Il sistema dei laboratori Arpa in Toscana

arpa-toscana

L’evoluzione della rete dei laboratori Arpat e i principali settori di intervento e problematiche affrontate in generale dei laboratori delle Agenzie in base alle normative ambientali esistenti.

A seguito del referendum del 18 aprile 1993 che abrogò alcuni articoli della legge 23 dicembre 1978, n. 833 di istituzione del Servizio sanitario nazionale (Ssn) furono istituite con la legge 21 gennaio 1994 n. 61, le “Agenzie regionali”  di protezione ambientale che assorbirono le competenze ambientali di vigilanza e controllo esercitate fino ad allora dai Presidi multizonali di prevenzione (Pmp) delle Unità sanitarie locali.

La legge, quindi, modificò le competenze ambientali amministrative che erano già delle Province/Regioni e definì una nuova demarcazione tra le materie “ambientali” e quelle propriamente “sanitarie”,

Negli anni successivi all’entrata in vigore della citata norma, tutte le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno trasformato i Pmp in Agenzie organizzate, secondo le finalità e i compiti istituzionali, in dipartimenti provinciali.

Dagli oltre 100 Pmp, si è passati oggi a 19 Agenzie regionali e 2 delle province autonome che costituiscono con l’Ispra la rinnovata rete italiana delle “Agenzie per l’ambiente”.

Tra le funzioni assegnate alle agenzie rimangono le attività di laboratorio relative alle analisi ambientali e sanitarie  (acque ed alimenti) per conto delle Asl rimanendo inalterati nel numero e nella dislocazione territoriale.

Le attività di prova per conto della Asl hanno assunto per anni un ruolo preminente per numerosità e tipologia, tuttavia nel tempo le problematiche ambientali si sono imposte a una attenzione sempre maggiore e sono aumentate le normative ambientali  e le competenze  relative al controllo assegnate alle Agenzie. Di conseguenza anche le competenze analitiche dei laboratori si sono dovute adeguare a:

  1. incremento crescente di nuove sostanze da ricercare
  2. limiti di determinazione e concentrazioni massime ammissibili sempre più basse in funzione della pericolosità riconosciuta alle sostanze
  3. necessità di strumentazione sempre più sofisticata che ha comportato investimenti crescenti
  4. necessità di concentrare le analisi anche per ammortizzare i costi di esercizio sempre maggiori.

Le capacità tecniche dei laboratori si sono dovute adeguare a standard di competenza ed efficienza sempre più elevati e difficilmente sostenibili da un numero elevato di laboratori; il processo di accentramento e specializzazione è diventato una scelta obbligata per i laboratori di tutte le agenzie. 

Il sistema dei laboratori Arpat

In Arpat già dal 2000 è in atto un accentramento delle competenze e una riduzione delle strutture.

Già nei primi anni 2000 venne realizzato un primo accentramento e specializzazione relativamente alle matrici alimentari e bevande passando da 11 a 4 sedi laboratoristiche dedicate.

Dal 2011 al 2013 è stato attuato il passaggio progressivo delle competenze sanitarie al Laboratorio di sanità pubblica con il trasferimento delle analisi su campioni di alimenti, acque potabili, minerali e di piscina (Delibere della Giunta regionale Toscana n° 839 del 20/10/08 e n° 932 del 17/11/2008) e una prima razionalizzazione dei laboratori con accentramento delle attività e chiusura di alcune sedi.

Nel 2014 è avvenuta una riorganizzazione complessiva della rete dei laboratori strutturati in 3 sedi principali afferenti ciascuna alla rispettiva Area vasta: Area vasta Sud con sede a Siena ed Arezzo; Area vasta Centro con sede a Firenze; Area vasta Costa con sedi a Livorno e Pisa.

Le funzioni assegnate ai laboratori Arpat con atto di disciplina della organizzazione interna (D.D.G. n. 2 del 4.1.2013) sono quelle di:

  1. erogare attività di analisi e misura da effettuare  in laboratorio, in relazione alle attività istituzionali dell’Agenzia, come definite nella Carta dei servizi e delle attività
  2. garantire  lo sviluppo e il funzionamento efficace/efficiente del processo analitico e di misura secondo gli obiettivi e gli indirizzi fissati dalla Direzione tecnica, avendo cura di assicurare  l’accreditamento delle prove ai sensi della UNI CEI EN ISO/IEC 17025
  3. garantire la responsabilità tecnica delle attività di prova in campo e di campionamento svolte dal personale assegnato alle strutture afferenti all’Area vasta, in termini di assicurazione di qualità delle stesse, supervisione tecnica e  abilitazione del personale.

Il laboratorio ha attualmente un coordinatore tecnico con lo scopo di uniformare procedure e metodi di prova, indirizzare i laboratori alla integrazione tra le aree vaste ai fini di migliorare economicità ed efficienza del processo analitico e la soddisfazione delle richieste, definire le ripartizioni delle attività analitiche tra i laboratori individuandone ove necessario le specializzazioni, indirizzare i laboratori alla implementazione e sviluppo dei metodi.

