Gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP), Ispra e Arpa Puglia a controllo dell’opera

Delle 58 prescrizioni poste dal decreto VIA alla costruzione del gasdotto tra Italia e Albania, fino all’Azerbaijan, 17 richiedono la vigilanza di Snpa.Con l’obiettivo di trasportare il gas naturale dai giacimenti di Shah Deniz II in Azerbaijan, nella regione del Mar Caspio, fino all’Europa, il progetto della Trans Adriatic Pipeline (TAP) prevede l’attraversamento, partendo dal confine greco-turco, la Grecia, l’Albania ed il Mare Adriatico sino a giungere in Puglia nel Salento, nel comune di Melendugno, sul litorale di San Foca.

Il gasdotto consiste in una condotta sottomarina (tratto offshore) lunga circa 45 km (di cui circa 25 nelle acque territoriali italiane), di una condotta interrata (tratto onshore) lunga circa 8 km e di un Terminale di ricezione del gasdotto (PRT).  Il tratto offshore attraverserà l’Adriatico collegando la costa albanese all’approdo in Italia. Il gasdotto entra nelle acque di giurisdizione italiana in un punto situato a circa la metà del canale d’Otranto e corre lungo la parte più profonda del mare Adriatico meridionale fino a una profondità di circa 820 metri.

L’approdo sarà realizzato mediante la tecnologia di microtunneling al fine di ridurre le interferenze ambientali con la fascia costiera. Tale procedimento prevede l’utilizzo di uno scudo fresante o TBM (dall’inglese Tunnel Boring Machine), associata all’infissione con martinetto idraulico (tecnica “spingitubo”) per l’installazione diretta delle strutture in cemento (conci) necessarie per garantire la stabilità dello scavo; all’interno di quest’ultimo verrà inserito il tubo in acciaio del gasdotto. Il microtunnel avrà una lunghezza di circa 1.540 metri e una sezione circolare con diametro esterno pari a 3 metri.

Il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che autorizza l’opera, riporta 58 prescrizioni o condizioni ambientali da rispettare prima e durante i lavori. Quelli imposti al proponente fanno riferimento agli habitat e alle specie faunistiche protette, ai ripristini e alla salute pubblica, e assegna, per ciascuna di esse, il ruolo di verificatore a diversi enti competenti in materia, tra questi Ispra e Arpa Puglia.

In particolare le prescrizioni che coinvolgono Ispra sono 4 mentre quelle che coinvolgono Arpa Puglia sono 13. Su richiesta di Arpa Puglia i due enti hanno iniziato una collaborazione su tutte le prescrizioni che li vedono coinvolti sia insieme sia separatamente: un esempio efficace di stretta e positiva collaborazione tra due nodi della rete Snpa nell’accompagnamento ambientale di una opera di rilievo nazionale e, nel caso specifico, di levatura transnazionale.
La collaborazione tra i tecnici dei due enti e il continuo scambio di pareri e informazioni ha consentito una efficace azione di controllo, per ora documentale e successivamente anche in campo, di tutti quegli aspetti ambientali posti in carico all’Snpa.

Il recente decreto legislativo 104/2017 di recepimento della nuova direttiva VIA, prevede all’art. 28 “Monitoraggio” che l’Autorità competente (MATTM o Regione) verifichi l’ottemperanza delle condizioni ambientali, contenute nel provvedimento di VIA, al fine di identificare tempestivamente gli impatti ambientali significativi e negativi imprevisti e di adottare opportune misure correttive. Per tali attività, l’autorità competente può avvalersi, tra gli altri, dell’Snpa.

Negli ultimi anni l’impegno in tal senso è notevolmente cresciuto: oltre 1000 prescrizioni ogni anno interessano l’Snpa e, di queste, oltre un centinaio, annualmente, investono direttamente Ispra. E’ questa una sfida che l’Snpa deve affrontare mettendo in campo competenze ed organizzando le proprie strutture per poter far fronte a tale impegno che viene previsto anche nella L 132/2016 di istituzione dell’Snpa che inserisce, tra i compiti del Sistema, anche le “attività di monitoraggio degli effetti sull’ambiente derivanti dalla realizzazione di opere infrastrutturali di interesse nazionale e locale”.

Le attività, le competenze e l’organizzazione messe in campo da Ispa e da Arpa Puglia ormai da più di due anni per far fronte all’impegno derivante dalle verifiche di ottemperanza della TAP, in qualche modo hanno anticipato e aperto tale percorso.

Paolo Sciacca (ISPRA) e Nicola Ungaro (ARPA Puglia)

 

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