Il ruolo del Dipartimento della protezione civile nella pianificazione delle emergenze radiologiche e nucleari

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Roberto Pizzi del Dipartimento di protezione civile (Dpc), in sostituzione di Roberto Oreficini impegnato ad Amatrice per il terremoto, ha preso parte al convegno La gestione dell’emergenza radiologia a Trieste ed in Friuli Venezia Giulia del 18 ottobre, con un intervento dal titolo Il ruolo del Dipartimento della protezione civile nella pianificazione delle emergenze radiologiche e nucleari.


Pizzi ha inizialmente esposto i tipi di attività che competono alla Protezione civile e che vanno dalla previsione delle emergenze, attraverso scenari di rischio, alla prevenzione, per evitare o ridurre al minimo i danni conseguenti agli eventi, fino al soccorso, inteso come prima assistenza dopo l’evento, e al superamento dell’emergenza, con la ripresa delle normali condizioni di vita precedenti all’evento.

È stato, poi, ampiamente illustrato il Piano nazionale delle emergenze radiologiche e nucleari, il cui principale obiettivo è quello di individuare e organizzare le misure necessarie per fronteggiare le conseguenze di eventuali incidenti gravi che avvengano in centrali elettronucleari ubicate al di fuori del territorio nazionale. Come scenario di riferimento viene ipotizzato un incidente nell’impianto di Krsko, in Slovenia, e vengono stabilite, su tale simulazione, le eventuali misure protettive da adottare in relazione ai livelli di dose (mSv).

Il Piano inoltre prevede molti altri obiettivi specifici come assicurare la funzionalità del sistema di allertamento e lo scambio di informazioni (anche a livello internazionale), il coordinamento operativo per la gestione delle risorse e degli interventi e il monitoraggio delle matrici ambientali e delle derrate alimentari nel corso dell’evento, attuare le misure a tutela della salute pubblica e assicurare l’informazione pubblica sull’evoluzione dell’evento e sui comportamenti da adottare.

Ancora, il Piano, traccia un vero e proprio modello di intervento che assegna responsabilità e compiti ai vari livelli di coordinamento per la gestione dell’emergenza e disciplina le azioni volte a valutare e comunicare la notizia dell’incidente, istituisce un efficace sistema di coordinamento, attiva le strutture operative del sistema nazionale di protezione civile.

In sostanza, la fase iniziale della gestione dell’emergenza consiste nella ricezione, da parte del Dpc, della notizia dell’evento, nella valutazione tecnica dell’evento in termini di possibile coinvolgimento del territorio nazionale, nella determinazione della fase operativa (preallarme o allarme) e nell’allertamento (o attivazione) delle Regioni e delle strutture operative coinvolte nella realizzazione di misure sanitarie e di informazione.

Pizzi, in conclusione, ha illustrato quanto l’attività di pianificazione delle emergenze nazionali sia centrale nel quadro delle competenze demandate al Dpc nel settore del rischio radiologico e nucleare, quanto l’attività di indirizzo e coordinamento del Dpc verso i livelli locali, non solo in tema di pianificazione delle emergenza, assuma in questo settore una valenza particolarmente rilevante, e quanto le future iniziative del Dpc (revisione del piano nazionale, informazione alla popolazione) richiederanno la partecipazione attiva di molteplici soggetti istituzionali, senza la collaborazione dei quali difficilmente gli obiettivi potranno essere raggiunti.

[abstract a cura della Redazione di AmbienteInforma, non rivisto dall’autore]

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