Il 2016 anno caldo anche in Lombardia

Nel 2016, anno più caldo a livello globale dal 1880, i valori di temperatura in Lombardia sono risultati in linea con il trend di riscaldamento in atto.

Il tema del cambiamento climatico è entrato di prepotenza in tutte le fonti di informazione. Secondo gli ultimi dati raccolti, la temperatura globale negli ultimi 150 anni è aumentata di 0,8 °C, mentre le previsioni vedono un ulteriore innalzamento fino a 2°C in più rispetto ai valori pre-industriali. Molto vulnerabili agli effetti del riscaldamento in atto sono il nostro paese e l’area del Mediterraneo.

Ci troviamo a dover fronteggiare un trend di aumento globale della temperatura che avrà conseguenze in qualche caso significative e irreversibili, tra le quali ritroviamo: scioglimento dei ghiacci marini e terrestri, mutazioni ed estinzione di alcune specie animali, acidificazione dei mari. Quest’ultima conseguenza, soprattutto, è direttamente correlata alle emissioni di anidride carbonica in costante aumento e superiori del 40% dall’età pre-industriale. Emissioni di combustibili fossili ma non solo, tra i problemi spiccano le emissioni nette legate al cambio di uso del suolo.

Assodato il trend di riscaldamento del Pianeta e le possibili conseguenze, è importante sottolineare più nel dettaglio come avverranno i cambiamenti e se ci saranno differenze a livello continentale. Nel suo rapporto l’Ipcc spiega: “Il riscaldamento continuerà a mostrare una variabilità da interannuale a decennale e non sarà uniforme a livello regionale”.
Nelle simulazioni condotte con un sofisticato modello climatico (CMIP5) emergono essenzialmente 4 possibili scenari, tutti a evidenziare l’aumento delle temperature ma con modalità differenti. (Ipcc – Quinto rapporto di valutazione, s.d.).
Citiamo lo scenario “meno estremo” e quello “più estremo” anche per evidenziare la variabilità nello spazio, oltre che nel tempo.
Si sottolinea infatti, che l’Artico si riscalderà più rapidamente della media globale, e il riscaldamento medio sulla superficie terrestre sarà maggiore che sopra gli oceani.

Scenari climatici IPCC al 2100 (IPCC – Quinto rapporto di valutazione, s.d.)

L’Italia e l’area del Mediterraneo risultano essere particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.
Il nostro Paese negli ultimi 50 anni ha fatto spesso registrare valori di anomalia positiva più elevati rispetto alla media globale.

Serie delle anomalie di temperatura media globale sulla terraferma e in Italia, rispetto ai valori climatologici normali 1961-1990. Fonti: NCDC/NOAA e ISPRA. Elaborazione: ISPRA (ISPRA, s.d.)

All’interno del dato nazionale cerchiamo di inquadrare la regione Lombardia, la quale ha confermato nel 2016 (anno più caldo a livello globale dal 1880 (NOAA – Rapporto sul clima globale 2016, s.d.) valori di temperatura in linea con il trend di riscaldamento in atto.

Temperatura media mensile per la pianura Lombarda nel 2016 confrontata con la media 2002-2015. (Arpa Lombardia, s.d.)

Nel dettaglio osserviamo un valore medio superiore rispetto alla media 2002-2015 soprattutto nei primi due mesi nell’anno, mentre sotto la media si posizionano i mesi di maggio, giugno e gran parte dei mesi autunnali.
Le precipitazioni hanno evidenziato una grossa variabilità, risultando essere mediamente superiori alla media di riferimento nel primo semestre, salvo poi far segnare un deficit importante su parte dell’autunno e specialmente in dicembre.

Precipitazioni mensili sulla Lombardia. Confronto tra 2016 e la media 2002-2015 (Arpa Lombardia, s.d.)

Nota per l’interpretazione dei grafici
Fig. 3-4. La linea verde (per la temperatura) e la linea rossa (per le precipitazioni) rappresentano la mediana della distribuzione media mensile calcolata a partire dalle osservazioni orarie (temperatura media, precipitazione cumulata) osservate dalle stazioni nel 2016. La linea nera continua rappresenta la mediana della distribuzione che si ottiene considerando il periodo dal 2002 al 2015; la banda grigio scuro delimita l’area compresa fra il 25-esimo e il 75-esimo percentile della distribuzione considerando il periodo dal 2002 al 2015, mentre la banda grigia più chiara delimita l’area compresa fra il 10-imo e il 90-esimo percentile.

Riferimenti
Arpalombardia. (s.d.). Rete di monitoraggio
IPCC – Quinto rapporto di valutazione
SCIA-ISPRA 
NOAA – Rapporto sul clima globale 2016

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