In Campania sette km di costa riaperti ai bagnanti

Da aprile a oggi, sono sette i chilometri di costa campana riaperti alla balneazione. Sul sito dell’Arpa Campania, con pochi clic è possibile visualizzare lo stato di salute del mare.

Sul sito istituzionale di Arpac, già a partire dall’emanazione delle normative in materia di acque di balneazione  (decreto legislativo .116/08 e decreto ministeriale 30 marzo 2010) di recepimento della direttiva europea, è attiva una sezione dedicata alla pubblicazione dei dati ottenuti dai controlli sulla qualità di tutti i tratti di mare del litorale campano destinati all’uso balneare.

Il software, realizzato direttamente da personale dell’Agenzia in ambiente Google Earth,  si è rivelato negli anni uno strumento di facile accessibilità e consultazione, continuamente aggiornato nei dati di monitoraggio e nella documentazione di settore. Notevoli sono stati i consensi registrati da parte degli enti istituzionali (ministero della Salute, dell’Ambiente,  Regione,  Comuni e altre Arpa), nonché dai cittadini, come  dimostrano le consultazioni registrate dallo SkinyStat (Statistica dei visitatori) del sistema (ad esempio, in un mese, dal 19 giugno al 18 luglio scorsi, la mappa interattiva Arpac sulla balneazione è stata consultata 12.430 volte, per un totale di 20.097 pagine viste: una media di 937 pagine viste al giorno, che nel fine settimana sale a 1.258).

La partecipazione attiva del pubblico e i continui contatti con le amministrazioni locali hanno permesso allArpa Campania, attraverso questo software, di migliorare costantemente il livello di dettaglio nell’informazione e nella gestione del programma di sorveglianza sulla qualità delle acque di balneazione, rendendolo tra i migliori strumenti divulgativi delle attività svolte dalle Arpa su tale tematica e assolvendo in maniera ottimale il compito sancito dalle normative di settore. La sezione si attiva facilmente dalla home page del sito tramite un’icona in tema con l’estate che consente di interrogare il sistema sulle informazioni della stagione balneare in corso, sull’archivio storico dei dati e sulle documentazioni regionali, nazionali ed europee di settore.

Selezionando “Balneazione 2017”. e poi “Dati su mappa interattiva”, si accede alla rappresentazione grafica delle aree adibite e non adibite alla balneazione. Le acque adibite alla balneazione sono identificate con colori diversi, riportati in legenda, a seconda della loro classe di qualità, mentre quelle non destinate all’uso balneare per motivi diversi dall’inquinamento (aree portuali, fiumi e canali non risanabili, aree marine protette e servitù militari) con colori nella sfumatura dei grigi.

Selezionando la Provincia e il Comune di interesse è possibile accedere alle singole acque di pertinenza comunale. Per la singola acqua, cliccando “Mostra i dati”, è possibile rapidamente visualizzare gli esiti dei controlli della stagione in corso e i dati pregressi.  I superamenti del limiti di conformità dei valori dei parametri batteriologici determinanti la balneabilità sono evidenziati in rosso, mentre le icone in uso (faccine colorate) esprimono il parere di esito favorevole (verde) o meno (rosso) o se sussistono condizioni che ne sconsigliano comunque la balneazione (giallo). Inoltre è visualizzabile, attivando “Mostra profilo sintetico”, una scheda divulgativa, sancita dalla norma,  sulle caratteristiche dell’acqua prescelta con l’indicazione delle probabili fonti inquinanti.

Nell’ambito della stessa sezione possono essere consultati i Dati statici (si veda questo esempio), cioè i risultati analitici in formato tabellare con collegamento cartografico attivato alla domanda “dove si trova?”; la Rete di monitoraggio  con  la georeferenziazione del punto di prelievo rappresentativo della zona interessata, la lunghezza in metri del tratto di costa e la rispettiva classificazione.

