Immagini dagli abissi del Mediterraneo: un nuovo documentario dell’Ispra

 

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Tutto nacque quasi per caso una decina di anni fa, a partire da un progetto sulla biodiversità marina avviato da alcuni biologi dell’Ispra e dell’Arpa Calabria. Ci si rese conto che si sapeva ancora poco di quello che vive al di sotto dei 40-60 metri di profondità del mare, quota che solitamente riescono a raggiungere gli esploratori subacquei. I pescatori parlavano di specie bellissime da osservare e habitat inesplorati da scoprire.

Si pensò, quindi, di acquistare un piccolo veicolo robotico al quale vennero applicate alcune strumentazioni in grado muoverlo a distanza e fornire immagini a buona risoluzione. Nacque così il primo Rov subacqueo adattato alle esigenze della ricerca marina: una sorta di “drone degli abissi” in grado di fornire informazioni su ciò che vive nelle profondità del Mediterraneo. Le immagini catturate da questa strumentazione sono oggi visibili in un documentario realizzato dall’Ispra.

Una delle prime scoperte fatte grazie e questa strumentazione fu nel 2008 un’ enorme foresta di coralli neri, grande quanto un campo da calcio, nell’area marina nei pressi di Scilla. Dopo questa prima eccezionale scoperta, sono stati esplorati quasi 1000 siti. Le osservazioni hanno mostrato che, contrariamente a quanto di possa pensare, i fondali del mare non sono affatto poveri di specie ma al contrario ne sono ricchissimi e,  nonostante l’ambiente privo di luce, sono coloratissimi. Questa caratteristica ha ispirato il titolo del volume fotografico edito dall’Ispra “I colori profondi del Mediterraneo”.

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