Il monitoraggio dei cem in Emilia-Romagna, i dati e le mappe online

In Emilia-Romagna la rete di monitoraggio dei cem da stazioni radio base per telefonia mobile e da impianti radio televisivi è attiva dal 2002. Arpae realizza il monitoraggio con strumenti rilocabili che rilevano automaticamente e in continuo i livelli di campo elettromagnetico. Dati e mappe sono disponibili sul sito dell’Agenzia.

In Emilia-Romagna la rete regionale di monitoraggio dei cem ad alta frequenza – SRB (stazioni radio base per telefonia mobile) e RTV (impianti radio televisivi) – è attiva dal 2002; nel 2001, Arpa ha avviato e perfezionato sul piano tecnico e metodologico la rete di monitoraggio, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria elettronica e sistemistica dell’Università di Bologna nell’ambito del progetto Elettra. Tra 2003 e 2006, si è integrata con la rete nazionale coordinata da Ispra e formata dalle singole Agenzie per l’ambiente. 

L’Agenzia, dall’istituzione di Arpa nel 1995 alla sua evoluzione in Arpae nel 2016, ha comunque sempre garantito supporto alle amministrazioni locali e ai cittadini, anche istituendo il Centro tematico regionale come punto di riferimento regionale e nazionale; inoltre, un Accordo di programma tra Arpa, Regione, Province e Aziende Usl prevede tra le attività istituzionali obbligatorie dell’Agenzia “la gestione delle reti di monitoraggio ambientale”, tra le quali è espressamente citata quella delle “radiazioni non ionizzanti” (cem). Questo quadro istituzionale e tecnico pone l’Emilia-Romagna tra le regioni più avanzate nel controllo nel monitoraggio dei campi elettromagnetici.

Il monitoraggio si realizza con strumenti di misura rilocabili (stazioni di monitoraggio o centraline), che rilevano automaticamente e in continuo i livelli di campo elettromagnetico presenti in determinati punti del territorio.
La variabilità temporale dei livelli di cem è legata sia alle caratteristiche di emissione e funzionamento delle sorgenti ad alta frequenza monitorate – legate anche alle continue innovazioni tecnologiche –, sia al mutare nel tempo del loro posizionamento sul territorio.

Centralina rilocabile per la rilevazione dei campi elettromagnetici

In generale, il monitoraggio in continuo dei cem ad alta frequenza permette di:
– analizzare situazioni territoriali particolarmente complesse, ad es. per la presenza di più sorgenti che variano nel tempo
– verificare sul campo i livelli di campo elettromagnetico simulati con modelli teorici in fase di valutazione preventiva degli impianti
– effettuare il monitoraggio di aree estese, migliorando il quadro conoscitivo dei livelli di cem presenti sul territorio
– effettuare un grande numero di misure sperimentali con un sensibile risparmio di tempo e risorse umane impiegate
– offrire un miglior supporto alle Amministrazioni locali nei processi di pianificazione urbanistica delle nuove installazioni e per progetti di riordino, risanamento o delocalizzazione di installazioni esistenti
– garantire una maggiore comunicazione e informazione alla popolazione, grazie alla visibilità in tempo reale dei dati
– confrontarei valori misurati con le soglie di riferimento normativo, oltre alle misure puntuali effettuate nelle attività di ispezione e vigilanza
– analizzare la variabilità temporale dei livelli di cem, in funzione delle diverse tipologie di sorgenti e destinazioni d’uso delle aree sensibili (asili, scuole, ospedali ecc.)

L’uso delle centraline di monitoraggio in continuo permette di verificare la variabilità dei segnali nell’arco delle 24 ore, intervallo temporale introdotto dalla normativa vigente (L 221/2012) per verificare la conformità dei valori rilevati al valore di attenzione e obiettivo di qualità (in entrambi i casi pari a 6 V/m), come media dei valori nell’arco delle 24 ore; in fase di controllo, con l’utilizzo delle centraline di monitoraggio in continuo, Arpae verifica sul campo se i valori riportati nella documentazione allegata alle istanze dei gestori sono attendibili.

Le stazioni sono posizionate in diversi punti del territorio, per periodi di durata variabile (da qualche settimana a qualche mese) e sono gestite a livello provinciale da 9 centri di controllo che effettuano l’acquisizione, validazione e pubblicazione dei dati rilevati e li trasmettono al database regionale.
Le campagne sono realizzate prevalentemente su programmazione annuale, in base a determinati criteri (es. la presenza di recettori sensibili), ma anche a seguito di accordi/convenzioni con gli enti locali, o su istanze specifiche di privati (esposti). Particolare rilevanza assumono le valutazioni preventive dei progetti che, attraverso la caratterizzazione preliminare delle emissioni di cem e della localizzazione degli impianti, permettono di indirizzare il controllo e il monitoraggio verso le situazioni più critiche.

I risultati dei monitoraggi sono pubblicati su web in forma di tabelle giornaliere (campagne in corso) e annuali (campagne concluse). I dati delle rilevazioni sono visualizzati anche su mappe tematiche navigabili, basate su piattaforma Google Maps, disponibili per ogni provincia.

Nel 2015 sono state effettuate in regione 150 campagne, prevalentemente in prossimità di impianti SRB e in misura minore in siti RTV.  Oltre il 99% dei valori di campo elettrico misurato nelle campagne di monitoraggio risultano inferiori a 6 V/m; in un’unica campagna il valore massimo è risultato superiore a 6 V/m, tuttavia il valore medio della campagna risulta più contenuto e ulteriori analisi strumentali dettagliate non hanno confermato tale superamento. Il 93% dei valori rilevati è risultato inferiore a 3 V/m in corrispondenza a installazioni con SRB – metà del valore di attenzione – mentre in corrispondenza di siti RTV tale percentuale risulta inferiore (61%).
Oltre al monitoraggio di SRB e RTV, Arpae effettua anche misure di cem da linee elettriche e cabine di trasformazione (ELF) i cui risultati sono pubblicati nell’Annuario dei dati ambientali.  

A cura di Laura Gaidolfi, Arpae Emilia-Romagna

Altre risorse

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