Snpa, approvati gli indirizzi per applicare la procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali

Il Consiglio federale del Snpa ha approvato gli indirizzi per l’applicazione della procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali. Gli elementi salienti del documento Indirizzi per l’applicazione della procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali ex Parte VI-bis, Dlgs 152/2006, predisposto dal gruppo di lavoro Ecoreati.

E’ stato approvato dal Consiglio federale il documento Indirizzi per l’applicazione della procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali ex Parte VI-bis, D.Lgs. 152/2006 (delibera n.82 del 29.11.2016) del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa). A poco più di un anno dall’entrata in vigore della legge 22 maggio 2015 n. 68 Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente, si tratta di un primo importante risultato in vista una quanto più omogenea applicazione delle nuove norme da parte di Ispra e delle Arpa/Appa, gli enti appartenenti al Sistema.

Il documento, approvato nella seduta dello scorso 29 novembre dal Consiglio federale, organismo collegiale con funzioni di indirizzo e promozione dello sviluppo coordinato del sistema, potrà essere un utile riferimento anche per tutti i corpi di polizia che operano nel contrasto ai reati ambientali.

Il testo è accompagnato dalla pubblicazione di una banca dati Web dei documenti di indirizzo emessi da enti pubblici sull’intero territorio nazionale per l’applicazione della legge 68/2015.

Il documento rappresenta il frutto delle attività condotte da un gruppo di lavoro interagenziale nominato dal Consiglio federale, nel luglio 2015, e incaricato di approfondire gli aspetti attuativi della suddetta legge. In particolare, il mandato del gruppo di lavoro Ecoreati era quello di avviare un osservatorio delle problematiche giuridiche e degli indirizzi emessi da parte dei molteplici organi e soggetti pubblici coinvolti nell’applicazione della legge 68/2015, nonché di costituire un momento di sintesi ed elaborazione delle migliori pratiche applicative, in vista di formulare linee di indirizzo comuni per gli enti del Snpa. Impegno che è apparso da subito strategico, considerando l’ampio coinvolgimento di Ispra e delle Arpa/Appa nella ricerca e accertamento dei nuovi delitti contro l’ambiente e nell’attuazione della nuova procedura estintiva delle contravvenzioni ambientali introdotti dalla L 68/2015.

Nelle prime fasi della sua attività, il gruppo di lavoro (coordinato da Arpa Toscana) si è focalizzato prevalentemente sull’applicazione della nuova procedura di estinzione delle contravvenzioni ambientali di cui alla Parte VI-bis del Dlgs 152/2006 (per una descrizione vedi l’allegato C al documento di indirizzi) ed a tal fine ha raccolto ed esaminato i documenti di indirizzo emessi da una cinquantina di soggetti pubblici, sull’intero territorio nazionale.

All’indomani dell’entrata in vigore della L 68/15, infatti, varie Procure (sia di livello generale, che circondariale) hanno emesso linee guida e documenti di indirizzo rivolti agli organi di polizia giudiziaria ed agli enti che svolgono attività di polizia giudiziaria in campo ambientale. Altri documenti di indirizzo, di taglio più operativo, sono stati emessi dalle Arpa/Appa nonché da altri organi di vigilanza/enti pubblici coinvolti nell’applicazione delle nuove norme (v. accordi tra enti di vigilanza, indirizzi di livello locale ecc.).

L’analisi dei documenti – svolta da un apposito sottogruppo “giuridico” (i cui risultati sono contenuti nell’allegato A e nell’allegato B e relative tabelle sinottiche al documento di indirizzi per il Snpa) – ha messo in luce una tendenziale non univocità nelle letture interpretative espresse sui vari temi. Per questo, in merito agli aspetti ritenuti maggiormente problematici per gli operatori di vigilanza (v. per es. tipologia delle contravvenzioni ammesse alla procedura, criteri di valutazione del danno o pericolo di danno, regime transitorio, ecc.) il documento di indirizzi approvato dal Consiglio federale offre un primo quadro di orientamenti interpretativi e tecnico/procedurali comuni e condivisi tra gli enti appartenenti al Snpa, a uso dei relativi operatori di vigilanza.

