Gli sviluppi della scienza basata sull’evidenza

L’integrazione fra epidemiologia e tossicologia sta crescendo e si fa strada una strategia per migliorare l’identificazione dei rischi per la salute. Gli approcci multidisciplinari riescono a integrare molteplici competenze e conoscenze, grazie anche a strumenti informatici innovativi.

Epidemiologia e tossicologia sono due discipline volte alla identificazione dei fattori correlati con le patologie. Entrambe concorrono alla valutazione dei rischi da esposizione e alla classificazione dei composti chimici. Storicamente, tuttavia, la tossicologia si è evoluta come una scienza a supporto delle evidenze epidemiologiche, soprattutto di patologie complesse.
Ne troviamo un esempio illuminante nella storia dello studio della cancerogenesi chimica, che, oggi, più modernamente definiremmo cancerogenesi ambientale.

La relazione causale fra esposizione e tumore fu descritta per la prima volta nel 1775 da Sir Percivall Pott, che identificò l’esposizione alla fuliggine quale causa del tumore dello scroto degli spazzacamini, poi classificato come un carcinoma delle cellule squamose. Molto più tardi, nel 1918, Yamagiwa e Ichikawa eseguirono il primo studio di tossicologia nell’animale per confermare le osservazioni di Pott, ma solo nel 1933 si riuscì a comprendere che l’agente cancerogeno era rappresentato dagli idrocarburi policiclici aromatici.
Nello stesso anno Theodor Boveri pubblicava il primo lavoro sulle aberrazioni cromosomiche. Nasceva così un assioma che è restato inalterato per quasi settanta anni: l’esposizione ambientale determina mutazioni indotte da inquinanti genotossici e questa interazione è la causa di patologie complesseleggi l’articolo integrale in Ecoscienza 1/20147
Autrice: Annamaria Colacci, Arpae Emilia-Romagna

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