Intervista a Maria Rosa Caporali, presidente coordinamento Rete Cug Ambiente

caporali

Il Cug, Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e il contrasto alle discriminazioni,  è un organismo istituito dalla L 183/2010 che, nelle Pubbliche amministrazioni, sostituisce i Comitati per le pari opportunità (Cpo) e i Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, assumendone tutte le competenze. Ha lo scopo di promuovere il benessere organizzativo e contrastare ogni forma di discriminazione e di violenza morale e psichica dei lavoratori.

Presente in tutte le Amministrazioni pubbliche italiane più importanti a livello centrale, nazionale e locale, il Cug ha fra i suoi obiettivi
la migliore utilizzazione delle risorse umane garantendo pari opportunità alle lavoratrici e ai lavoratori
– l’assenza di qualunque forma di discriminazione e di violenza morale o psichica
– la promozione di un ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo
– l’impegno a rilevare, contrastare ed eliminare ogni forma di violenza morale o psichica all’interno dell’ente.

Ad oggi, nell’ambito del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, il Cug è stato istituito in Ispra e in 16 Agenzie ambientali. Alcune fra queste, già dal 2006, avevano organizzato spontaneamente il Coordinamento nazionale dei Cpo che, dal 2011, si è poi trasformato nella Rete Cug Ambiente coordinata da Maria Rosa Caporali, presidente del Cug di Arpa Lombardia, incarico di recente rinnovato per i prossimi 4 anni.

Dai Cpo ai Cug, che cosa è cambiato e che cosa cambierà per il Snpa?

La legge istitutiva dei Cug ha sicuramente segnato un confine tra ciò che prima veniva fatto facoltativamente e ciò che ora, per rispetto della norma, deve essere fatto. In Arpa Lombardia, ad esempio, abbiamo avuto la fortuna di avere negli anni direttori generali sempre attenti e sensibili ai temi che riguardano le pari opportunità, il benessere organizzativo, la conciliazione vita-lavoro e il contrasto alla discriminazione. Quindi l’evoluzione dal Cpo al Cug, al nostro interno, ha rappresentato un percorso naturale di crescita e consapevolezza. L’Agenzia, oltre ad aver inserito nel proprio Regolamento organizzativo un articolo riguardante l’istituzione del Cug, lo ha dotato di un capitolo di spesa che, seppur limitato, ci ha permesso di avere autonomia di gestione e di mettere in atto quanto previsto dal Piano triennale di azioni positive, ora alla sua seconda edizione.
Ma quella lombarda è solo una delle tante esperienze positive all’interno del Sistema, dove in molte agenzie i Cug sono già al secondo mandato, ed è proprio per mettere a frutto tutto il lavoro e gli obiettivi raggiunti finora nelle varie organizzazioni che è nata la Rete Cug Ambiente, riconosciuta dal Consiglio federale con propria delibera, che raccoglie 17 Cug ai quali ci auguriamo si aggiunga a breve quello di Arpa Basilicata.

Qual è la principale funzione della Rete?

Bisogna innanzitutto partire dall’analisi delle finalità: ci troviamo di fronte a un importante passaggio verso una Pubblica Aamministrazione che vuole innovarsi e il rinnovamento passa anche da modalità e scelte precise per realizzare migliori condizioni e concrete opportunità per le persone che vi lavorano.
La Rete Cug Ambiente ha dunque il compito di sostenere e incoraggiare questo cambiamento all’interno del Sistema ambientale e, di conseguenza, di permettere a quest’ultimo di svolgere un ruolo strategico e di supporto ai decisori politici anche rispetto a queste tematiche. Uno degli auspici, ad esempio, è che all’istituzione dei Cug seguano forme di verifica e controllo del loro operato, introducendo anche un sistema di premialità per le Amministrazioni che si distinguono particolarmente in queste nuove modalità di intendere il lavoro pubblico.

Quali sono gli obiettivi finora raggiunti dalla Rete?

Già il fatto di essersi organizzati in “rete” ha permesso ai Cug delle Agenzie e di Ispra di ottenere una legittimazione e una visibilità altrimenti difficile da raggiungere. Dopo aver adottato un regolamento comune per il funzionamento della Rete, abbiamo unito le forze per costruire Piani di azioni positive molto concreti che hanno consentito la realizzazione di numerosi obiettivi: telelavoro, banca delle ore, formazione, codici di condotta, consigliera di fiducia, flessibilità di orario, attenzione al linguaggio, azioni contro le discriminazioni e, da ultimo, indagini sul benessere organizzativo e collaborazione con gli Oiv (Organismi interni di valutazione).

Grazie al percorso iniziato ormai 10 anni fa, con le prime esperienze di lavoro comune e attraverso l’organizzazione di ben 6 precedenti congressi nazionali dei Cpo, nell’ottobre 2014 abbiamo organizzato il nostro I° Congresso nazionale della Rete Cug Ambiente.
Inoltre, l’essere stati selezionati fra i vincitori del premio bandito da We women for Expo2015 con il progetto “Una rete, tante donne, tanti progetti”, ci ha dato la possibilità di esporre uno stand nel Padiglione Italia per una intera settimana durante L’Esposizione internazionale e di dare così visibilità alle nostre Agenzie.

Progetti futuri?

I prossimi progetti per il 2016-2017 saranno orientati alla formazione di presidenti e componenti dei Cug su tematiche quali la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali, il lavoro agile e il passaggio di esperienze dai Comitati consolidati verso i Cug emergenti.
Inoltre, è in programma un evento per presentare i risultati e la comparazione delle indagini sul benessere organizzativo svolte dalle varie agenzie nell’ultimo biennio.

Ma l’obiettivo più sfidante è quello che, dal settembre 2015, ci vede far parte del costituito Forum nazionale dei Cug: un insieme dei Comitati di circa 70 Amministrazioni pubbliche, che rappresentano in totale circa 500.000 lavoratori pubblici. Durante l’ultimo Forum PA, che si è svolto a Roma a maggio 2016, i dettagli e la valenza di questo progetto sono stati oggetto del Convegno dal titolo “I comitati unici di garanzia: da adempimento a investimento. Il Forum dei CUG e il vantaggio di fare squadra”, esplicito invito a superare le barriere delle individualità delle organizzazioni e a dar vita a forme di confronto e collaborazione finora assenti nel contesto della Pubblica amministrazione.

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