Il sistema di supporto alla gestione delle emergenze nucleari del Piano nazionale

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Anche Ispra era presente al convegno su La gestione dell’emergenza radiologia a Trieste ed in Friuli Venezia Giulia del 18 ottobre: Paolo Zeppa ha partecipato con un intervento dal titolo Il sistema di supporto alla gestione delle emergenze nucleari del Piano nazionale.


Zeppa ha inizialmente illustrato i tipi di evento che possono generare l’emergenza. Si tratta di eventi radiologici (in genere determinati da sorgenti radioattive, orfane, da incidenti durate il trasporto di materiale radioattivo o da altri accadimenti accidentali) e nucleari (derivanti da centrali nucleari, da reattori di ricerca, da incidenti a unità navali a propulsione nucleare o da incidenti che possono verificarsi durante il trasporto di materiale nucleare). Ognuno di questi eventi aveva una propria particolare pianificazione circa le misure e gli interventi da adottare.

Nel 2010, grazie al Dpcm del 19 marzo, viene approvato l’aggiornamento del Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche risalente al 1997. Il nuovo Piano acquisisce nuove basi tecniche proposte dall’Ispra, viene strutturato su uno scenario di riferimento (grave incidente ad una centrale di potenza oltre confine) e tiene conto delle indicazioni del Dipartimento di protezione civile di potenziare comunque il livello di protezione e di considerare l’influenza di nuovi fattori di rischio esterni (crisi internazionale). Vengono inoltre previste delle specifiche misure operative per le aree maggiormente esposte in caso di incidente a una centrale nucleare ubicata entro 200 km dal confine (scenario di riferimento).

Zeppa poi ha mostrato la struttura del Sistema nazionale per la gestione delle emergenze nucleari, sistema composto da vari attori, tra i quali Ispra con il Centro emergenze nucleari, che operano in stretta sinergia e coordinamento per la gestione dell’evento stesso. Esistono, inoltre, altri due sistemi, uno comunitario e l’altro interazionale, che vengo allertati o attivati in caso di emergenza. In aggiunta, a complemento dei sistemi internazionali, è sempre raccomandato implementare specifici accordi bilaterali, soprattutto con i paesi confinanti o comunque prossimi ai confini che presentano siti nucleari.

In conclusione sono state mostrate le attività specifiche del Cen, il Centro emergenze nucleari, e del Cevad, il Centro di elaborazione e valutazione dati dell’Ispra. Il primo è un centro di controllo che mette a disposizione una sala operativa H24 per il coordinamento dell’emergenza, per la previsione e valutazione del tipo di evento, per la notifica e comunicazione di preallarme e allarme. Il Cen collabora con il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare che fornisce le previsioni meteo nell’area sede dell’evento; inoltre grazie al sistema Aries (Accidental Releases Impact Evaluation System) viene prevista, attraverso dei modelli di simulazione, l’evoluzione dell’evento e le possibili conseguenze indotte.

Anche l’Incident Emergency Center (Iec) della Iaea (International Atomic Energy Agency) svolge il ruolo di valutazione delle potenziali conseguenze di un’emergenza e di predizione della possibile evoluzione dell’emergenza. La Iaea effettua una valutazione indipendente al fine di determinare dove e quali azioni protettive o altre azioni di risposta devono essere attuate.

Il Cevad effettua, invece, le valutazioni dei livelli di radioattività nell’ambiente nelle situazioni di emergenza e dei conseguenti livelli di esposizione e fornisce, inoltre, gli elementi radiometrici alle autorità preposte all’adozione dei necessari provvedimenti e alla diffusione dell’informazione alla popolazione. Per questo, tutti i centri e le reti di rilevamento regionali fanno confluire al Cevad i dati delle misure radiometriche effettuate nel corso dell’emergenza a livello locale.

[abstract a cura della Redazione di AmbienteInforma, non rivisto dall’autore]

Vai alla presentazione Il sistema di supporto alla gestione delle emergenze nucleari del Piano nazionale

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