I pollini in Calabria

Dal 2013 è stata attivata in Arpacal la prima stazione di monitoraggio di pollini e spore aerodisperse. La stazione di Reggio Calabria, partecipa alla Rete italiana di monitoraggio aerobiologico del Sistema delle agenzie ambientali, denominata POLLnet, nata per integrare su un’unica piattaforma le reti provinciali e regionali di aerobiologia.

Questa rete viene affiancata anche da una nuova Rete dei Referenti “Pollini” che ha il compito, appunto, di individuare le tematiche da approfondire, proporre le azioni da sviluppare per promuovere le attività ed elaborare piani di lavoro di dettaglio da sottoporre al Comitato tecnico permanente del sistema agenziale. La Rete dei referenti, inoltre, sovraintende a tutte le attività di POLLnet e per le quali esprime parere vincolante.

Il monitoraggio aerobiologico consente di sapere tipologia e quantità di pollini e spore disperse giornalmente in atmosfera. Il campionamento aerobiologico avviene attraverso un campionatore volumetrico di tipo Hirst posizionato sul tetto dell’edificio del dipartimento Arpacal di Reggio Calabria a Gallico Superiore (30 m s.l.m.), ad un’altezza di circa 15 m dal suolo. Tramite una pompa che aspira 10±1 litri/min di aria, corrispondente alla capacità respiratoria, pollini e spore fungine aerodispersi vengono convogliati nel condotto di aspirazione e diretti su una superficie di campionamento opportunamente trattata per trattenere le particelle. L’ attività di biomonitoraggio prevede la cattura dei pollini e delle spore aerodisperse su un nastro siliconato installato su un tamburo rotante posto all’interno del catturatore volumetrico. Il nastro viene poi sezionato in parti corrispondenti alle singole giornate di campionamento, trasferito su vetrini, colorato e analizzato al microscopio ottico per il riconoscimento dei granuli di pollini. Il successivo conteggio giornaliero dei pollini permette di realizzare il bollettino pollinico settimanale.

In base al conteggio dei granuli pollinici viene stimata la concentrazione media giornaliera dei pollini e delle spore aerodisperse.

Tali concentrazioni vengono raccolte settimanalmente nel bollettino dei pollini e delle spore fungine, emesso a cadenza settimanale e pubblicato sul sito della rete POLLnet e sulla sezione dedicata su arpacal.it .

Per quanto riguarda il 2016 si è notata la netta predominanza della famiglia delle Urticaceae rispetto alle altre, con un indice pollinico in aumento che ha raggiunto il valore record di 39.886.

La famiglia delle Urticaceae, rappresentata dai generi Urtica e Parietaria, ha raggiunto altri primati nell’anno 2016: con ben 220 giorni vanta infatti la durata più lunga della stagione pollinica (calcolata secondo Jäger et al.), ha registrato il picco massimo di concentrazione pollinica pari a 969 pollini/m3 nella giornata del 21 marzo scorso rispetto a tutti i taxa pollinici individuati; inoltre sono stati ben 138 i giorni del 2016 in cui i pollini di Urticaceae hanno raggiunto un’alta concentrazione, il valore più alto degli ultimi 4 anni come si nota dal grafico sottostante.

 

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