulle matrici ambientali costituisce una delle attività core dell’Agenzia, in cui è impegnato circa il 45% del personale operativo di Arpae; diverse categorie produttive rientranti nel campo di applicazione di AIA (autorizzazione integrata ambientale) e RIR (rischio da incidente rilevante) sono sottoposte a ispezioni per la verifica di conformità alle norme.

Nel corso dell’anno 2015, l’Agenzia ha iniziato il percorso di accreditamento del processo di vigilanza programmata AIA e sono state predisposte una procedura e un’istruzione del sistema Gestione qualità: il percorso, iniziato nel 2015, ha permesso di ottenere l’accreditamento nel marzo 2016.

Nel territorio regionale dell’Emilia Romagna sono presenti 864 installazioni, distribuite come da tabella 1. Le attività più numerose riguardano la produzione di prodotti ceramici, inquadrate nella categoria 3.5 (n. 125), e gli allevamenti intensivi, inquadrati nella categoria 6.6 a), b), c) pari a più della metà del totale degli impianti. Sono inoltre presenti 136 impianti di gestione rifiuti di cui 8 termovalorizzatori di rifiuti urbani, uno per territorio provinciale (a esclusione di Reggio Emilia), e un inceneritore di carcasse animali e prodotti sanitari, inquadrati rispettivamente nelle categoria 5.2 e 6.5.

Tabella 1

Provincia

DISTRIBUZIONE INSTALLAZIONI AIA NELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

 

Attività energetiche

Produzione e trasformazione metalli

Industria prodotti minerali

Industria chimica

Gestione dei rifiuti

Altre attività

Totale

Piacenza

1

2

5

0

6

27

41

Parma

3

6

5

2

12

44

72

Reggio Emilia

2

19

34

4

8

37

104

Modena

0

23

57

7

31

66

184

Bologna

4

30

7

7

24

18

90

Ferrara

4

5

3

4

16

26

58

Ravenna

4

2

10

15

22

45

98

Forli’ – Cesena

0

9

1

1

12

173

196

Rimini

0

4

3

1

5

8

21

Totale

18

100

125

41

136

444

864

In linea con la programmazione di lavoro prevista per il 2015, sono tate effettuate 513 visite ispettive ordinarie presso le diverse categorie di impianto, come evidenziato nel grafico, interessando il 59% delle aziende, con prelievo di 1.353 campioni di matrici diverse, di cui 647 effettuati presso le attività di gestione rifiuti e 327 presso la categoria “altre attività” (allevamenti).
L’attività ha prodotto, sul versante repressivo, 53 non conformità di tipo penale e 134 sanzioni di tipo amministrativo.

Sono state inoltre effettuate 20 ispezioni straordinarie, di cui 17 richieste dalla Autorità competente e solo 3 richieste dalla Autorità giudiziaria. Di queste 20 ispezioni, 7 hanno dato origine a non conformità di tipo amministrativo e 3 a non conformità di tipo penale.

Tabella 2

Categoria attività

QUADRO GENERALE CONTROLLI ORDINARI/STRAORDINARI

totale ispezioni ordinarie

non
conformità amministrative

non
conformità penali

totale ispezioni straordinarie

non
conformità amministrative

non conformità penali

Attività energetiche

19

1

0

1

0

0

Produzione e trasformazione metalli

43

10

6

2

0

0

Industria dei prodotti minerali

74

8

11

3

1

0

Industria chimica

25

8

4

0

0

0

Gestione dei rifiuti

194

32

13

11

3

2

Altre attività

158

75

19

3

3

1

TOTALE

513

134

53

20

7

3

 

Per quanto riguarda il controllo degli impianti soggetti a normativa Seveso, relativa al rischio da incidente rilevante (RIR), il Centro tematico regionale RIR dell’Emilia-Romagna svolge funzioni di supporto tecnico-scientifico all’Autorità competente per la valutazione e la prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti e esegue le ispezioni del sistema di gestione della sicurezza. Sul territorio regionale sono presenti 89 stabilimenti, di cui 29 classificati di soglia inferiore: le province di Ravenna e Bologna vedono il maggior numero di stabilimenti, mentre Ferrara è caratterizzata dalla presenza di stabilimenti RIR di sola soglia superiore.

Nel 2015 sono state effettuate 7 verifiche ispettive ordinarie presso gli stabilimenti di soglia inferiore presenti su Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia, e precisamente presso depositi fitofarmaci, depositi di gas liquefatto e stabilimenti chimici/petrolchimici, mentre non sono state effettuate verifiche ispettive straordinarie.

La tabella 3 e il grafico 1 riportano la distribuzione territoriale delle installazioni Seveso di soglia inferiore (art. 6 Dlgs 334/99).

Dalla valutazione dei rapporti conclusivi di verifica ispettiva si è osservato un maggior numero di raccomandazioni rispetto al numero di prescrizioni.
Le raccomandazioni e le prescrizioni hanno riguardato il sistema di gestione presente nelle aziende verificate; l’organizzazione del personale e il controllo operativo risultano più “critici” rispetto gli altri elementi del Sistema di gestione della sicurezza. Le criticità maggiori hanno riguardato la formazione dei dipendenti, le procedure operative e la manutenzione degli impianti. A seguire, ma non di secondaria importanza, il documento di politica, l’identificazione e la valutazione dei pericoli rilevanti e la pianificazione d’emergenza.

Per maggior chiarezza il grafico 2 raffigura il confronto fra il numero di raccomandazioni e il numero di prescrizioni, in relazione agli elementi fondamentali, che costituiscono il Sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti.

Susanna Ricci, Cosetta Mazzini – Arpae Emilia Romagna

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