Il Centro funzionale Arpa Calabria

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Il Centro funzionale è una struttura di Arpacal che ha raccolto in Calabria l’eredità del Servizio idrografico e mareografico nazionale (la cui competenza è stata trasferita dallo stato alle Regioni con il Dlgs n. 112 del 31.3.1998). Il Centro ha come compito principale il rilevamento sistematico, su tutto il territorio regionale, delle grandezze relative al clima terrestre. Esso effettua anche la validazione dei dati , tutti rilevati in stretta osservanza degli standard nazionali e internazionali, e provvede alla pubblicazione degli stessi sul WEB, oltre che alla fornitura a tutti coloro che ne abbiano interesse.

Il Centro funzionale fornisce anche un essenziale supporto al sistema nazionale e regionale di protezione civile. Esso infatti gestisce il nodo calabrese della rete dei centri funzionali, coordinata dal Dipartimento nazionale della protezione civile, svolgendo i compiti previsti dalla direttiva del presidente del Consiglio del 27 febbraio 2004 e dalla direttiva sul Sistema di allertamento per il rischio idrogeologico e idraulico in Calabria.

Il Centro funzionale effettua costantemente il monitoraggio delle precipitazioni e degli altri fenomeni in atto: la struttura è infatti operativa tutti i giorni dell’anno, e in caso di allerta meteo opera in h24. Qualora rilevi valori superiori alle soglie di allertamento o ravvisi situazioni che possono avere effetti rilevanti sulle attività  umane o mettere in pericolo la vita stessa dei cittadini che si trovano nell’ area interessata, il Centro funzionale avvisa la sala operativa regionale di protezione civile ai fini del successivo allertamento delle strutture comunali e delle altre componenti del sistema di protezione civile.

Il territorio calabrese, come è noto, è orograficamente non omogeneo e caratterizzato da una morfologia che presenta pendenze di versante notevoli accoppiate a una geologia e una litologia estremamente varia.
La caratteristica principale, dal punto di vista squisitamente idrologico, consiste nella mancanza o quasi di bacini imbriferi vasti. Infatti il bacino più grande è quello del fiume Crati, che non supera i 1.350 kmq. Oltretutto, tale superficie è per almeno l’80% caratterizzata da piccoli sottobacini che presentano notevoli gradienti di quota e, quindi, le caratteristiche di deflusso anche del corso d’acqua principale mantengono i connotati torrentizi. Per questo motivo, sia in fase di previsione-prevenzione che in quella di monitoraggio, si è obbligati a fare poco affidamento sull’utilizzo di strumenti che schematizzino, seppur in dettaglio, il comportamento idraulico dei corsi d’acqua (se non in fase di individuazione a priori dei probabili eventi che possano verificarsi) e, in taluni casi, la stessa risposta idrologica dei bacini.

La disomogeneità del territorio calabrese e dei suoi piccoli bacini idrografici spiega la scelta di utilizzare un sistema di allertamento basato su soglie di natura pluviometrica. Il centro funzionale ha sviluppato un software che individua il superamento delle soglie di rischio e fa scattare l’avviso di criticità.

Il sistema di allertamento si avvale di un software sviluppato completamente all’interno del Centro. Tale software, noto con il nome di Mosip, è composto da due moduli: Il primo modulo è in esecuzione costante sui server del Centro.
Ogni 15 minuti (intervallo di polling della rete meteo regionale) acquisisce i valori di precipitazione registrati in tempo reale dalla rete stessa, aggregati su durate di 1, 3, 6, 12 e 24 ore.

Relativamente a ciascunoa aggregazione esegue un ragguaglio areale mediante interpolazione spaziale. Le mappe di precipitazione vengono “clippate” su poligoni rappresentanti sia il territorio dei 409 comuni calabresi che i bacini imbriferi chiusi in corrispondenza di sezioni idrauliche individuate all’interno degli stessi territori comunali. I valori ottenuti vengono confrontati con soglie pluviometriche relative sia al rischio di tipo idrogeologico (smottamenti e frane) che di tipo idraulico (esondazioni). Tali soglie hanno la caratteristica di essere variabili a seconda della “storia” pluviometrica recente dei luoghi: in sostanza il valore soglia “a suolo secco” viene abbattuto in funzione delle precipitazioni precedentemente registrate in quel luogo. Naturalmente esiste un valore soglia per ciascun comune e per ciascuna tipologia di rischio. Le soglie sono articolate su 3 livelli di allertamento, a parte quello nullo. Il modulo produce un file binario ogni 15 minuti che sintetizza gli eventuali superamenti di soglia. Tale file binario viene letto dal secondo modulo, un’interfaccia utente mediante la quale i funzionari di turno in sala operativa compilano automaticamente un Avviso di criticità per Evento in Atto e lo inviano alla Sala operativa regionale di Protezione civile Questa, secondo normativa, lo adotta e lo inoltra agli enti territoriali competenti.

Si intendono sviluppare e implementare le capacità di previsione e prevenzione dei rischi idrogeologici e idraulici del Centro funzionale, operando sostanzialmente in quattro ambiti strategici:

  • Monitoraggio

Si propone quindi di infittire la rete dei pluviometri sull’intero territorio calabrese, posizionare delle stazioni di rilevamento idrometrico in corrispondenza di sezioni fluviali più critiche ed implemetare con le relative scale di deflusso ed installare, lungo le coste, un numero di anemometri sufficiente per determinare le caratteristiche del regime eolico cui sono sottoposte le coste stesse. Inoltre, si implementerà l’attuale sistema di rilevamento delle fulminazioni Lampinet, volta all’identificazione delle aree d’instabilità convettiva esi procederà all’acquisizione di un radar meteorologico carrellato in banda X. Verranno acquisiti dei droni ad ala fissa e rotante al fine di poter effettuare sopralluoghi  di aree di interesse, sia in fase di evento che post evento.

  • Archiviazione delle informazioni

Il sistema che si vuole realizzare dovrà essere in grado di acquisire macroscopicamente due categorie di fonti: «esterne» rispetto al sistema che si vuole progettare (es. Social e web) e «interne» (es. sensori ambientali, server, etc). Vista la sensibilità dei dati trattati ma soprattutto dei servizi erogati, cosi come richiesto dal CAD – Codice dell’Amministrazione digitale, il nuovo sistema sarà ridondato geograficamente nelle due sedi Arpacal a Catanzaro e a Cosenza.

  • Istituzione dell’Area Meteo

Verrà creata e attivata l’Area meteorologica della Regione Calabria, così come previsto della Direttiva del presidente del Consiglio dei ministri sul rischio idrogeologico e idraulico. L’Area Meteo provvederà allo sviluppo autonomo di previsioni meteo-idrologiche anche attraverso modelli numerici avanzati e l’utilizzo di personale adeguatamente formato.

  • Allertamento

Sarà costituito un sistema web based dal quale sarà possibile consultare, da parte dei funzionari, ou meteo-idrogeologica ed idraulica oltre che le uscite del modello AIB. Si vuole costituire il portale AllertaCal.gov.it che mira allo sfruttamento delle possibilità offerte dal web 2.0. Si utilizzeranno i social media per diffondere informazioni meteo e/o criticità ed instaurare un dialogo con gli utenti. Verranno sviluppate apposite App per i sistemi operativi mobile più comuni: Android, iOS e Windows Phone.

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