La gestione della molestia olfattiva in un contesto fortemente urbanizzato

Nel 2016 oltre il 20% delle segnalazioni ricevute da Arpa Lombardia per emergenze ambientali, reali o presunte, ha riguardato il tema delle molestie olfattive. In assenza di un riferimento normativo specifico, una delibera regionale del 2012 fornisce uno strumento univoco e condiviso per affrontare la problematica in modo preventivo e sistematico. Arpa Lombardia ha adottato una specifica procedura per regolare la gestione delle situazioni di disagio olfattivo proveniente da attività produttive.

La problematica della molestia olfattiva rappresenta spesso una criticità di difficile superamento, soprattutto in contesti fortemente urbanizzati come quello lombardo in cui attività produttive e insediamenti abitativi si susseguono senza interruzione, rendendo spesso arduo individuare con precisione la fonte dell’emissione odorigena. A ciò si aggiungono le emissioni connesse alle pratiche zootecniche e agronomiche, in particolare ove non vengano rispettate le modalità operative previste per minimizzare il disagio olfattivo. Per comprendere la portata della criticità, basti pensare che nel 2016 oltre il 20% delle segnalazioni ricevute da Arpa Lombardia per emergenze ambientali (reali o presunte) ha riguardato proprio il tema delle molestie olfattive.

In assenza di un riferimento normativo che affronti in maniera univoca il problema, affiancando la tematica odore a quello del rispetto delle concentrazioni di singole sostanze nelle emissioni in atmosfera, Regione Lombardia ha provveduto (con la DGR IX/3018 del 2012) ad affrontare il tema della caratterizzazione delle emissioni gassose proveniente da attività a forte impatto odorigeno, per inserire la tematica all’interno dei percorsi autorizzativi. Analogamente, il problema del disagio olfattivo viene considerato anche nell’ambito della regolamentazione attuativa di competenza regionale relativamente allo spandimento di reflui zootecnici, ammendanti o fanghi in agricoltura con l’indicazione di norme di buona tecnica agronomica per minimizzare le emissioni odorigene.

La delibera regionale ha l’obiettivo di fornire uno strumento univoco e condiviso per affrontare la problematica in modo preventivo e sistematico, vista anche la numerosità degli attori coinvolti: da una parte cittadini e Comune che segnalano le molestie olfattive, dall’altra il gestore dello stabilimento fonte dell’emissione odorigena e, dall’altra ancora, gli Enti che autorizzano o che effettuano le attività di controllo, tra cui anche Arpa.

L’approccio più solido ed efficace è rappresentato dalla valutazione preventiva, applicabile in casi di nuovi insediamenti o di modifiche rilevanti ad impianti già esistenti, che permette mediante simulazione di dispersione di prevedere il grado di impatto olfattivo sul territorio.

Coerentemente all’orientamento della delibera regionale, Arpa Lombardia ha adottato una specifica procedura per regolare le modalità con cui vengono gestite le problematiche di disagio olfattivo proveniente da attività produttive, inteso come disturbo di varia intensità, lamentato da una o più persone, che presuppone una ripetitività dell’evento. Fermo restando che questo genere di problematiche è caratterizzato da forti peculiarità sito-specifiche e climatiche che rendono difficile una “categorizzazione” e, conseguentemente, una soluzione standardizzata, occorre infatti prevedere più azioni sinergiche.

Fra gli approcci metodologici indicati per la rilevazione del disturbo olfattivo, la procedura prevede la raccolta informazioni (mediante apposita scheda) a cura del Comune con la collaborazione dei cittadini. Modalità che, nella maggior parte dei casi, si rivela utile all’individuazione della/e attività o fonti responsabili del disagio.

Qualora gli odori segnalati siano determinati da avarie tecniche contingenti (ovvero da situazioni non riconducibili al “normale assetto di esercizio”), Arpa effettua un intervento diretto presso l’azienda, individuando i rimedi tecnici e le eventuali procedure gestionali per rimuovere o mitigarne la fonte. L’agenzia utilizza, inoltre, strumenti di simulazione di dispersione ed effettua la caratterizzazione chimica tramite canister e olfattometria dinamica.

Nel corso nel 2016 Arpa Lombardia ha effettuato uno specifico percorso formativo, con la collaborazione del Politecnico di Milano, sulla modellistica applicata ai fenomeni di disagio olfattivo e delle tecniche di campionamento, con particolare riferimento all’olfattometria dinamica. Vista la rilevanza del tema sono previsti ulteriori momenti di approfondimento finalizzati da una parte a proporre ulteriori aggiornamenti alla normativa regionale e dall’altra ad affrontare, mediante l’applicazione e proposta di apposite linee guida, il tema delle molestie odorigene per alcuni comparti produttivi, il cui esercizio in particolari contesti rappresenta in generale fonte di criticità.

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