Giornata di studio sui pollini

Si è svolto il 24 febbraio 2017 a Pordenone il convegno dal titolo “Giornata di studio sui pollini”, organizzato da Arpa Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Pordenone, per presentare ed approfondire alcune tematiche legate allo studio dei pollini dispersi nell’aria.

Tra gli argomenti di rilievo: cambiamenti climatici, previsioni polliniche, nuovo inquadramento normativo, tecniche di analisi biomolecolare, analisi statistiche, procedure di lavoro condivise, comunicazione.

Sono intervenute varie Agenzie ambientali ed Ispra, appartenenti alla rete nazionale di monitoraggio pollini POLLnet e al Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), il Museo di Storia Naturale e l’Azienda Ospedaliera di Pordenone, l’Università di Trieste, la Fondazione Edmund Mach di Trento, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del FVG (Ersa). Tra il numeroso pubblico, erano presenti ben 13 Agenzie per l’ambiente e 12 altri enti regionali e nazionali che operano nell’ambito della tematica trattata.

Ad aprire i lavori, con un intervento sul ruolo del monitoraggio dei pollini all’interno del SNPA, Luca Marchesi, Direttore Generale di Arpa FVG e vicepresidente del Sistema.

Il monitoraggio dei pollini è un’attività nata inizialmente con finalità prettamente sanitarie, allo scopo di fornire un supporto alle persone che soffrono di allergie. Ma negli ultimi anni, grazie anche allo sviluppo di una capillare rete di monitoraggio in tutta Italia, i pollini hanno assunto ulteriore importanza anche come indicatori di biodiversità e dei cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda la gestione delle reti di monitoraggio dei pollini, la situazione nazionale è piuttosto articolata: da qui la necessità di condividere metodi di rilevamento e di analisi dei dati. In 17 Regioni o Province Autonome il servizio è gestito dalle Agenzie per la protezione dell’Ambiente, mentre in 4 Regioni il servizio è gestito in ambito accademico od ospedaliero e sanitario.

Nel corso del convegno è stato messo in luce il fatto che tramite il monitoraggio dei pollini è possibile quantificare l’evoluzione di alcune importanti specie vegetali presenti in un territorio, controllando anche l’eventuale arrivo di specie “aliene”. Inoltre, la variazione dello spettro dei pollini presenti consente di valutare la deriva di un intero ecosistema soggetto agli effetti del cambiamento climatico in atto, meglio di quanto si possa fare utilizzando degli indicatori fisici come la temperatura o la quota neve.

Molto interessanti le applicazioni delle analisi polliniche in campo sanitario, con la presentazione di un innovativo servizio che consente una interazione diretta tra il paziente con problemi di allergia e l’allergologo curante.

È stato, inoltre, presentato uno dei modelli previsionali disponibile da un anno on line sul sito web di Arpa FVG che associa ai dati di concentrazione pollinica della settimana trascorsa anche la previsione per la successiva, corredato da un indice di attendibilità della previsione. Il modello ha richiesto di processare lunghe serie storiche di dati pollinici associati a dati meteo e ha mostrato un soddisfacente livello di attendibilità.

Tutti gli argomenti trattati e gli studi presentati sono stati di grande interesse, mostrando l’importanza di occasioni di comunicazione ed aggiornamento come queste per tutti coloro che a diverso titolo si occupano di pollini e qualità dell’aria.

Un pensiero su “Giornata di studio sui pollini”

  1. Condivido pienamente le conclusioni scritte in questo commento in merito all’utilità del monitoraggio aerobiologico. Infatti ho operato per 5 anni nel settore (stazione di monitoraggio di Oristano OR2 dal 1998 al 2000; stazione di monitoraggio di Cagliari CA1 dal 2001 al 2003 della rete AIA) ed ho lavorato per la trasmissione settimanale dei dati ai pazienti con problemi di allergia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *