Italia, prima in Europa sugli acquisti sostenibili

Da una prima lettura del decreto legislativo di modifica il Codice degli Appalti emerge l’intenzione del legislatore di rendere immediatamente obbligatorio il completo inserimento delle considerazioni ambientali e sociali negli appalti pubblici italiani.

Il Governo ha apportato significative modifiche al Codice Appalti D.lgs. 50/2016 attraverso il D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56 (pubblicato in GU Serie Generale n.103 del 5-5-2017). Da una prima analisi delle novità, si coglie l’intenzione del legislatore di rendere immediatamente obbligatorio il completo inserimento delle considerazioni ambientali e sociali negli appalti pubblici italiani, anticipando in tal modo i tempi previsti dal DM 24 maggio 2016 e portando a compimento l’esperimento pionieristico avviato con il Collegato ambientale (L. 221/2015) che pone l’Italia nella condizione più avanzata tra gli Stati Membri.

Tra i molteplici interventi effettuati, si segnalano anche l’introduzione di un sistema pubblico di monitoraggio dell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi a cura di ANAC e l’ampliamento della casistica che può generare una riduzione delle garanzie fideiussorie.

Per un’analisi puntuale si rimanda al numero di AmbienteInforma del prossimo 25 maggio, il cui focus sarà dedicato a: 25 anni di Ecolabel, acquisti verdi, certificazioni ambientali ed altri strumenti di sostenibilità.

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