I laboratori Ispra di Roma: Meccanica delle terre delle rocce, Metrologia ambientale, Biologia marina

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Riferimento dell’Istituto per le analisi e le misure in campo ambientale, i laboratori Ispra di Castel Romano effettuano attività di ricerca e sperimentazione per la tutela delle acque, la difesa dell’ambiente atmosferico, del suolo, del sottosuolo, della biodiversità e della fauna. Inoltre, integrano competenze di tipo fisico, chimico, biologico, geologico e ingegneristico.

Studi di laboratorio sul rischio idrogeologico, sulla bonifica dei siti inquinati, sulla messa in sicurezza e decommissioning degli impianti nucleari vengono svolti dal Laboratorio di Meccanica delle terre e delle rocce. Le attività consistono nella caratterizzazione, mediante prove geotecniche, di campioni di terre e rocce attraverso la determinazione delle loro caratteristiche fisiche e meccaniche utili alla valutazione della stabilità dei versanti, alla caratterizzazione degli ammassi rocciosi, alla valutazione della resistenza dei terreni per il calcolo delle fondazioni, alla realizzazione della microzonazione sismica. Il Laboratorio fornisce, inoltre, dati per attività di studi e ricerche dell’Istituto e per la redazione di note tecniche a corredo di relazioni geologiche e cartografie geotematiche. Per fare qualche esempio di attività portate avanti dal laboratorio, la recente microzonazione  sismica delle aree colpite dal terremoto nell’Italia centrale o per quelle dell’Aquila nel 2009; il “Progetto Frane” di Roma Capitale per la caratterizzazione dei terreni dove si sono verificate situazioni di dissesto; oppure la valutazione delle caratteristiche geomeccaniche di terreni provenienti dalla centrale nucleare Garigliano o la caratterizzazione geotecnica dei terreni di numerosi siti da adibire a discarica nell’ambito dell’emergenza rifiuti nella regione Campania.

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Le attività dei Laboratori di Metrologia ambientale hanno come finalità l’armonizzazione dei metodi di misura, a garanzia della comparabilità a livello nazionale dei dati analitici e per assicurare la qualità delle prestazioni offerte dal Sistema nazionale di protezione ambientale nell’ambito delle proprie attività di monitoraggio e controllo ambientale.  I laboratori perseguono tale obiettivo attraverso la produzione e la diffusione di strumenti per l’assicurazione ed il controllo di qualità dei dati analitici (procedure di QA/QC) quali: la produzione di Materiali di riferimento (certificati e non), l’organizzazione di Confronti interlaboratorio (prove valutative e studi collaborativi) e la predisposizione di manuali e linee guida. In questo ambito i laboratori di Metrologia ambientale svolgono la funzione di Laboratorio nazionale di riferimento per la qualità dell’aria e partecipano al relativo network europeo AQUILA coordinato dal Joint Research Centre della Commissione Europea.

Per poter svolgere il proprio ruolo i Laboratori (fissi e mobili), oltre ad essere certificati ISO 9001 sono accreditati come Laboratorio di taratura e per la produzione di Materiali di riferimento certificati rispettivamente ai sensi della UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e della ISO Guide 34 (Centro LAT n.211), come Laboratorio di prova per le misure di PM10 e PM 2,5 ai sensi della UNI CEI EN ISO/IEC 17025 (Centro LAB. n. 1562) e per la organizzazione di prove valutative ai sensi della UNI EN CEI ISO/IEC 17043 (Centro PTP n. 10).

Oltre a laboratori chimici fissi e mobili per misure organiche e inorganiche, particolare sviluppo è stato dato alla valutazione della tossicità acquatica con l’organizzazione di circuiti d’interconfronto di metodi ecotossicologici attraverso l’utilizzo di diversi organismi. Inoltre, per garantire la possibilità di organizzare le attività inerenti la fauna ittica è stato attivato un laboratorio, autorizzato dal Ministero della Sanità, adibito alla stabulazione di pesci.

La Direttiva quadro sulle Acque recepita con il D. Lgs. 152/2006 e i suoi regolamenti e decreti attuativi applica il vero approccio ecologico, orientato ad uno sviluppo sostenibile e ad una gestione integrata delle risorse idriche. Nell’ambito delle attività di implementazione della Direttiva è stato avviato in collaborazione con Snpa un percorso finalizzato allo sviluppo, all’adeguamento e alla diffusione su tutto il territorio nazionale dei metodi di campionamento e analisi degli elementi di qualità biologici per la classificazione dello stato ecologico delle acque dolci superficiali. Sono stati quindi attivati nel tempo, in collaborazione con Arpae e con il Cisba, confronti interlaboratorio per assicurare l’omogeneità di comportamento e la capacità degli operatori delle Arpa/Appa nelle operazioni di campionamento e analisi dei macroinvertebrati bentonici nei corsi d’acqua, mentre in collaborazione con Iss e Arpa Trento  sono stati organizzati interconfronti su identificazione e conteggio delle Diatomee bentoniche nei corsi d’acqua. È stato messo a punto e si sta attualmente intercalibrando con la Comunità europea il metodo per la classificazione dello stato ecologico dei corsi d’acqua tramite analisi della fauna ittica.

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In ultimo, il laboratorio di Chimica ambientale – Microinquinanti organici svolge attività analitica per il monitoraggio della contaminazione chimica dell’ambiente marino costiero e di transizione. Il laboratorio monitora i contaminanti organici di origine antropica nelle matrici marine acqua, sedimenti ed organismi mediante metodiche standardizzate o messe a punto al proprio interno. I dati analitici prodotti sono di supporto nella valutazione della qualità dell’ambiente marino costiero e degli eventuali impatti prodotti su di esso dalle attività antropiche. Attualmente, le principali linee di attività perseguite nell’ambito di progetti di ricerca e di supporto istituzionale,  riguardano le seguenti tematiche: analisi di contaminanti organici nelle diverse matrici marine per il monitoraggio degli impatti derivanti da attività antropiche in aree off-shore; la messa a punto di nuove metodologie analitiche per l’analisi di contaminanti organici in matrici ambientali marine; il monitoraggio della qualità ambientale delle acque marino-costiere mediante mussel watch attivo; il supporto analitico alla individuazione  delle sorgenti di inquinamento in caso di versamenti, accidentali e non, di idrocarburi del petrolio (oil spill) mediante la tecnica del fingerprinting.

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