La diffusione dei dati ambientali, compito fondamentale del Snpa

arpae

Le Agenzie ambientali fra i loro compiti istituzionali hanno quello di raccogliere, organizzare e diffondere i dati ambientali. La legge istitutiva del Sistema agenziale, ha sancito formalmente che i dati ambientali prodotti dal Sistema “costituiscono riferimento tecnico ufficiale da utilizzare ai fini delle attività di competenza della pubblica amministrazione.”

Le Agenzie ambientali raccolgono ogni giorno una grande quantità di dati attraverso il monitoraggio dello stato dell’ambiente (ad esempio mediante le centraline automatiche per il rilevamento della qualità dell’aria o il campionamento sistematico in punti predeterminati delle acque dei fiumi e del mare) e il controllo sulle fonti di pressione sull’ambiente (ad esempio attraverso i campionamenti e le analisi sulle emissioni degli impianti industriali).
Questi dati sono quindi validati, cioè se ne attesta la correttezza della rilevazione in termini tecnici, e raccolti in apposite banche dati (e open data).

Ad esse si accompagna la produzione di rapporti analitici di sintesi settoriali (qualità dell’aria, delle acque ecc.) o riepilogativi (annuari e relazioni sullo stato dell’ambiente), anche attraverso l’utilizzo di tecniche quali la modellistica (ad esempio per simulare l’estensione a territori più ampi di dati rilevati in modo puntuale) o l’applicazione di modelli interpretativi condivisi (ad esempio il DPSIR – Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti, Risposte), ma anche forme sintetiche di presentazione: ad esempio mappe tematiche, grafici riassuntivi ecc.
L’insieme di queste informazioni vanno a costituire veri e propri sistemi informativi che debbono essere messi a disposizione del pubblico, come prevede la normativa europea (convenzione di Aarhus, direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientali) e quella nazionale (decreto legislativo 195/2005).
In questo modo si mette a disposizione delle istituzioni e della società civile (associazioni, politica, imprese, media, università e ricerca, singoli cittadini) un bagaglio di informazioni comuni da “leggere” secondo i diversi punti di vista.

Si tratta di informazioni utili per dar vita ad azioni amministrative di breve periodo (ad esempio le limitazioni del traffico a causa di livelli di inquinamento atmosferico elevati o i divieti di balneazione in presenza di livelli di inquinamento del mare superiori ai limiti previsti), ma anche di medio periodo (ad esempio i piani di risanamento della qualità dell’aria delle nostre città, dei fiumi o dell’inquinamento acustico). Inoltre costituiscono la base oggettiva per l’orientamento dell’opinione pubblica e la formazione di decisioni politiche di carattere strategico sulle tematiche ambientali.

La rete delle Agenzie ambientali si sviluppa a livello regionale, nazionale ed europeo. Le informazioni così raccolte a livello locale, sono via via assemblate ai livelli territorialmente più ampi, fino ad arrivare alla dimensione continentale, dove l’Eea (Agenzia ambientale europea) mette a disposizione dati di sintesi estremamente interessanti.

Negli ultimi anni diverse Agenzie ambientali hanno compiuto sforzi importanti per rendere i dati pubblicati (in forma cartacea ed online) negli annuari e nelle relazioni sullo stato dell’ambiente con modalità il più possibile di facile comprensione, utilizzando sempre più spesso gli strumenti della grafica e della infografica per dare un’idea immediata e sintetica di insiemi complessi di informazioni, ecco alcuni link ad alcune esperienze in questo campo: Ispra, Arpae Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana

Proponiamo qui una serie di contributi sul tema:

  • La comunicazione dei dati ambientali,  intervista a Giulia Annovi, datajournalist e comunicatrice scientifica; collabora con diverse testate, tra le quali Datajournalism.it e rivista Micron, e si occupa di temi legati alla salute, all’ambiente e all’istruzione
  • Una roadmap per la trasparenza e l’informazione ambientale intervista a Ernesto Belisario, esperto di diritto amministrativo e di diritto delle nuove tecnologie, che mette in luce l’importanza dei processi partecipativi per rendere il più comprensibili possibile le informazioni pubblicate e definire le priorità di implicazione delle informazioni sulla base delle esigenze conoscitive degli utenti
  • Informazioni ambientali, open data e trasparenza della pubblica amministrazione, intervista a Daniela Vellutino, docente di Comunicazione pubblica e linguaggi istituzionali, ideatrice e curatrice del progetto di didattica sperimentale “Diritto di accesso civico” che ha l’obiettivo di sperimentare l’uso degli open data nelle differenti forme di scrittura per l’informazione istituzionale e la comunicazione pubblica
  • Giornalismo civico e data journalism, intervista a Rosy Battaglia, fra i fondatori del sito Web Cittadini reattivi, un esempio di citizen journalism che si occupa di temi ambientali ‘caldi’, quali le bonifiche dei siti contaminati, l’amianto ecc.
  • Open data una sfida per l’ambiente, intervento di Cristina Da Rold, apparso su Micron, la rivista di Arpa Umbria. Gli open data sono un modo di pensare alla nostra società, la filosofia secondo cui tutti i dati prodotti dalle pubbliche amministrazioni e dagli enti devono essere resi pubblici ai cittadini stessi in maniera libera e aperta, per fare in modo che tutti possano leggerli, ma soprattutto riutilizzarli e trasformarli in servizi per la comunità.