La comunicazione delle agenzie ambientali nelle situazioni di emergenza: l’esperienza di Arpa Toscana

L’articolo descrive le modalità con cui Arpa Toscana si impegna a diffondere informazioni in modo il più possibile tempestivo e completo nelle situazioni di emergenza ambientale in cui interviene.

Un’agenzia ambientale – come Arpat – non è ente di primo soccorso ma interviene con il proprio supporto tecnico a favore degli Enti suddetti per le attività di intervento che rientrano nella propria sfera di competenza: per questo motivo è preferibile che la cittadinanza, in caso di necessità, si rivolga alle forze di pronto intervento che hanno competenza generale.

In caso di emergenza le attività immediate sono di competenza dagli enti di primo soccorso / intervento quali i Vigili del fuoco, il 118, le strutture della Protezione Civile. In alcuni casi l’attività è coordinata dal Prefetto. Arpat interviene sul luogo degli eventi configurabili come emergenze, se questi soggetti ravvisano la necessità del supporto dell’Agenzia, ed in questo caso interviene il personale reperibile h24 365 giorni l’anno.

Le agenzie sono coinvolte in situazioni di emergenza “grandi”, come ad esempio il naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio nel gennaio 2012, e “piccole”, come i tanti sversamenti di sostanze inquinanti nei corsi d’acqua, o le morie di pesci o gli incendi, ecc.

Insomma, le emergenze ambientali per le Arpa sono un fatto quotidiano. Per chi si occupa della comunicazione in un’agenzia ambientale capita abbastanza spesso di essere chiamato (in genere nelle ore serali e anche nel fine settimana) da giornalisti delle varie testate per avere informazioni in merito a situazioni di “emergenza”. Ma se l’Arpa è ben strutturata per gestire le relazioni con il pubblico, le richieste arrivano anche in maniera molto tempestiva – in tempo reale – da parte dei cittadini.

Ad esempio quando l’inceneritore di Pisa ha diffuso nell’aria fumo fucsia, il numero verde e la casella di posta elettronica urp@arpat.toscana.it ha ricevuto varie richieste di informazione, e anche qualche foto ancora prima che la notizia arrivasse al nostro Dipartimento territoriale…

Per non parlare degli incendi che destano grande allarme e quindi richieste di informazioni. Episodi questi piuttosto ricorrenti.

Ma la casistica è molto varia:

  • incidenti stradali con sversamenti di sostanze chimiche
  • effrazioni di oleodotti con sversamenti di idrocarburi
  • morie di pesci e non solo …
  • eventi meteorologici estremi
  • abbandono di rifiuti pericolosi in ex aree industriali
  • problemi impianti industriali (es. sfiaccolamento)
  • ecc.

Anche in questo campo cerchiamo di operare, in modo coerente con l’impostazione che da alcuni anni ci siamo dati come Arpa Toscana in materia di comunicazione, e cioè l’impegno costante per mettere a disposizione di tutti (istituzioni, imprese, associazioni, cittadini) informazioni (notizie, approfondimenti, report) e dati ambientali derivanti dalle nostre attività istituzionali (monitoraggio e controllo, supporto) in modo: tempestivo, completo – esauriente, facilmente fruibile e facilmente comprensibile.

Questo significa che facciamo tutti gli sforzi possibili per informare a caldo … e a freddo.

A caldo, cioè nell’immediatezza dell’evento attraverso una news istantanea sul sito web, la diffusione sui social media, in particolare attraverso Twitter e Facebook, risposte aggiornate dal numero verde a chi ci chiama, risposte ai giornalisti che ci cercano.

E poi… a freddo è importante informare l’esterno di quello che abbiamo fatto, dei risultati degli accertamenti successivi, non solo quando si tratta di rispondere alle critiche che ci vengono fatte, ma in generale per far conoscere il nostro lavoro. Non basta solamente fare, ma occorre anche far sapere.

Questo è possibile, sia per l’organizzazione che ci siamo dati, che permette di assicurare una comunicazione integrata (vedi schema sopra), sia per come ci siamo organizzati ormai da diversi anni con apposite procedure del Sistema di gestione Iso 9001, per affrontare le emergenze: per comunicare occorre sapere…

Da quando poi è stata attivata la collaborazione con la Sala Operativa della Protezione Civile questa modalità di informazione in tempo quasi reale del settore Comunicazione dell’Agenzia è diventato sostanzialmente automatico, nel senso che appena l’operatore della SOP registra nell’apposito data base l’avviso di una richiesta di intervento del personale reperibile di Arpat, parte una mail per il responsabile della Comunicazione che in questo modo è in grado di sapere se e chi contattare per avere maggiori informazioni.

esempio di scheda compilata per una segnalazione di intervento in emergenza
Un caso esemplare di comunicazione in emergenza è quella avvenuta nell’estate del 2016, per l’incendio di una discarica. In quel caso il responsabile del sCID è stato allertato verso le 21,30 direttamente dal responsabile del Dipartimento di Pistoia del fatto che era scoppiato un incendio nella discarica del Cassero e che i vigili del fuoco incontravano gravi difficoltà per lo spegnimento, in presenza di un fronte di fuoco di circa cento metri.

A quel punto l’Agenzia ha subito iniziato a diffondere notizie tramite i social per informare che il personale Arpat si stava recando sul posto e quindi, passo passo ha continuato a fornire tutte le informazioni disponibili, prima sui social, poi anche sul sito Web e – naturalmente – nelle risposte ai cittadini che contattavano l’URP ed hai giornalisti che contattavano l’ufficio stampa.

Tutto questo è continuato non solo durante l’evento, ma anche nei giorni successivi, con la pubblicazione della simulazione delle possibili ricadute ed infine con i risultati delle analisi sui vegetali a foglia larga per la verifica della possibile presenza di microinquinanti.

In questo modo l’Agenzia ha dimostrato di essere una fonte di informazioni tempestiva e attendibile ed infatti – come si può rilevare dai numeri contenuti nella tabella sotto, tenendo conto che la zona interessata riguardava un abitato con meno di cinquemila abitanti.

Sintesi della presentazione fatta a Remtech 2016 nell’ambito del convegno “Comunicare l’emergenza ambientale” 

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