La balneazione 2016 nel Lazio

224 aree di balneazione controllate in Lazio da Arpa, in collaborazione con le Capitanerie di porto. 1631 i campionamenti effettuati nella stagione balneare 2016.

Le attività di balneazione sono state realizzate dall’ARPA Lazio con il supporto logistico delle Capitanerie di porto secondo quanto programmato con Decreto del Presidente Regione Lazio n. T00065 del 15 aprile 2016, che integra il controllo delle aree di balneazione con il monitoraggio delle alghe potenzialmente tossiche a mare e dei cianobatteri nei laghi.

Sul totale delle 224 stazioni relative alle aree di balneazione (145 marine e 79 lacustri), sono stati eseguiti 1631 campionamenti nell’arco del periodo aprile-settembre 2016, con l’esclusione di un paio di laghi aventi stagione balneare più ridotta. I campioni routinari sono stati 1015 per le aree marine e 541 per quelle lacuali, mentre i campioni suppletivi sono stati 74, 3 su lago e 71 a mare.

Gli inquinamenti di breve durata hanno riguardato minimamente i laghi di Vico (2, a maggio) e Bolsena (1, a settembre) mentre per il mare sono stati più consistenti, si sono distribuiti lungo tutta la stagione balneare ed hanno interessato buona parte dei comuni costieri, in particolare della provincia di Roma, per un totale di 27 aree di balneazione.

Il monitoraggio delle alghe potenzialmente tossiche di cui all’Allegato C del DM 30 marzo 2010 è stato realizzato su 9 stazioni delle province di Latina e Roma per un totale di 235 campionamenti, di cui 168 a Roma e 67 a Latina.

Il monitoraggio è articolato in tre livelli d’indagine. Il primo prevede la ricerca di Ostreopsis ovata in mare in corrispondenza dei punti di balneazione: i primi eventi di fioritura si registrano generalmente con valori di temperatura dell’acqua compresi tra i i 23 e 25°C.

Da questo momento in poi in tutte le stazioni viene svolto il monitoraggio di secondo e terzo livello attraverso il prelievo di un campione di acqua da terra ed un campione di substrato (macroalga o altro organismo bentonico) con frequenza quindicinale. In particolare, vengono prelevate tre aliquote di acqua e tre di substrato distribuite entro 10 metri nel sito individuato come punto di monitoraggio e la quantità di Ostreopsis e altre microalghe bentoniche d’interesse viene stimata nell’acqua in prossimità del substrato (cellule/litro) e sul substrato (cellule/grammo).

Qualora le abbondanze di Ostreopsis ovata superino la soglia di emergenza delle 10.000 cell/l il monitoraggio prosegue con frequenza settimanale. Nella stazione di Porto Romano (Formia), ad esempio, la fase di emergenza si è protratta a fasi alterne e per non più di due campionamenti consecutivi dal 7 luglio (141.140 cell/l) fino al 20 settembre (200 cell/l), data in cui la temperatura dell’acqua è scesa bruscamente a 21,9 °C.

Nel corso del 2016, gli andamenti delle concentrazioni di Ostreopsis sono stati piuttosto variabili a seconda delle diverse località: lungo il litorale della Provincia di Roma si sono avuti dei massimi più frequenti ed abbondanze più elevate nella zona di Civitavecchia e Santa Marinella rispetto ad altre stazioni (es. Anzio). Per l’intero periodo di monitoraggio non sono pervenute segnalazioni di malesseri ascrivibili agli effetti tossici noti dell’Ostreopsis né sono state rilevate sofferenze di organismi marini e alterazioni della colorazione del fondale.

Oltre all’Ostreopsis ovata, che risulta la specie più abbondante, le microalghe potenzialmente tossiche che si rilevano generalmente nei popolamenti microfitobentonici sono Prorocentrum lima, Coolia monotis e Amphidinium sp.

Il monitoraggio per la sorveglianza dei cianobatteri è stato eseguito su un totale di 16 stazioni di campionamento, distinte in 11 stazioni routinarie trimestrali, corrispondenti a bacini dove non è presente rischio elevato di proliferazione, e 5 stazioni localizzate in aree con fioriture algali e sottoposte a frequenza variabile di monitoraggio in funzione delle concentrazioni rilevate.

In totale sono stati effettuati 151 campionamenti di cui 37 sulle stazioni routinarie.

Presso le 2 stazioni di Roma per le fioriture algali sono stati prelevati 42 campioni, 16 alla stazione di Latina e 38 alle 2 stazioni di Viterbo – Lago di Vico. Al lago di Vico, data la consistenza del fenomeno, sono stati effettuati monitoraggi anche sulle altre 3 aree di balneazione, per ulteriori 18 campioni. Un situazione analoga si è verificata al Lago di Albano che è storicamente affetto da fioriture di cianobatteri nel periodo invernale e primaverile.

 

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