In Lombardia prosegue il potenziamento della rete di monitoraggio geologico

Arpa Lombardia sta portando avanti le ultime fasi di Armogeo, il più importante progetto di monitoraggio geologico avviato finora a livello nazionale, che incrementerà da 27 a 42 le grandi frane controllate nel territorio regionale.

Il Centro di monitoraggio geologico (CMG) di Arpa Lombardia controlla le grandi frane di “interesse regionale” attraverso una rete capillare di strumentazione tecnologica di alto livello. Attivo h24, aggiorna in tempo reale la Protezione civile regionale sulle situazioni di criticità idrogeologica.

Nel 2014 Regione Lombardia – con uno stanziamento di 4.500.000 euro – ha avviato il progetto Armogeo, affidando al CMG il compito di adeguare e potenziare tecnologicamente 15 delle 30 reti di monitoraggio selezionate fra quelle censite con un lungo lavoro di ricognizione durato dal 2000 al 2013. Nel territorio lombardo erano, infatti,  presenti numerose stazioni di rilevamento gestite in maniera disomogenea dai vari Comuni interessati e, in molti casi, quasi se non del tutto inutilizzate.

Da dicembre 2015 è dunque iniziata la fase operativa, che ha visto i tecnici del CMG – in affiancamento al RTI (raggruppamento temporaneo di imprese) al quale sono stati affidati i lavori – operare sulla base di un fitto cronoprogramma che, entro il 2018, porterà alla realizzazione di un’unica rete regionale integrata, coinvolgendo 15 Comuni e 8 Comunità montane nelle 6 province di Sondrio, Como, Lecco, Bergamo, Brescia e Pavia.

Tutte le reti di monitoraggio acquisite sono via via messe in grado di inviare, tramite differenti mezzi trasmissivi (GPRS, satellite, radio), i dati alla sala operativa del CMG, dove, grazie ad apposite modellazioni, vengono individuate soglie di pericolosità finalizzate all’allarmistica di protezione civile.

L’adeguamento tecnologico comprende, inoltre, l’utilizzo strumentazione di alto livello, quale il DMS (già attivo in Val Genasca), – ossia una colonna inclinometrica che misura in continuo gli spostamenti e la presenza di acqua nel versante di frana-, l’interferometria satellitare, il controllo continuo dei movimenti con l’acquisizione dei dati in near real time e, infine, l’ulteriore efficientamento del sistema informatico dedicato per garantire il processamento h24 e l’archiviazione dei dati in totale sicurezza.

Al termine del progetto la rete regionale gestita dal CMG potrà contare su 42 punti di monitoraggio perfettamente funzionanti, a favore della sicurezza della popolazione e della prevenzione del rischio idrogeologico nel territorio lombardo.

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