Gli aspetti sanitari dell’emergenza radiologica

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Francesco Gongolo, della Direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria politiche sociali e famiglia della Regione FVG, ha partecipato al convegno del 18 ottobre La gestione dell’emergenza radiologia a Trieste ed in Friuli Venezia Giulia con un intervento su Gli aspetti sanitari dell’emergenza radiologica.

I rischi per la salute dovuti all’esposizione a radiazioni rilasciate nell’ambiente da parte di materiale radioattivo sono diversi: dosi elevate possono essere letali, possono causare cancro, danni fetali nei diversi stadi della gestazione ed effetti ereditari in animali di laboratorio.

Degli studi di coorte sono stati effettuati sui sopravvissuti alle bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki ed è di aprile di quest’anno il report dell’Organizzazione mondiale della sanità sugli effetti sanitari dell’incidente di Chernobyl e relativi programmi sanitari speciali messi in atto in 30 anni sulla popolazione colpita. Gli effetti della dose dipendono dal tempo di esposizione (l’effetto di una certa dose fornita per un periodo prolungato di tempo non è così grave quanto lo sarebbe se la stessa dose venisse fornita tutta in una singola volta), dalla porzione di corpo esposta (l’effetto di una dose fornita soltanto ad una parte del corpo non è così forte quanto lo sarebbe se fosse esposto l’intero corpo) e dalla predisposizione individuale (i bambini e i giovani sono più predisposti a effetti ritardati delle radiazioni). La dose più pericolosa, potenzialmente mortale, è una dose alta, somministrata a tutto il corpo e in una sola volta.

L’esposizione viene misurata in millisievert (mSv): essendo quantificabile, sono conosciuti gli effetti sulla salute e questo permette di stabilire dei criteri per operare in sicurezza e delle precauzioni per limitare l’esposizione. Ad esempio le mura di un’abitazione possono bloccare gran parte delle radiazioni e inoltre la radioattività diminuisce nel tempo.

La Direzione centrale salute partecipa con le Prefetture e la Protezione civile alla definizione delle azioni da mettere in atto in caso di incidente radiologico, come ad esempio la distribuzione di dosi di Iodio da parte delle farmacie, l’approvvigionamento delle dosi necessarie da distribuire alla popolazione suscettibile, la distribuzione in luoghi di stoccaggio e di erogazione e la formazione della popolazione e degli operatori sanitari.

[abstract a cura della Redazione di AmbienteInforma, non rivisto dall’autore]

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