Ispra nel nuovo Sistema di allerta maremoti

Nasce sotto il coordinamento della Protezione Civile il SiAM, il Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti. La struttura valuterà in tempo reale la possibilità che si creino tsunami nel Mediterraneo in seguito a terremoto. Il Sistema si avvarrà dei dati della Rete mareografica dell’Ispra.I terremoti rappresentano la causa principale degli tsunami (circa l’80%), ma non sono la sola. Frane, eruzioni vulcaniche sottomarine o costiere possono essere sorgenti di possibili maremoti. Il Sistema di allerta si avvarrà dei dati forniti da Ispra, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dalla Protezione Civile.

La Rete Mareografica Nazionale dell’Ispra è composta da 36 stazioni di misura uniformemente distribuite sul territorio nazionale ed ubicate prevalentemente all’interno delle strutture portuali. Nove di esse sono considerate strategiche per misurare fenomeni particolari (onde anomale) e si trovano in aree deputate come possibili sorgenti sismiche generanti fenomeni tsunamici. I dati forniti dalla Rete mareografica nazionale gestita dall’Isprae dei mareografi presenti lungo le coste di altri paesi del Mediterraneo consentiranno, infine, di confermare o meno l’eventuale maremoto.

Strategico il ruolo di Ingv, in particolare con il Centro Allerta Tsunami (CAT), che opera sette giorni su sette nel valutare la possibilità che un determinato terremoto, con epicentro in mare o nelle immediate vicinanze, possa generare uno tsunami. Il CAT stima i tempi di arrivo attesi lungo le coste esposte.

È invece compito del Dipartimento della protezione civile, sulla base delle valutazioni del CAT, diffondere i messaggi di allertamento alle strutture e componenti del servizio nazionale della protezione civile per raggiungere, nel minor tempo possibile, la popolazione potenzialmente interessata.

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