Il cambiamento climatico, un rischio ambientale

Il clima e i suoi cambiamenti influenzano ormai la nostra società. È tempo che le attività che li riguardano, gli impatti che possono determinare, le azioni necessarie a limitarne gli effetti, trovino una collocazione definita nell’ambito del Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa).

Il clima e i suoi cambiamenti, a breve e a più lungo termine, influenzano ormai quotidianamente la nostra società, il sistema economico e produttivo e l’organizzazione sociale, l’accesso alle risorse e la qualità della vita. Gli effetti del riscaldamento globale non sono solo dovuti all’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi, ma anche all’impatto che eventi “moderati” possono determinare se sovrapposti ad un trend di cambiamento graduale, o se ne aumenta la variabilità nel tempo, se sinergici fra loro o, ancora, se si sovrappongono a fattori, anche indipendenti dal clima, che portano ad un indebolimento strutturale della società: l’invecchiamento della popolazione, l’impoverimento del tessuto sociale, la crisi economica, la riduzione delle risorse culturali.

Gli scenari climatici futuri ci prospettano, anche con le tempestive e più efficaci misure di mitigazione dei gas climalteranti, un significativo aumento della temperatura media globale nel corso del secolo, che comporteranno per l’Italia, al centro di un’area considerata un “hot spot” del cambiamento climatico, esacerbate e inedite pressioni sull’ambiente, sulle risorse naturali e, direttamente o indirettamente, sulla salute pubblica.

È pertanto inevitabile che il rischio climatico sia considerato nell’ambito dei rischi ambientali riconosciuti tra gli aspetti di cui il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente deve svolgere la funzione di sviluppo delle conoscenze e produzione, promozione e diffusione pubblica dei dati tecnico-scientifici e delle conoscenze ufficiali, come attribuito dalle funzioni elencate nella legge 132/2016, istitutiva del Sistema stesso. Questo passaggio rappresenta una importante opportunità per il Sistema per aggiungere una chiave di lettura fondamentale allo stato dell’ambiente e una dimensione temporale alla sua qualità, anche futura, ad oggi non considerata. Il supporto e il sostegno alle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica e alla loro attuazione diventano cosi contestualizzate, più robuste e collocate in una dimensione evolutiva.

Integrare le competenze e le conoscenze di settori diversi, utilizzare gli indicatori non solo per descrivere lo stato, i determinanti e le pressioni ma anche gli impatti e gli effetti delle misure e delle politiche, con l’attenzione ai feedback che ne derivano in un processo ciclico di miglioramento, passare dai dati all’informazione, comunicare al pubblico, mantenere un sistema di relazioni con il mondo della ricerca, con le istituzioni e con gli utenti stessi dei servizi, fanno parte del patrimonio che le Agenzie portano nel Sistema e sono le caratteristiche necessarie di un’organizzazione che deve occuparsi di dare indirizzi tecnici, sostegno e sostenibilità alle politiche ambientali, nonché misurarne l’efficacia e individuarne azioni migliorative. È quindi il tempo che le attività che riguardano il clima e i suoi cambiamenti, gli impatti che questi possono determinare, le azioni necessarie a limitarne gli effetti negativi, dalla proposizione alla misura dell’efficacia, trovino una collocazione definita nell’ambito del Sistema e contribuiscano a tracciarne l’identità.

Per approfondimenti sui cambiamenti climatici è possibile visionare:

    • Un video dell’Agenzia europea per l’ambiente

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