I composti perfluoroalchilici (PFAS), le attività di Arpa Veneto

Distribuzione di PFOS nei principali bacini fluviali italiani (IRSA- CNR 2011)
Distribuzione di PFOS nei principali bacini fluviali italiani (IRSA- CNR 2011)

Nel 2013 una ricerca sperimentale su potenziali inquinanti “emergenti” effettuata nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani dal Cnr e dal ministero dell’Ambiente ha segnalato la presenza anche in Italia di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili. E’ stata segnalata la presenza di tali composti anche in alcuni ambiti del Veneto, Arpav ha avviato prontamente le indagini ambientali necessarie alla delimitazione dell’inquinamento e all’individuazione delle relative fonti di immissioni in stretto coordinamento con la Regione del Veneto.

PFAS, cosa sono?
I PFAS sono composti organici formati da una catena alchilica fluorurata di lunghezza variabile, da 4 a 14 atomi di carbonio, e da un gruppo funzionale idrofilico. I composti a catena lunga, da sei atomi di carbonio in avanti, sono molto persistenti, termicamente e chimicamente stabili.

Date le loro caratteristiche chimiche, a partire dagli anni cinquanta, tali composti si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.

Le molecole più utilizzate sono l’acido perfluootanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS). Si stima che nel periodo 1970 -2002 siano state utilizzate 96.000 tonnellate di POSF (perfluorooctanesulphonyl fluoride) con emissioni globali di POSF di tra 650 e 2.600 ton e di 6.5-130 ton di PFOS. La maggior parte del rilascio avviene in acqua (98%) e il rimanente in aria. Non sono biodegradabili in impianti a fanghi attivi.

Come conseguenza dell’estensiva produzione e uso dei PFAS e delle loro caratteristiche chimiche questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative nell’ambiente e negli organismi viventi.

Nel 2006 l’Unione Europea ha introdotto restrizioni all’uso del PFOS da applicarsi a cura degli Stati membri. Per le acque potabili non sono ancora definiti e non esistono limiti di concentrazione nella normativa nazionale ed europea, la Regione del Veneto ha recepito le indicazioni del Ministero della Salute sui livelli di performance da raggiungere nelle aree interessate da inquinamento da composti fluorurati.

PFAS in Italia e in Veneto
Nel 2013 una ricerca sperimentale su potenziali inquinanti “emergenti” effettuata nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani, dal CNR e dal Ministero dell’Ambiente, ha segnalato la presenza anche in Italia di sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili.

In precedenza, nel 2007, uno studio pubblicato su Analytical and Bioanalytical Chemistry su alcuni tratti del fiume Po e dei suoi affluenti aveva riscontrato nel Tanaro, vicino alla città di Alessandria concentrazioni fino a 1300 ng/l.

Arpav si è attivata subito individuando per il Veneto la principale fonte di pressione e l’area di contaminazione nella provincia di Vicenza ed estendendo il controllo a tutto il territorio regionale, attraverso le reti di monitoraggio delle acque sotterranee e superficiali nonché, in stretto coordinamento con la Regione Veneto e l’Istituto Superiore di Sanità, ad altre matrici ambientali, quali acque marine e lagunari, fanghi e alimenti.

L’intervento tempestivo ha permesso alle autorità regionali di mettere in sicurezza l’acqua potabile della zona interessata, tramite l’utilizzo di filtri a carboni attivi, già nel 2013.

L’azienda, individuata come principale fonte di pressione, ha avviato le procedure di bonifica previste dal D.lgs 152/06 costantemente seguite da Arpav e dalle altre autorità competenti. Inoltre l’Agenzia partecipa alla Commissione tecnica regionale coordinata dall’Area Sanità e sociale che ha avviato una serie di azioni finalizzate alla tutela prioritaria delle salute pubblica.

Tutte le informazioni sulle attività di Arpav nel sito web.

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