Di seguito è riportato lo schema organizzativo della rete dei laboratori Arpat allo stato attuale

 schema-laboratorio-arpat

Le strutture laboratorio sono al momento organizzate in unità professionali

UO Biologia eroga attività di analisi e misure:

  • microbiologiche su matrice acqua, fanghi e compost
  • ecotossicologiche con Daphnia magna, Vibrio fischeri e Selenastrum capricornutum su acque, fanghi e rifiuti
  • biologiche con determinazione degli indici del biomonitoraggio delle acque   superficiali
  • monitoraggio dei pollini
  • analisi acque marine ai fini della balneazione.

UO Chimica eroga attività di analisi e misure chimiche su:

  • acque naturali (superficiali, sotterranee, ad uso specifico), acque di scarico, acque di piezometro provenienti da siti soggetti a bonifica
  • soil gas
  • acque di mare
  • suoli contaminati
  • rifiuti
  • emissioni convogliate
  • fluidi geotermici
  • qualità dell’aria.

UO Radioattività e amianto:

  • eroga a livello regionale attività di analisi e misura
  • garantisce, a livello regionale, funzioni operative di controllo, monitoraggio, supporto tecnico e attività tecnico scientifiche anche mediante misurazioni e prove in campo
  • svolge le funzioni di Centro regionale di rilevamento della radioattività ambientale di origine artificiale e naturale
  • garantisce le attività del Centro di riferimento per l’amianto, compresa la mappatura ed il supporto tecnico per le azioni regionali.

L’ impegno professionale e le competenze analitiche dei laboratori delle agenzie si possono comprendere solamente conoscendo la varietà delle matrici ambientali e le numerose norme che regolamentano parametri e valori limite.

Attività di Arpat 2015

Dal 2013 si assiste ad un aumento costante del numero di campioni ambientali analizzati dai laboratori Arpat: l’aumento è particolarmente rilevante nel settore bonifiche e rifiuti, segno di una crescente attenzione alla salvaguardia del territorio ed al ripristino di condizioni ambientali accettabili.

numero-campioni
Numero campioni ambientali analizzati (2013-2015)

Nel grafico sottostante le variazioni 2014-2015 per matrice.

variazioni-matrice
Campioni ambientali analizzati per matrice (2014-2015)

 

Nel dettaglio nella tabella viene riportato il numero di campioni 2015 per tipologia di matrice.

campioni-matrice
Campioni analizzati per matrice (2015)

Apparecchiature

Fino al 2015 gli investimenti regionali per l’acquisto di strumentazione sono stati adeguati ed hanno consentito l’acquisizione di una buona dotazione strumentale associata a un adeguato sviluppo delle conoscenze: inoltre l’accorpamento dei laboratori in questi anni ci ha permesso di recuperare e concentrare le apparecchiature su un minore numero di sedi migliorandone l’efficienza e la produttività. La rete laboratoristica Arpat è dotata di circa 2600 strumenti, di cui la metà seguono un programma di manutenzione preventiva e straordinaria: in particolare sono sottoposti a gestione diretta da parte delle ditte produttrici quelli considerati di alta ed altissima tecnologia (gas cromatografi con rivelatore di massa a triplo quadrupolo ed ad alta risoluzione HRGC/HRMS, cromatografi liquidi ad alte prestazioni con rivelatore di massa quadrupolare ed a ciclotrone, sistema a spettrometria di massa ad alta risoluzione HRGC/HRMS ecc), il 39% delle attrezzature di media tecnologia e il 10% di strumentazioni a bassa tecnologia.

Le apparecchiature sono gestite secondo la norma UNI EN ISO 10012:2004 e quindi tarate e verificate periodicamente attraverso standard di controllo al fine della garanzia del mantenimento delle prestazioni richieste per lo scopo per le quali vengono utilizzate.

Personale

Il personale assegnato a laboratorio ha subito nel tempo una drastica riduzione (oltre 50%) dovuto alla costituzione di laboratori di Sanità pubblica all’interno della Asl e trasferimento delle attività di prova su alimenti e acque potabili, di piscina e termali. Questa operazione ha permesso di accorpare le attività di competenza ambientale sulle sedi di laboratorio rimanenti senza necessità di trasferimento di personale (salvo alcuni casi sporadici).

Il personale assegnato al laboratorio al 2012 era pari a 12 dirigenti e 88 operatori del comparto: purtroppo le politiche di risparmio in atto nella pubblica amministrazione e il mancato turn-over del personale ha già causato una riduzione del personale di laboratorio rispetto al 2012. Nelle tabelle seguenti sono riportate le variazioni del personale assegnato al laboratorio negli anni e il rapporto tra personale di comparto e dirigenti che sta crescendo in virtù del fatto che non vengono assunti nuovi dirigenti. In questo quadro diventa sempre più urgente individuare figure “quadro” intermedie a cui delegare compiti e responsabilità al momento esercitate dai dirigenti.

