Il Laboratorio di metrologia di Palermo, un’eccellenza tutta siciliana

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Dopo aver ottenuto l’accreditamento per i settori “Campioni di massa” e “Bilance” il laboratorio opera anche conto terzi, garantendo un servizio di elevata qualità e rappresentando un’importante posta attiva nel bilancio dell’Agenzia.

Il Laboratorio di metrologia di arpa Sicilia opera nell’ambito della U.O. Qualità aziendale e ha sede presso i locali della Direzione generale dell’Agenzia, da cui direttamente dipende, come struttura di supporto e di riferimento regionale per i laboratori delle sedi territoriali dell’Agenzia.

Grazie alla qualità delle apparecchiature di cui il laboratorio dispone d alla specifica professionalità sviluppata dagli operatori, il Centro di taratura è in grado di offrire i seguenti servizi:

1) Taratura del valore convenzionale di massa dei corpi fisici (in regime di accreditamento Accredia ISO/IEC 17025). Il laboratorio effettua determinazioni del valore convenzionale di massa nel campo di misura 1mg -2kg in classe E2.

2) Taratura di bilance elettroniche (in regime di accreditamento Accredia ISO/IEC 17025). Il campo di lavoro è accreditato da 1mg ÷ 3,5kg.

3) Taratura di catene termometriche (in regime di conformità alla ISO/IEC 17025). Il campo di misura è compreso tra -20 ÷ +120 °C.

4) Taratura di microdispensatori di volume (in regime di conformità alla ISO/IEC 17025). La taratura è effettuata mediante metodo gravimetrico fino per volumi compresi tra 10 ml e 1µl.

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Dopo aver ottenuto l’accreditamento per i settori “Campioni di massa” e “Bilance” (Accredia LAT n. 223 dal luglio 2011), il laboratorio opera anche conto terzi, garantendo un servizio di elevata qualità metrologica. Per entrambi i settori accreditati, infatti, le misure di taratura presentano una incertezza molto bassa, confrontabile con le migliori prestazioni disponibili nel territorio nazionale.

Arpa Sicilia, inoltre, è la prima Agenzia, nell’ambito del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, ad avere ottenuto l’accreditamento ISO/IEC 17025 per la taratura di masse e bilance con il conseguente riconoscimento di competenza tecnica nel garantire la riferibilità al Sistema internazionale di unità di misura dei risultati delle proprie misure .

Perché è così importante la riferibilità o tracciabilità metrologica?

L’esigenza di garantire un sistema di grandezze riferibili (riconducibile a campioni unici e condivisi quindi “tracciabile”) rappresenta il fondamento su cui si basa la determinazione quantitativa di qualunque grandezza e il presupposto indispensabile a garanzia della confrontabilità dei risultati analitici. Questione, questa, particolarmente critica per le Agenzie di protezione ambientale, i cui risultati devono essere garantiti e di garanzia per tutti: cittadini, imprese, amministrazioni pubbliche.

La disponibilità di misure “tarate” di masse (bilance), di temperature (termometri) e di volumi (micro pipette) è fondamentale anche nel controllo di parametri importanti delle apparecchiature complesse utilizzate dai laboratori di prova (GC, AAS, ICP ecc.), ma non può risolvere da sola il problema della loro taratura, così come non può garantire la riferibilità dei risultati delle misure ottenute dall’applicazione di metodi di prova analitici, che implicano numerose operazioni non soltanto riconducibili a pesate e diluizioni a volume.

I laboratori di prova si trovano quindi nella necessità di trovare il modo di affrontare e risolvere, quasi olisticamente, ossia “in un colpo solo”, tutta la complessità del problema, che nel caso delle “misure di prova” consisterebbe nella riferibilità della “quantità” trovata al campione di riferimento del Sistema internazionale (SI) di quantità misura. Solo che l’unità di misura di quantità è “la mole”! Basta leggerne la definizione per capire che la soluzione aggrava il problema: “La mole è definita come la quantità di sostanza che contiene un numero di entità pari al numero degli atomi presenti in 12 gr di carbonio C12”

E tuttavia i laboratori che intendono operare in conformità alla ISO/IEC 17025, devono essere in grado di dimostrare come realizzano la riferibilità agli appropriati “campioni o materiali di riferimento”.

Entrano in scena i “Materiali di riferimento”, Meno male; si smette di parlare di “valore vero” del campione analizzato. Ma solo di un valore di riferimento.

La soluzione, accettata a livello internazionale, prevede di utilizzare materiali di riferimento certificati, prodotti da laboratori accreditati che preparano campioni di analiti dispersi in una data matrice, assicurandone la stabilità e la omogeneità e organizzano quindi circuiti di interlaboratorio partecipati da laboratori esperti (collaborative trial) che usano ciascuno metodi diversi (con tecniche analitiche diverse) e apparecchiature controllate in buon funzionamento.

Il risultato medio ottenuto e la sua “deviazione standard” (incertezza del risultato) costituisce il Materiale di riferimento certificato (MRC) utilizzabile dai laboratori di prova per controllare e “tarare ” con una procedura statistica adeguata il risultato.

Purtroppo la disponibilità di MRC è ancora limitata, per cui i laboratori, per controllare la loro capacità di ottenere risultati validi, devono partecipare a circuiti interlaboratorio (Proficiency test) di loro interesse, comunque organizzati da provider accreditati.

La partecipazione, senza rilievi negativi, a tali circuiti è condizione necessaria per poter presentare la domanda di accreditamento del metodo di prova.

Condizione, quest’ultima, necessaria anche per la domanda di accreditamento di metodi di misura più semplici quali, appunto, quelli che riguardano la taratura di masse, bilance, micropipette, termometri.

Testo a cura di Michele Fiore – Dirigente responsabile della UOS Qualità Aziendale presso la Direzione generale di Arpa Sicilia

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