Inventari regionali delle emissioni in atmosfera

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Il quadro degli inventari locali delle emissioni in atmosfera si è significativamente evoluto negli ultimi anni, come confermato – tra l’altro – dall’indagine conoscitiva effettuata nel 2011 dal sistema Ispra/Arpa/Appa, che evidenziava una sostanziale omogeneità delle metodologie utilizzate, delle tipologie di sorgenti considerate e dei principali inquinanti indagati. Il programma triennale 2014-2016 del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente prevedeva, tra le varie attività, l’aggiornamento delle Linee guida per la redazione degli inventari regionali delle emissioni in atmosfera e loro articolazione a livello locale.

Questa attività, portata avanti da uno specifico gruppo di lavoro interagenziale, si è dunque posta l’obiettivo di fornire una descrizione aggiornata degli strumenti metodologici ed operativi per la compilazione di un inventario locale, partendo dalla definizione dei suoi elementi fondanti.

Per poter fornire una rendicontazione sufficientemente dettagliata da permettere di replicare le stime emissive, un inventario delle emissioni dovrebbe infatti soddisfare alcuni criteri, quali trasparenza, consistenza, confrontabilità, completezza ed accuratezza, che garantiscano il più possibile la riduzione delle incertezze.

Le stime emissive dovrebbero poi essere effettuate in modo da confrontare i risultati con quelli di altri inventari, garantendo che le stime coprano tutte le sorgenti emissive per le quali siano disponibili delle metodologie e documentando le sorgenti non considerate.

L’obiettivo principale della realizzazione di un inventario locale delle emissioni è quello di disporre di uno strumento di conoscenza funzionale alla pianificazione degli interventi finalizzati alla tutela della qualità dell’aria.

Nella prima parte del documento, dedicato alla pianificazione delle attività (vedi schema riepilogativo), si analizzano le varie fasi di redazione dell’inventario, che vanno dalla scelta delle metodologie disponibili e delle sorgenti chiave, alla raccolta dei dati, alla costruzione e completamento di serie storiche, fino alla pubblicazione dei dati. Un momento a cui si presta particolare attenzione è la valutazione delle incertezze e alle modalità per assicurarne quanto possibile la riduzione.

Per ciascuna di queste fase il manuale offre una serie di riferimenti, suggerimenti, istruzioni ed esempi pratici, tratti anche dall’esperienza delle singole agenzie ambientali.

Tra gli aspetti affrontati ed illustrati troviamo dunque:

  • metodologia di definizione degli indicatori a partire dalle fonti dati disponibili
  • implementazione degli algoritmi di calcolo
  • scelta dei fattori di emissione e di iter metodologico
  • definizione dell’approccio metodologico per la rappresentazione delle differenti tipologie di sorgente
  • minimizzazione almeno qualitativa delle incertezze
  • realizzazione delle stime emissive ed eventualmente gestione della loro pubblicazione.

Nella seconda parte del documento, dedicato alle modalità di armonizzazione con altri inventari, sono trattati in particolare tre elementi:

  1. potenzialità/criticità nel reperimento delle informazioni,
  2. modalità di scambio di dati tra l’Ispra e le Arpa che realizzano gli inventari regionali,
  3. rassegna degli strumenti di armonizzazione attuali.

Oltre alla armonizzazione delle stime con altri inventari il documento definisce le attività volte a:

  • verificare la consistenza del bilancio di materia e di energia con riferimento ad un singolo impianto o a tutto l’inventario rispetto ad altre valutazioni o a considerazioni di bilancio energetico,
  • ottenere come indirizzo generale le informazioni sulle richieste di miglioramento derivanti dalle submission in ambito internazionale degli inventari di Ispra,
  • identificare gli ambiti di applicabilità e confrontabilità tra inventari ed altre valutazioni su scala comunale.

Con particolare riferimento alle emissioni di gas climalteranti è risultata inoltre rilevante la gestione di stime derivate o aggregate come nel caso della CO2-e che da una parte richiedono una corretta definizione e documentazione relativamente all’aggiornamento dei GWP e da un’altra presentano importanti differenze con gli inventari delle emissioni di inquinanti, che richiedono di considerare opportunamente i possibili abbattimenti con informazioni derivate da analisi sui singoli impianti

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