Personale di laboratorio anni 2007-2016

2007 2012 2016
sedi di laboratorio comparto dirigenza comparto dirigenza comparto dirigenza
Firenze 61 11 38 6 33 4
Livorno 58 8 29 3 30 3
Pisa 17 3 5 1 6 1
Arezzo 19 3 4 1 5 1
Siena 28 4 12 1 12 1
somma 175 29 88 12 86 10

Rapporto comparto/dirigenza

2007 2012 2016
6 7,3 8,6

Accreditamento

L’accreditamento, attestazione rilasciata da una parte terza indipendente (Accredia), è l’attestazione formale di imparzialità e competenza tecnica previa verifica della conformità del suo sistema di gestione alle prescrizioni legislative obbligatorie, nonché agli standard normativi riconosciuti a livello internazionale. La norma internazionale di riferimento è lo standard ISO/IEC 17025 che definisce i requisiti che un laboratorio deve soddisfare per dimostrare la competenza tecnica del suo personale e la disponibilità di tutte le risorse tecniche, tali da garantire dati e risultati accurati e affidabili per specifiche prove, misurazioni e tarature, oltre a prevedere requisiti per la gestione del sistema della qualità atti a garantire che il laboratorio fornisca servizi affidabili. Essere in conformità con i requisiti della ISO/IEC 17025 significa quindi che il laboratorio soddisfa i requisiti tecnici e di sistema di gestione necessari per offrire risultati tecnicamente validi.

Ad oggi risultano accreditati le strutture laboratoristiche di 17 Agenzie ambientali. I laboratori Arpat sono accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per le attività di prova dal 1998; dal 2013 è stato ottenuto l’ accreditamento multisito in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 articolato in una sede centrale, in cui non vengono svolte attività di prova, che corrisponde alla Direzione generale (sede legale) e nelle seguenti sedi periferiche nelle quali si svolgono le attività di prova/misura (tab. 5).

Sedi accreditate Arpat 

0236A AVCFirenze
0236B AVL Livorno
0236C AVL Pisa
0236D AVS Siena
0236E AVS Arezzo

L’accreditamento multisito prevede un unico approccio organizzativo/gestionale e medesimi standard tecnico-qualitativi per tutti i laboratori in modo da garantire una sempre maggiore efficienza, efficacia, economicità a garanzia di elevati standard qualitativi.

In totale Arpat ha accreditato 99 prove chimiche, fisiche e microbiologiche su matrici ambientali quali acque naturali, acque di scarico, suoli emissioni; nel 2016 l’accreditamento è stato esteso a 23 prove, compreso il campionamento, e le prove in campo alle emissioni.

Per il mantenimento dell’accreditamento i laboratori Arpat sono sottoposti a piani di assicurazione qualità necessari per garantire che i risultati analitici soddisfino i critreri di precisione e accuratezza richiesti dalle norme. Le procedure di controllo di qualità includono generalmente :

  • analisi di bianchi e di matrici certificate ( a valore noto) con cadenza regolare (uno o più per sessione analitica)
  • analisi di campioni in doppio per la verifica della ripetibilità del processo analitico
  • partecipazione regolare a circuiti interlaboratorio organizzati da enti riconosciuti a livello nazionale ed internazionale (es. Unichim, Ispra ecc.).

Conclusioni

Il sistema agenziale dei laboratori si è modificato nel tempo nella tipologia di matrici analizzate, nella complessità delle tecniche analitiche utilizzate per garantire limiti sempre più bassi e parametri in continua crescita: il contesto all’interno del quale i laboratori delle agenzie operano è caratterizzato da una estrema variabilità alla quale devono rispondere con grande flessibilità e professionalità.

Da tale situazione emerge sempre più la necessità di operare a rete non solo a livello regionale (processo già attuato da quasi tutte le agenzie), ma anche a livello nazionale, in modo da garantire la condivisione delle risorse e delle conoscenze, aumentare l’efficienza operativa del sistema agenziale per meglio garantire la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della salute e la difesa dei cittadini, ridurre i costi globali di esercizio operando le necessarie economie di scala.

In questa ottica si sta dirigendo la recente legge che istituisce il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) e disciplina l’Ispra, approvata in via definitiva in data 15/06/2016 dalla Camera dei Deputati dopo circa tre anni dall’inizio del suo iter parlamentare, per la riforma delle agenzie ambientali e che prevede tra le altre modifiche, la istituzione di una rete nazionale dei laboratori accreditati di cui l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) avrà funzioni di indirizzo e coordinamento e il cui organo direttivo sarà il Consiglio del sistema nazionale.

Testo a cura di Patrizia Bolletti (Coordinatore tecnico dei laboratori Arpat, Responsabile del settore laboratorio AVS Siena), Fabio Cioni (Responsabile settore laboratorio AVC Firenze), Guido Spinelli (Responsabile settore laboratorio AVL Livorno)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *