La terzietà delle Agenzie ambientali: il punto di vista di Giorgio Assennato

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A Giorgio Assennato, già direttore generale di Arpa Puglia, abbiamo posto questa domanda: “La terzietà delle Agenzie: il contesto normativo e organizzativo è sufficiente a garantirla?”

A mio parere, il nuovo contesto normativo e organizzativo è una condizione necessaria, ma non sufficiente a garantire la terzietà delle Agenzie.
In precedenza, la terzietà delle Agenzie era normativamente espressa in tutte le legislazioni regionali  e provinciali  seguendo la normativa nazionale, ma la natura di ente strumentale della Regione (o Provincia autonoma) di appartenenza rappresentava un forte limite a una concreta capacità di esercitare la terzietà da parte delle singole Agenzie. La nuova normativa, attraverso l’istituzione del Sistema nazionale a rete di protezione ambientale, definisce un assetto istituzionale e organizzativo che presuppone la terzietà delle Agenzie.
Si può quindi affermare che la nuova normativa rappresenta una svolta importante nel rafforzamento della terzietà delle Agenzie che, da semplice enunciazione retorica, si manifesta come una modalità non modificabile nella gestione delle attività, all’interno della programmazione delle attività  del Sistema nazionale.

Permangono comunque le  gravi asimmetrie geografiche che sino a ora hanno impedito che le attività del sistema potessero realizzare l’implementazione di un set di livelli essenziali di prestazioni di tutela ambientale (Lepta), asimmetrie  che il Sistema ha il compito di diagnosticare e di minimizzare nel corso del tempo. Ma ciò dipenderà dalla modalità di gestione della nuova normativa che il Sistema saprà assicurare. Una particolare responsabilità ha Ispra, che ha la funzione di hub del sistema e quindi il compito di svolgere una funzione anche sussidiaria in caso di difficoltà operative di qualche agenzia più fragile.
E ad analoga assunzione di responsabilità sono chiamate le Agenzie più solide, che, superando la logica (peraltro positiva in molte occasioni) dei gemellaggi in cui era previsto un donatore e un ricevitore, sappiano svolgere il ruolo di guida dell’intero sistema, in modo da garantirne la vitalità, la validità e l’efficienza.

Se questo senso di responsabilità non sarà rapidamente operativo, sarà impossibile garantire la terzietà delle Agenzie, dato che, per motivi diversi, le più deboli saranno ineluttabilmente soggette al potere politico regionale, mentre le Agenzie più sviluppate punteranno più alla diversificazione delle proprie attività piuttosto che al miglioramento della qualità tecnico-scientifica, in una logica di corresponsabilità nazionale.
Da questo punto di vista, le modifiche costituzionali approvate dal Parlamento e soggette a referendum potrebbero rafforzare le funzioni di coordinamento  da parte del governo nazionale, attraverso l’elaborazione di un Piano nazionale per l’ambiente che, concordato con le Regioni, potrà consentire al sistema di avanzare nella sua integrità, con l’opportuno potenziamento dell’operatività di Ispra.

AssoArpa, in questo contesto, dovrà svolgere una funzione essenziale, anche attraverso un confronto con le Regioni, stimolandole a garantire a ciascuna Agenzia risorse adeguate per poter davvero rappresentare un elemento operativo e funzionale del Sistema: non può esserci una vera terzietà senza assicurare le risorse adeguata per ogni unità funzionale del Snpa.
Soltanto in uno scenario virtuoso sarà possibile impedire ai detrattori del sistema  di insinuare che “le Arpa sono lo strumento musicale che suona la musica gradita ai governatori delle singole Regioni“.

Giorgio Assennato, in occasione della Summer School AssoArpa che si è tenuta il 29 e 30 settembre 2016 a Cagliari, è intervenuto sul tema “Il rapporto ambiente e salute nelle autorizzazioni ambientali: il caso Taranto

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