Emissioni odorigene nella città di Taranto

Un progetto sperimentale, di Arpa Puglia, di monitoraggio in tempo reale degli odori con il coinvolgimento diretto dei cittadini residenti

La molestia olfattiva, generata da diverse tipologie di attività industriali, rappresenta un aspetto determinante nella gestione della qualità dell’aria. La presenza di un odore molesto è un indicatore di ambienti insalubri ed è fortemente percepita dalla popolazione, in particolar modo quando il contesto urbano è prossimo alla sorgente emissiva. Peraltro, la valutazione della molestia olfattiva evidenzia degli aspetti di complessità connessi alla natura soggettiva della percezione e all’identificazione delle potenziali sorgenti, e di criticità relativamente alla tempestività dell’indagine rispetto al verificarsi dell’evento odorigeno. Inoltre, spesso accade che la gestione delle segnalazioni rivolte alle Autorità locali non risulti efficace in assenza di procedure di sistematizzazione, inibendo, di fatto, le auspicabili attività di indagine e controllo del fenomeno.

Tra novembre 2013 – maggio 2016, ARPA Puglia, nell’ambito di un progetto sperimentale, ha applicato una metodologia innovativa nel monitoraggio delle emissioni odorigene nella città di Taranto, territorio dal quale provengono numerose segnalazioni di molestia olfattiva..

Descrizione del sistema

La metodologia applicata ha previsto il coinvolgimento diretto di un campione di popolazione residente, integrando sistemi automatici attivabili da remoto in grado di registrare la percezione olfattiva dei recettori umani e di raccogliere campioni rappresentativi in tempo reale.

, Mediante una fase di comunicazione/ricezione telefonica del disagio olfattivo, in cui ciascun recettore partecipante alla sperimentazione, opportunamente codificato, ha potuto segnalare la percezione e l’entità del disturbo olfattivo avvertito, il sistema ha consentito di popolare in tempo reale un database di informazioni , disponibili sia per una visualizzazione immediata su mappa, sia per la successiva elaborazione finalizzata all’individuazione delle potenziali sorgenti dell’emissione di odore, sulla base dei dati di direzione dei venti. Infine, il superamento di opportune soglie, basate sul numero delle segnalazioni per indice di intensità in un determinato intervallo di tempo, ha permesso l’attivazione in tempo reale di un sistema di campionamento dell’aria per consentirne la misura in laboratorio, applicando la metodologia dell’olfattometria dinamica in conformità con la norma tecnica UNI EN 13725, al fine di oggettivare la molestia percepita. L’approccio impiegato ha consentito di sistematizzare/digitalizzare le lamentele telefoniche, di visualizzare le segnalazioni su mappa in tempo reale, di attivare il campionamento dell’aria ambiente da remoto in tempo reale.

Risultati di progetto

I risultati ottenuti dalla sperimentazione hanno permesso, per la prima volta, di gestire in modo sistematico le lamentele di molestia olfattiva e di ottenere informazioni sull’entità e sulla distribuzione del fenomeno odorigeno. In sintesi, durante gli eventi più significativi, lo studio delle direzioni del vento ha contribuito ad individuare la potenziale sorgente, rappresentata dalla Raffineria, prossima al centro urbano. Lo studio ha inoltre mostrato che l’area lungo la costa risulta quella più critica per il numero elevato di segnalazioni ricevute. Circa le concentrazioni di odore riscontrate, è da considerare la reale possibilità che esse siano sottostimate rispetto all’effettiva percezione della popolazione esposta, per effetto di diverse cause, quali la degradazione del campione dovuta alla permeabilità delle sacche di campionamentoe la fase di trasporto del campione in ragione dei tempi di vita dei composti odorigeni solforati, responsabili della molestia percepita. Il sistema integrato impiegato ha dimostrato la sua efficacia e la sua reale applicabilità a fenomeni complessi, come la valutazione della molestia olfattiva, candidandosi a rappresentare un valido supporto per l’Autorità di controllo in termini di comprensione dell’entità del fenomeno e di individuazione del nesso causale fra percezione e sorgente. La sperimentazione realizzata, oltre che consentire l’individuazione della sorgente responsabile delle molestie, ha messo in evidenza che tale metodologia di raccolta automatica delle segnalazioni è sufficientemente affidabile per essere utilizzata come strumento di controllo per quegli impianti le cui emissioni odorigene ricadono su porzioni di territorio ad alta densità abitativa.

Riferimenti

  • I risultati del progetto sono descritti nelle Relazioni prodotte da ARPA Puglia (Relazione Annuale 2013-2014; Relazione Annuale 2015) e reperibili nel sito web istituzionale. 

  • I dati ottenuti sono stati oggetto di un recente lavoro scientifico, “Automated Collection of Real-Time Alerts of Citizens as a Useful Tool to Continuously Monitor Malodorous Emissions”, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale peer reviewed “International Journal of Environmental Research in Public Health”.

ARPA Puglia – Laboratrio olfattometrico

La valutazione dell’impatto olfattivo prodotto dalle realtà industriali è oggetto di sempre maggiore attenzione per la Pubblica Amministrazione, per gli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni ambientali e, naturalmente, per gli Enti di controllo. Il monitoraggio, il controllo e la valutazione delle emissioni odorigene, infatti, sono aspetti determinanti nella gestione delle segnalazioni di disturbo olfattivo e delle richieste di intervento, sempre più numerose, da parte della popolazione esposta; i disturbi legati alle emissioni odorigene, infatti, possono influenzare profondamente la qualità della vita e lo stato psico-fisico delle persone che vivono nelle aree esposte. Il processo di valutazione della molestia olfattiva sconta la complessità del fenomeno, in quanto la stima di un’emissione odorigena presenta aspetti critici connessi alla natura stessa dell’emissione, determinata da una miscela di singole sostanze chimiche, alla sua discontinuità in relazione al processo produttivo, alla soggettività della percezione.

In Italia non esiste una specifica normativa nazionale per la disciplina delle emissioni odorigene; alcune Regioni hanno redatto specifiche leggi e Linee guida allo scopo di definire opportuni strumenti e criteri per la misura e l’analisi di tali emissioni che trovano riferimento nell’unica tecnica normata a livello europeo, la UNI 13725, in grado di determinare la concentrazione di un campione odorigeno, espressa in unità odorimetriche (ouE/m3), mediante l’Olfattometria dinamica.

L’attività condotta da ARPA Puglia, in questi ultimi anni, ha permesso di evidenziare un aumento degli episodi di molestia olfattiva segnalati presso l’Ente e presso le Autorità Competenti, anche in considerazione di una incrementata conoscenza e consapevolezza della popolazione su questo tema. In particolare, le criticità maggiori sul territorio pugliese sono state localizzate nei pressi di impianti di depurazione e impianti di trattamento di rifiuti, di sansifici, la cui attività produttiva ha carattere stagionale, e dei poli industriali più importanti della Regione, Brindisi e Taranto, evidenziano particolare rilevanza per numero di segnalazioni pervenute e registrate; a queste possono aggiungersi, localmente, situazioni di attenzione legate ad altre specifiche attività produttive, che generano odori durante le fasi di lavorazione. In tale contesto, ARPA Puglia ha considerato la valutazione delle emissioni odorigene, quale obiettivo da perseguire nell’ambito del monitoraggio della qualità dell’aria, attivando un’apposita unità operativa specifica (Ufficio Odori) ed un laboratorio dedicato (Laboratorio olfattometrico), per il quale saranno avviate le procedure di accreditamento, a servizio delle esigenze del territorio regionale.

Le attività analitiche del laboratorio prevedono l’impiego della metodologia dell’olfattometria dinamica per il campionamento e la caratterizzazione di campioni gassosi odorigeni derivanti da impianti potenzialmente osmogeni, ai fini del controllo e della valutazione dell’impatto prodotto dalle sorgenti considerate. In casi più complessi, in cui sono necessari approfondimenti, sono impiegati dispositivi sensoristici e/o analizzatori per la specifica tipologia di sorgente. Studi e valutazioni in merito all’individuazione delle sorgenti che producono eventi reiterati di molestia olfattiva sono condotti attraverso un approccio integrato che coinvolge la validazione delle segnalazioni di molestia da parte della popolazione, l’analisi dei dati meteorologici e, se possibile, valutazioni analitiche.

ARPA Puglia partecipa, inoltre, ai lavori di gruppi di lavoro nazionali sul tema e coordina il GDL 13 “Metodologie per la Valutazione delle Emissioni Odorigene” nell’ambito del Programma Triennale 2014 – 2016 delle attività del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

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