Strategia marina, importante proseguire e sviluppare il lavoro del Snpa

Istituzionalizzare la Strategia marina“: è questa la pressante richiesta di tutto il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) che, per bocca dei tre capofila Calabria, Emilia-Romagna e Liguria, arriva compatta al ministero dell’Ambiente. Alla soglia del terzo e – per il momento – ultimo anno di convenzione, dopo che sono stati investiti denari e risorse per potenziare ed estendere il sistema pubblico di monitoraggio del mare, è indispensabile avere la garanzia di poter proseguire nel lavoro così capillarmente messo in piedi.

I nove moduli operativi rappresentano gli indicatori della Strategia marina affidati dal ministero dell’Ambiente direttamente alle Arpa (colonna d’acqua, microplastiche, specie non indigene, rifiuti spiaggiati, contaminazione, input di nutrienti, habitat coralligeno, habitat fondi a Maerl, habitat di fondo marino sottoposti a danno fisico). Per soddisfare tutte le necessità, le agenzie hanno affrontato diverse e distinte tipologie di attività, con tempi più o meno lunghi di organizzazione. Anche il Ministero ha attuato a favore delle Arpa una serie di corsi di formazione specialistica, contribuendo fattivamente al processo di crescita del sistema agenziale.

Dopo 18 mesi di “messa a regime”, il 2017 sarà l’anno chiave per stimare nel modo più dettagliato possibile i costi e valutare gli aspetti tecnico-organizzativi. Il tutto nell’ottica di una prosecuzione dell’attività come stabilito dal decreto legislativo 190/2010.

Il primo anno si è svolto a cavallo tra luglio 2015 e giugno 2016, e ha portato le agenzie ad attivare o riattivare  professionalità e modi di lavoro altamente specialistici, a volte appoggiandosi anche a soggetti esterni, allargando molto il campo del monitoraggio marino costiero tradizionale, non solo in senso geografico (l’area di monitoraggio arriva fino alle 12 miglia nautiche anziché alle 3 miglia nautiche previste dal monitoraggio dlgs 152/06), ma anche come numero e tipologia di azioni.

Da luglio a dicembre 2016 il secondo “semestre” di strategia marina, e con gennaio 2017 è iniziato il terzo anno, determinante sotto molti punti di vista: ottimizzazione degli interventi, analisi di trend dei dati, confidenza con le diverse attività, alimentazione del database nazionale con tutti i “numeri” raccolti nei tre anni di convenzione.

Numeri di tutto rispetto, anche solo guardando alle aree di indagine di seguito riportate su scala nazionale e con il dettaglio delle tre macroregioni Mare Ionio-Mediterraneo Centrale, Mediterraneo Orientale, Mediterraneo Occidentale:

  • 58 aree di indagine per i rifiuti spiaggiati (13-21-24),
  • 54 per le microplastiche (13-18-23),
  • 49 transetti per lo studio della colonna d’acqua e degli habitat pelagici (13-13-23),
  • 24 aree di studio per gli habitat a coralligeno (6-4-14),
  • 23 aree per la contaminazione da trasporto marittimo (4-10-9),
  • 20 aree per la contaminazione da impianti industriali (5-10-5),
  • 17 aree per la ricerca di specie non indigene (3-6-8),
  • 11 aree di indagine per gli habitat di fondo marino sottoposti a danno fisico (1-9-1),
  • 9 aree per lo studio dell’apporto di nutrienti da fonti fluviali (1-4-4),
  • 8 aree per lo studio degli habitat fondi a Maerl (2-2-4),
  • 6 aree per lo studio dell’apporto di nutrienti da fonti urbane (2-2-2),
  • 6 aree per lo studio dell’apporto di nutrienti da acquacultura (2-1-3),
  • 5 transetti per lo studio della colonna d’acqua e dei contaminanti delle zone eutrofiche

Ogni area da indagare per tre anni consecutivi su più punti . Una mole di dati oggettivi, validati e affidabili che rappresenta il punto di partenza su cui costruire le politiche sul mare del nostro paese. Un patrimonio a cui dare continuità, per tutelare una delle risorse più preziose di cui disponiamo, il nostro mare.

Al termine del primo triennio di monitoraggio questi dati andranno elaborati per pianificare il lavoro futuro, come previsto dalla normativa europea che impone la verifica di quanto già effettuato in vista della programmazione delle attività da svolgere in seguito.

Le agenzie del Snpa hanno risposto con entusiasmo e spirito collaborativo alla fiducia che il Ministero ha dimostrato nei loro confronti e ora chiedono di poter conservare e rafforzare il loro ruolo attraverso la continuità del finanziamento per mantenere operative persone e risorse messe in campo in questo primo periodo di attività.

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