Inquinamento atmosferico e comunicazione: ne parliamo con Guido Lanzani

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A Guido Lanzani, dirigente responsabile dell’Unità operativa che si occupa in Arpa Lombardia del monitoraggio della qualità dell’aria, abbiamo posto alcune domande per capire il suo punto di vista riguardo alla comunicazione dei dati ambientali in questo ambito e al modo in cui sono ripresi dai media e recepiti dall’opinione pubblica.
La qualità dell’aria è spesso al centro dell’attenzione mediatica. Durante gli episodi acuti tutti i giornali riportano a titoli cubitali il superamento dei limiti, ma chi si occupa normalmente della comunicazione sullo stato della qualità dell’aria?

Le Agenzie ambientali del Snpa sono i principali attori del rilevamento dell’inquinamento atmosferico, ma anche dell’informazione conseguente, direttamente o in collaborazione con le Regioni e le Province autonome che sono – secondo la legislazione italiana – le autorità competenti in materia.

Cosa viene normalmente comunicato al pubblico?

Ogni giorno, i siti web delle Agenzie di protezione ambientale riportano, sebbene con formati e modalità diverse, informazioni sulle concentrazioni degli inquinanti dei giorni precedenti, sotto forma di tabelle, mappe o report riassuntivi. Sottolineo, in proposito, l’importanza, nella comunicazione, di andare oltre al solo dato puntuale misurato dalle stazioni di rilevamento della qualità dell’aria e di fornire valutazioni più vicine alla reale esposizione della popolazione, sulla base di stime modellistiche che comunque tengano conto di quanto misurato.
I modelli sono peraltro la base delle previsioni dell’evoluzione dell’inquinamento atmosferico, che diverse Agenzie pubblicano giornalmente.
Interessante è anche la pubblicazione, in alcune regioni, di un indice di qualità dell’aria riassuntivo che, sebbene non previsto dalla norma, è finalizzato alla semplificazione della comunicazione.

Inoltre, sui siti istituzionali, si trovano generalmente valutazioni sullo stato della qualità dell’aria, pubblicate con cadenza annuale, relative al rispetto dei limiti e degli obiettivi previsti dalla normativa. Il tutto è spesso accompagnato da informazioni più generali, sia in relazione alle sorgenti e alle dinamiche di formazione dell’inquinamento atmosferico che alle possibili azioni di contenimento o di mitigazione degli effetti. Dai siti internet delle Agenzie in alcuni casi è anche possibile scaricare direttamente i dati storici rilevati.
Va infine rilevato che in molte regioni, i report pubblicati sul web sono anche trasmessi direttamente alle autorità competenti e ai media.

Ma cosa prevede la normativa in tema di informazione al pubblico?

Il tema dell’informazione sullo stato della qualità dell’aria è molto sentito dal legislatore che ha previsto al riguardo uno specifico articolo della norma di riferimento: l’art. 18 del Dlgs 155/10 (e s.m.i.), recependo tra l’altro quanto previsto dalla direttiva europea 2008/50, introduce precisi obblighi di informazione al pubblico.  In particolare le Regioni e le Province autonome, direttamente o tramite le agenzie ambientali, devono mettere a disposizione del pubblico relazioni annuali sull’andamento degli inquinanti con una illustrazione sia delle motivazioni dei superamenti che dei loro effetti sulla salute e sull’ambiente. Inoltre, devono aggiornare la popolazione sullo stato di qualità dell’aria almeno ogni giorno. Naturalmente, le Regioni devono poi informare in merito alle azioni di risanamento intraprese oltre che sui comportamenti utili a ridurre l’inquinamento e l’esposizione personale.

La comunicazione effettuata dalle Agenzie risponde a queste prescrizioni?

Senza voler fare una valutazione di dettaglio caso per caso, posso dire che nella maggior parte dei siti delle Agenzie si trova tutto quanto dovuto.  Le informazioni disponibili sono in realtà davvero molte. In qualche caso, ne andrebbe forse verificata la completezza e la continuità nel tempo ma credo che, come Snpa, la questione da porre sia innanzitutto quella di una maggiore omogeneità.
Pur rispettando l’autonomia di ciascuno, credo potrebbe essere utile valutare insieme come rendere più confrontabile (e, laddove possibile, più semplice) la comunicazione quotidiana dei siti istituzionali, sia rispetto al modo di presentare i contenuti sia – magari – al percorso da fare per trovarli: già per noi tecnici del settore non è sempre facile trovare sui siti delle altre Agenzie i contenuti che cerchiamo, immagino come possa essere complesso per un utente non esperto.

Esiste una diversa forma di comunicazione dei livelli di qualità dell’aria al pubblico a livello nazionale?

Per quanto riguarda l’aggiornamento quotidiano sui livelli di inquinamento atmosferico, ci sono state (e ci sono) diverse apprezzabili iniziative private o di importanti associazioni, che raccolgono e pubblicano in forma più o meno completa le informazioni derivate dai siti delle Agenzie regionali. Essendo però condotte fuori da un contesto istituzionale, tali iniziative non sono tenute a garantire né la completezza delle informazioni né la continuità nel tempo.

In prospettiva, il Sistema nazionale ambientale si sta attrezzando (come anche richiesto dall’Unione europea) per raccogliere e divulgare le informazioni sui livelli di qualità dell’aria con frequenza il più possibile ravvicinata (il cosiddetto “up-to-date data”). Già dalle prossime settimane, secondo quanto deciso dal Protocollo antismog firmato dal ministro dell’Ambiente con i rappresentati delle Regioni e dei Comuni, è peraltro prevista la pubblicazione da parte di Ispra di un primo bollettino che raccolga giornalmente almeno i dati di PM10 rilevati nei capoluoghi di Regione, sulla base delle informazioni trasmesse dalle Agenzie regionali.

Al di là di statistiche e classifiche, più o meno inattaccabili, compilate da diversi stakeholders esterni al sistema agenziale (che però spesso trovano molta, forse troppa eco sulla stampa nazionale e locale), per quanto riguarda le valutazioni su periodi più lunghi i dati rilevati dalle Agenzie sono raccolti da parte di Ispra in diverse pubblicazioni di carattere più generale, non limitate alla matrice aria, quali ad esempio il Rapporto aree urbane o l’Annuario. La Linea guida sulla redazione dei report di qualità dell’aria di sistema, recentemente approvata, prevede inoltre la pubblicazione di una relazione annuale monotematica e organica, a carattere nazionale, oltre che di una valutazione sintetica da redigere, per l’anno precedente, entro il mese di giugno, proprio con l’intento di rispondere all’esigenza di valutazioni aggiornate possibilmente prima che altri soggetti divulghino informazioni derivate dal Sistema agenziale, ma prodotte secondo criteri non sempre corretti e coerenti con la normativa.

Ritengo molto importante che si proceda in questa direzione, con prodotti di sistema, anche a livello nazionale, il più possibile aggiornati e completi (sia rispetto alle valutazioni annuali che alla divulgazione quotidiana dei dati), garantendo al Snpa il ruolo che ormai, a livello locale, è in molti casi consolidato.

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