Incidenza sulla mortalità o anticipo dell’evento?

Gli studi sull’inquinamento atmosferico evidenziano che l’impatto sulla salute non riguarda solo persone con condizioni compromesse. Prevalgono gli effetti a medio e lungo termine a causa dell’accumulo nel tempo. La ricerca epidemiologica può contribuire a indirizzare le politiche di intervento e valutarne l’efficacia.

L’ inquinamento atmosferico è un importante determinante della salute pubblica ed è il primo fattore di rischio non legato a stili di vita individuali, come riportato ormai da alcuni anni dalle stime del Global burden of disease, che classificano i fattori di rischio per la salute umana in base al loro carico globale di malattia sulla popolazione generale.
Sono svariati i composti compresi nell’aerosol urbano; il particolato fine (PM2,5, la frazione con diametro inferiore a 2,5 µm) rappresenta una delle misure più utili per gli studi sugli esiti sanitari, tenuto conto della sua ben stabilita associazione con effetti negativi sulla salute e della plausibilità biologica dei meccanismi d’azione. Il particolato è infatti in grado di provocare infiammazione delle parti profonde del polmone, alterare la coagulabilità del sangue, sino a penetrare nel torrente circolatorio… leggi l’articolo integrale in Ecoscienza 1/2017.
Autori: Andrea Ranzi, Simone Giannini, Marta Ottone
Centro tematico regionale Ambiente e salute, Arpae Emilia-Romagna

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