Il monitoraggio dei pollini in Veneto

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Una specifica app per telefoni mobili (smartphone) è dedicata ai pollini, dove possono essere visualizzate le concentrazioni polliniche degli ultimi tre giorni, con riferimento alle stazioni capoluogo di provincia, assieme alla previsione sulla concentrazione della settimana successiva, calcolata sui dati storici.

Come ogni anno In questa stagione si ripropone il problema delle allergie legate ai pollini. I più importanti pollini allergenici provengono da piante erbacee (Graminacee, Composite – tra cui l’Ambrosia, Urticacee – che comprendono la Parietaria) e da alberi (Nocciolo, Betulla, Olivo, Cipresso, Carpino). Affidati al vento per la loro diffusione (piante anemofile), vengono ritrovati anche a distanza di centinaia di chilometri. Principalmente in primavera, le piante liberano nell’aria innumerevoli minuscoli granuli di polline che, contenendo gli elementi maschili della riproduzione, hanno il compito di fecondare l’ovulo. Nelle regioni settentrionali, tra cui il Veneto, le Graminacee spontanee sono tra le maggiori responsabili delle allergie che si manifestano in primavera-estate.

La presenza dei pollini in aria è fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche: temperature anomale e piogge persistenti, come evidenziato in questi ultimi anni dai monitoraggi pollinici, possono indurre profonde modificazioni alla classica stagione dei disturbi da allergia a pollini, in termini di inizio, durata ed intensità. I periodi classici sono febbraio – aprile per gli allergici ai pollini d’albero a fioritura primaverile, aprile-giugno per gli allergici a pollini di graminacee o di olivo e maggio-settembre per i sensibilizzati alle urticacee, soprattutto alla parietaria. Sfuggire ai pollini è ben difficile ma è possibile adottare alcune “buone pratiche”: gli enti gestori del verde pubblico potrebbero introdurre piante a basso potere allergizzante e falciare le aree verdi incolte; i privati potrebbero mantenere “puliti” i giardini con tagli eseguiti prima della fioritura. L’allergico potrà informarsi sulle piante verso le quali è sensibilizzato e consultare i calendari pollinici (vedi esempio in tabella) per conoscerne la diffusione nell’arco dell’anno, evitando di frequentare gli spazi aperti a maggiore esposizione.

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ARPAV esegue il monitoraggio da metà gennaio a metà novembre con cadenza settimanale con stazioni meccaniche installate presso presidi ospedalieri o sedi di amministrazioni pubbliche, a copertura dell’intero territorio veneto.

La concentrazione di pollini/spore presenti nell’aria è rilevata con frequenza giornaliera. Ogni settimana sono emessi bollettini di sintesi, integrati dal commento del medico allergologo, che rappresentano graficamente le pollinazioni e forniscono un giudizio previsionale per la settimana successiva; con i dati raccolti, vengono preparati i calendari pollinici annuali, utili riferimenti per gli allergici e specialisti. ARPAV provvede inoltre a redigere, annualmente, il Rapporto sull’andamento delle pollinazioni, come rilevate nei capoluoghi di provincia, descritte attraverso l’uso di indicatori specifici.

Una specifica app per telefoni mobili (smartphone) è dedicata ai pollini, dove possono essere visualizzate le concentrazioni polliniche degli ultimi tre giorni, con riferimento alle stazioni capoluogo di provincia, assieme alla previsione sulla concentrazione della settimana successiva, calcolata sui dati storici.