In parallelo alle attività di analisi giuridica è stata altresì svolta, da parte di un apposito sottogruppo “tecnico”, un’ulteriore attività di analisi e confronto delle migliori pratiche maturate dalle Arpa/Appa in merito alla procedura estintiva dei reati: ne è scaturita la proposta di primi criteri applicativi e di una casistica di prescrizioni-tipo relative ai reati di più frequente accertamento (v. illeciti in materia di rifiuti, scarichi, emissioni in atmosfera, impianti AIA). Dal punto di vista tecnico, si tratta di indicazioni e criteri che consentono agli operatori del Snpa di passare dal dato meramente letterale della norma, alla sua concreta declinazione nelle differenti ipotesi contravvenzionali, delineando anche prime possibili chiavi di lettura applicativa di quelle di disposizioni che presentano margini di insufficiente o non univoca definizione (v. per es. la valutazione della sussistenza del danno o del pericolo concreto e attuale di danno che la norma individua quale condizione ostativa all’esperibilità della procedura di estinzione dei reati).

Pur essendo stato conseguito un buon livello di condivisione delle soluzioni suggerite e di consapevolezza delle problematiche sottese, il documento, potrà tuttavia avere una portata cogente e di riferimento, necessariamente condizionata dalle eventuali diverse linee interpretative e/o procedurali espresse delle Procure di riferimento. In generale e nel merito di ciascun aspetto controverso, resterà infatti doveroso dare seguito alle diverse indicazioni delle Procure, sia per quelle Agenzie il cui personale di vigilanza opera con qualifica di Upg (per il quale la specifica natura del rapporto di dipendenza funzionale dall’autorità giudiziaria lo impone), sia per quelle Agenzie che attualmente non dispongono di operatori con detta qualifica, per le quali il rapporto con la Procura competente resta, in ogni caso, di fondamentale importanza.

Pur con questi limiti, si tratta di un risultato importante, sicuramente utile per l’operatività del Sistema, che di recente, con la pubblicazione della legge 132 del 28 giugno 2016 ha visto rafforzare e collegare in una logica di rete nazionale le proprie attività istituzionali di controllo e conoscenza ambientale, ora incluse nei Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) di neo istituzione.

Si auspica inoltre che il lavoro svolto possa essere anche di stimolo per una riflessione più ampia, a livello nazionale, circa i fabbisogni di coordinamento e omogeneità applicativa della L. 68/2015 a beneficio della tutela dell’ambiente e della certezza del quadro normativo vigente. Le attività realizzate hanno infatti permesso di enucleare anche una serie di proposte di modifica/precisazione delle disposizioni normative di più difficile interpretazione, da rivolgere agli organi istituzionalmente preposti.

Considerando infine la presumibile evoluzione delle letture interpretative della L. 68/2015 e la progressiva uscita delle prime pronunce giurisprudenziali, il documeto di indirizzi approvato dal Consiglio Federale dovrà essere verificato e aggiornato progressivamente. Inoltre, dovrà essere effettuato un ampliamento della casistica delle prescrizioni tipo alle ulteriori ipotesi contravvenzionali non comprese nella prima fase di lavoro, anche in vista di una verifica e di un ulteriore sviluppo dei criteri di valutazione degli effetti dei reati. Tali attività consentiranno infatti anche una sempre più precisa demarcazione della linea di confine tra contravvenzioni ambientali prescrivibili e non, da un lato, e nuovi delitti ambientali, dall’altro. Per questo, il Consiglio federale ha deliberato la prosecuzione a tutto il 2017 delle attività di osservatorio e di approfondimento tecnico rinnovando il mandato al gruppo di lavoro interagenziale.

Andrea Poggi, coordinatore GdL Ecoreati del Sistema nazionale di protezione ambientale 

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