Inoltre, è immediatamente consultabile anche il Calendario prelievi predefinito per legge da aprile a settembre. Ulteriori informazioni sono reperibili attivando l’Archivio storico (dati 2010- 2016) , la normativa di riferimento (europea, nazionale e regionale), la metodologia che descrive le modalità di gestione dei divieti e delle revoche di balneazione, la diffusione al pubblico e la valutazione della qualità di un’acqua di balneazione.

Infine il sito consente di visionare i dettagli tecnici-operativi della flotta Arpac;  i Giudizi di balneabilità ai sensi della vecchia normativa (dpr 470/82) nell’arco temporale 2004-2009 e gli Atti e documenti regionali emessi dal 2004 a tutt’oggi. Nel Glossario si riporta la terminologia in uso per la balneazione e tramite la partizione  Contatti si dà la possibilità al pubblico di formulare e-mail tematiche ai tecnici Arpac.

Sulla destra dello schermo è possibile interrogare il sistema sulla sezione Approfondimenti che fornisce indicazioni più di dettaglio sulla presenza di Mucillagini, Ostreopsis Ovata e Meduse, riportando sintesi descrittive ed esiti delle indagini condotte a mare.

La rappresentazione dell’intero litorale costiero, suddiviso in tratti diversamente colorati a seconda della specifica classe di qualità (Scarsa, Sufficiente, Buona, Eccellente), rende immediatamente visibile lo stato di salute del nostro mare. Rispetto alle stagioni balneari pregresse le aree di eccellenza (in blu) sono in lieve aumento, dimostrazione della messa in atto di tutta una serie di azioni intraprese negli anni, in particolare lungo il litorale domizio e nell’area vesuviana, quale conseguenza dell’efficiente coinvolgimento  dei  diversi enti istituzionali.

Allo stesso tempo a fronte di un  recupero di acque di balneazione, il computo dei chilometri di costa di qualità scarsa, pressocché costante negli ultimi anni, dimostra che permangono alcune criticità, concentrate soprattutto nel Casertano (in prossimità della foce dei Regi Lagni), nella periferia orientale di Napoli, in alcuni tratti del litorale vesuviano non ancora risanati, nell’area intorno alla foce del Sarno e in prossimità dei principali fiumi che sfociano in provincia di Salerno.

L’inquinamento di natura microbiologica è probabilmente dovuto alla inadeguatezza di alcuni sistemi fognari e di depurazione.  In alcune zone, la rete di raccolta delle acque pluviali non è separata da quella delle acque di scarico: ciò provoca un carico di lavoro eccessivo per i depuratori, quando piove molto, con casi di “troppo pieno” che non possono essere gestiti adeguatamente dagli impianti.

In ogni caso, nella stagione balneare corrente sono state recuperate acque risultate “scarse” al computo statistico di inizio stagione.  Aree afferenti ai Comuni di Salerno, poi Eboli,  e San Giovanni a Piro (in provincia di Salerno) ed Ercolano, in provincia di Napoli (per un totale di circa 7 chilometri di costa) interdette ai bagnanti con atto deliberativo regionale sono state ripristinate all’uso balneare per l’avvenuto risanamento (in particolare con appropriati interventi sul sistema fognario e sugli impianti di depurazione), confermato dal riscontro favorevole delle analisi condotte dall’Arpa Campania nel corso del monitoraggio.

Le acque, così recuperate alla balneazione, sono definite dalla norma di “nuova classificazione” (colorate in bianco sulla mappa interattiva) in quanto pur essendo balneabili avranno l’attribuzione della specifica classe di qualità solo al completamento del set di dati comprendente almeno 16 campioni, anche riferiti a meno di quattro stagioni balneari (articolo 7, commi 4 e 5 del decreto legislativo 116/08).

Emma Lionetti – Arpa Campania – e.lionetti@arpacampania.it

Un particolare, puramente esemplificativo, della mappa interattiva dell’Arpa Campania sul tema della balneazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *