Fare sistema (anche) con i droni

drone

Non tutte le Agenzie sono dotati di droni. Ma essere dentro un sistema nazionale significa anche poter condividere eccellenze e strumentazioni, che possono intervenire laddove maggiormente necessario. Ecco un paio di esempi dal cielo e dal mare della Liguria.

Arpa Liguria non dispone di alcun tipo di drone, ma nelle situazioni in cui è stato necessario l’utilizzo di simili attrezzature il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha dato prova di poter condividere mezzi e conoscenze.

Sono due gli esempi più significativi a questo proposito. Il primo riguarda le fotografie riprese dal cielo, grazie alla collaborazione con l’Arpa Valle d’Aosta, che si è immediatamente resa disponibile all’indomani dello sversamento di idrocarburi dall’oleodotto che collega il porto di Genova a una raffineria di Busalla, alcune decine di chilometri nell’entroterra.

Nell’incidente occorso lo scorso 17 aprile, alcune centinaia di metri cubi di idrocarburi sono fuoriusciti da uno squarcio nella condotta a pochi chilometri dalla costa, finendo in alcuni rii e raggiungendo, in misura molto contenuta grazie alle immediate contromisure predisposte sul territorio, il mare.

Pochi giorni dopo l’incidente il drone ad ala fissa valdostano, solitamente utilizzato per il monitoraggio dei ghiacciai, si è liberato nei cieli di Genova sopra il torrente Polcevera, e ha prodotto – non senza qualche difficoltà legata al forte vento e alla presenza in zona di gabbiani, specie molto territoriale che si è mostrata ostile nei confronti dell’intruso artificiale – immagini ad alta risoluzione della foce. Immagini che, in un colpo solo, permettono di intuire la portata di quello che sarebbe potuto essere, ed è stato evitato grazie allo sforzo congiunto messo in campo nelle primissime ore dopo lo sversamento; nonostante tutti gli sforzi, infatti, una patina oleosa ha reso l’intera superficie del tratto terminale del Polcevera iridescente.

Il secondo esempio, invece, arriva dalle profondità del mare dove, nell’agosto 2015, il Rov Pollux III GEItaliana di Ispra, equipaggiato con macchina fotografica ad alta definizione, 2 flash, telecamera alta definizione, 2 illuminatori a led aggiuntivi oltre ai 2 standard e puntatori laser verdi ha prodotto, fra le altre attività di ricerca, una serie di immagini dei fondali di alcuni tratti del mar Ligure, caratterizzati dalla presenza di coralligeno. L’attività rientra nell’ambito della Marine Strategy, e tali immagini saranno mostrate al grande pubblico per la prima volta il 30 novembre a Genova, in occasione della firma del Patto del mare.

 

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