G7 Bologna, la dichiarazione finale

Il summit dei ministri per l’ambiente si è chiuso con la firma di un documento comune su clima, economia circolare, fiscalità ambientale e lotta ai rifiuti in mare. E una postilla degli Stati Uniti sugli accordi di Parigi.L’accordo di Parigi non è negoziabile: è l’unico strumento a disposizione dell’Europa per combattere i cambiamenti climatici”: è quanto ha ribadito il ministro Gian Luca Galletti al Consiglio ambiente UE all’indomani del G7 di Bologna, in riferimento alle recenti dichiarazioni di Trump sull’uscita degli Usa dagli accordi di Parigi e alla postilla voluta dal governo statunitense nel documento finale del summit. Galletti ha affermato la necessità di mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti, alla luce del fatto che i vantaggi provenienti da un’economia green possano in futuro indurre un cambiamento di posizione nell’amministrazione Trump.

Il G7 di Bologna dell’11 e 12 giugno si è chiuso con una dichiarazione finale firmata dai ministri per l’ambiente e alcuni rappresentanti dei paesi in via di sviluppo. Il documento è articolato  in  otto punti principali e definisce le linee di azione con le quali integrare gli obiettivi ambientali con quelli economici e sociali: rispetto dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, cambiamenti climatici, finanza sostenibile (promozione di centri di studio, sostegno alla piccola e media impresa), economia circolare, “marine litter”, riforma della fiscalità ambientale, politiche occupazionali per l’ambiente, Africa, lavoro delle università e aziende per lo sviluppo sostenibile. Inserita anche una road map di impegni per i prossimi cinque anni.

Il paragrafo del documento che ha fatto più parlare di sé è quello dedicato ai cambiamenti climatici. Gli Stati Uniti hanno inserito una nota nella quale dichiarano di non sottoscrivere la parte relativa ai cambiamenti climatici e agli impegni finanziari connessi all’accordo di Parigi, ricordando l’impegno “dimostrato attraverso l’azione” a ridurre l’impronta di CO2 ai livelli precedenti il 1994 e l’interazione con i partner internazionali secondo priorità nazionali che preservino una forte economia in un ambiente sano. Mentre gli Usa si sfilano, gli altri paesi del G7 hanno riaffermato l’impegno ad implementare gli accordi sul clima di Parigi e ne hanno ricordato il carattere di “irreversibilità” nel contenere l’aumento delle temperature globali al di sotto dei 2° centigradi. I Paesi del G7 si impegnano a ratificare l’accordo entro il 2030.

Inoltre il summit di Bologna ha voluto dare particolare rilievo al problema delle plastiche in mare, una battaglia che non può essere combattuta se non con il coordinamento e la cooperazione fra tutti i paesi, attraverso banche dati comuni e impegni di contrasto al fenomeno.

Al centro del documento l’efficienza delle risorse e l’economia circolare, strumenti essenziali per promuovere un’economia sostenibile e politiche occupazionali. E’ necessario, dichiara il documento, che un’economia “verde e blu” sia aiutata da speciali sostegni finanziari come quello delle Banche multilaterali di sviluppo (MDbs), nell’ottica di coniugare la riduzione della povertà ad investimenti che aiutino clima e sostenibilità. In tal senso, appare urgente modificare la fiscalità internazionale eliminando le sovvenzioni ai combustibili fossili.

I ministri dell’ambiente del G7 hanno affermato il ruolo chiave che rivestono gli obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030, affinché nessuno sia lasciato indietro. In tale ottica, è necessario integrare la dimensione economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile.

(ARP)

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