Lombardia, la Regione recepisce nella legge istitutiva dell’Arpa le modifiche previste dalla legge 132/2016

Michele Camisasca, direttore generale di Arpa Lombardia, parla degli obiettivi e delle sfide cui il Snpa deve far fronte e del ruolo attivo delle Regioni sia nel disciplinare, pur autonomamente, le proprie agenzie ambientali alla luce di quanto previsto dalla L 132/2016, sia nell’ambito della conferenza Stato-Regioni.

Gli obiettivi della legge che ha costituito il Snpa, dopo più di un decennio dal primo DdL Realacci, sono ambiziosi e lo è, soprattutto, l’obiettivo principale: creare un Sistema, mettere finalmente in sinergia le varie Arpa regionali, tra di loro e con Ispra, per garantire il diritto alla qualità dell’ambiente in modo uniforme in tutto il Paese.

Le sfide aperte sono molteplici: dall’integrazione di ruoli istituzionali diversi ed eterogenei alla creazione del Consiglio nazionale del Sistema, organo di governo, di propulsione e di veto; dal coordinamento tra le attività programmate a livello centrale e quelle sul territorio all’ istituzione dei Lepta, livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali sul modello dei Lea in sanità. E, ancora: nuovi impulsi nei rapporti tra autorità ambientali e autorità giudiziaria nell’ambito delle attività ispettive; garanzia di omogeneità nei controlli ambientali in tutto il Paese; regia comune con il Sistema nazionale di protezione civile; trasparenza e uniformità nell’accesso all’informazione e creazione di un unico Sistema informativo nazionale dell’ambiente; rete unica di laboratori.

La vera novità, però, è che probabilmente il legislatore ha disegnato un modello finalmente nuovo di relazioni istituzionali tra stato centrale e territori. Un modello che, soprattutto a Costituzione invariata, non si può definire centralista né intende esautorare il ruolo delle Regioni. La legge, anzi, ribadendo la loro autonomia nel disciplinare l’organizzazione delle proprie agenzie, le invita a coordinare atti, tempi e modi di programmare, oltre che ad esprimere, nell’ambito della conferenza Stato-Regioni, pareri e intese, ipotizzando un “differente peso” in relazione alla tipologia di atti a vario titolo definibili “di governo” del Sistema.
Una delle prime Regioni a recepire quanto disposto dalla riforma delle Agenzie ambientali è stata la Lombardia che, proprio in questi giorni, con la legge di semplificazione (Lr. 15 26/5/2017) ha introdotto alcune modifiche alla legge istitutiva dell’Arpa (Lr. 16/99) che riguardano, fra l’altro, l’inserimento dei Lepta nella programmazione regionale, in coerenza con le disposizioni contenute nel programma triennale delle attività previste all’art.10 della L.132. Viene inoltre prevista l’individuazione e la nomina di personale con funzioni di polizia giudiziaria.

La L.132, infine, prevede un ulteriore strumento in capo al consiglio nazionale del SNPA: il parere vincolante ai sensi dell’art. 13, da esprimere sugli atti del governo aventi natura tecnica/ambientale. Ciò dà la misura del ruolo e delle responsabilità che l’organo Consiglio, presieduto dal Presidente di Ispra e composto dai legali rappresentanti delle Arpa e dal Dg dell’Istituto, dovrà assumersi in un’ottica di semplificazione.

In conclusione, quello che è certo è che il Sistema dovrà essere all’altezza del ruolo e garantire alti standard di qualità. Ad esempio, le eccellenze sui temi della qualità dell’aria andranno sovraregionalizzate, le buone pratiche in materia di controlli delle aziende socializzate, i servizi meteo regionali messi in rete, linee strategiche sul mare condivise, si dovranno ricercare nuovi inquinanti nelle acque e tanto altro. Insomma, un gran lavoro, per ora in progress ma da completare al più presto.

Sintesi dell’intervento svolto durante il convegno Una rete per l’ambiente: il SNPA per lo sviluppo sostenibile del Paese – 25 maggio 2017 – Forum PA 2017

Un pensiero su “Lombardia, la Regione recepisce nella legge istitutiva dell’Arpa le modifiche previste dalla legge 132/2016”

  1. Nel merito dell’individuazione del personale con qualifica UPG, cosa giusta, ritengo importante che si ponga anche l’attenzione sul fatto che le qualifiche e le rispettive responsabilità che ne derivano adrebbero opportunamente retribuite.
    L’indennità di tale qualifica ha più di venti anni ed è assolutamente inadeguata (circa 700 euro lordi/annui) e non paragonabile alle altre forze di polizia .

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